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Eroica Fenice

GRIDAS: a scola ‘bbona è a voce de’ creature

Anche questa domenica si è tenuto il Carnevale GRIDAS, con il suo festoso corteo di carri e maschere basati sul tema principale di quest’anno: la scuola.

Una scuola, sede della crescita culturale e civile di ogni bambino, che però è maltrattata dallo Stato e dalla stessa indifferenza di chi gira lo sguardo per non assistere al cattivo funzionamento di troppi servizi in Campania e in Italia. Ed è dunque la scuola ad essere la più martoriata delle istituzioni, tanto che verrebbe da chiedersi con sommo disprezzo quale futuro mai si potrebbe attendere dal Paese della fuga.

È una lotta alla fuga, dei cervelli o delle speranze, che sia su un treno o in un’assopita coscienza addormentata su comodi allori, è per questo che il GRIDAS risveglia il coraggio con una festa di gioia e colori, in una tradizione del carnevale che vede in continua lotta il bene col male.

E se il male è rappresentato dall’indifferenza, il bene non può che essere il simbolo delle maschere, della gioia e dell’entusiasmo che tanti ragazzi hanno ereditato da uno dei maggiori fautori dell’Associazione, che è obbligatorio ricordare: Felice Pignataro.

Il GRIDAS, infatti, è un’associazione naturalmente senza alcuno scopo di lucro, ma con l’unico obiettivo di utilizzare il mezzo più pacifico e rivoluzionario di cui può avvalersi l’uomo: l’arte.

Felice Pignataro era un semplice uomo nato a Roma e trasferitosi a Napoli per studiare prima Architettura poi Teologia. La sua arte stava nel creare murales semplici dai colori sgargianti, opere che denunciassero la realtà con la bellezza per rispecchiare il disprezzo nell’allegria, ma non è tutto: Felice non si limitava a fare l’artista di strada, ma coinvolgeva i bambini delle scuole affinché potessero apprendere insieme una lezione di arte e di legalità, educazione civile mista ad un arcobaleno di divertimento.

Senza Felice Pignataro il GRIDAS ha perso il suo artista più importante e coinvolgente, eppure continua a vivere nelle sue opere e nelle riproduzioni di due murales particolari: la “macchina-scuola”: il mostro mangia creatività, contrapposta alla “barca delle culture” il cui albero maestro è formato da una grande matita, simbolo di forza e coraggio, con un esplicito riferimento a Charlie Hebdo, con alla guida tanti bambini di culture diverse. Il tutto accompagnato da due bambini mascherati rispettivamente da delfino e squalo: l’uno è un aiuto pacifico, l’altro è un pericoloso nemico pronto a sbranare chiunque si arrischi a navigare le acque della giustizia e della verità.

Con allegorie, danze e colori, l’insetto protagonista del corteo è anche il protagonista di ogni sede scolastica che si rispetti: il pidocchio! Simbolo di ignoranza, pregiudizi ed emarginazione nei confronti dei ceti sociali più bassi; avviene che la società si avvalga proprio di questi per sparare a raffica ogni sorta di allarmismo, volto come sempre a pubblicizzare prodotti che andranno ad accrescere l’economia altrui, mentre diminuirà proprio dove ce ne sarà più bisogno.

Ancora carri: il girasole realizzato dai volontari di “Noi RipuliAMO Napoli” e dall’associazione “Pollici Verdi”; la gru, la Rosa dei Venti e tanti altri, tutti uniti sotto il segno della difesa dei diritti di tutti, che sia nei confronti dell’ambiente o delle pari opportunità degli scolari.

E dal momento che sono proprio loro i protagonisti è da ricordare lo slogan “A scuola bbona è ‘a voce d’e criature”, in segno di una valorizzazione dei bambini, il vero motore della scuola, con un pizzico di nostalgia nel ricordo di un meraviglioso Pino Daniele con la ripresa di un verso di una delle sue canzoni più famose.

Perché Scampia è la voce dei bambini e quindi della scuola, è la voce della legalità e di chi non si lascia abbattere dal grigio della vita per offrire un colorato risveglio delle coscienze.

“Bisogna fare rete tra l’istruzione che cerca di fare sempre maggiori iniziative sul territorio soprattutto nella scuola, dal momento che la situazione scolastica è molto complicata, ma soprattutto dare energia e voce ad un territorio che è stanco sui pregiudizi su Scampia che sono insopportabili. Per questo insieme bisogna fare organizzazione e massa”, queste le parole del sindaco Luigi De Magistris, rigorosamente presente come semplice cittadino napoletano unito ad un quartiere che si salva da solo e non aspetta nessun altro.

È così che si vive il carnevale GRIDAS, tra carri minuziosamente preparati e tra le più disparate maschere, in un corteo carnascialesco nato dalla musica per evadere dal marcio e risvegliare una Scampia che vuole tutto e che il tutto se lo merita,in una danza di gioia e coraggio che è l’arma più potente perché “Cultura e scuola fanno più paura di una pistola”.

Il corteo non può che chiudersi con l’allegorica distruzione, data alle fiamme, di tutte le parti negative che formano i carri, simbolo di una rinnovata vittoria del positivo e della vita, di una rivolta che, proprio come un fuoco, non si spegne mai.

E se la vittoria sembra un sogno il Gridas risponde col sorriso: “Il sogno di uno è utopia, il sogno di molti è l’inizio di una nuova realtà”.

GRIDAS: a scola ‘bbona è a voce de’ creature

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