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Eroica Fenice

Guido Catalano, poesie ad alta voce

Guido Catalano, poesie ad alta voce

Al Teatro Bellini le iniziative interessanti non finiscono mai. Grazie al sincretismo della casa editrice Laterza, del teatro Bellini stesso e dell’associazione culturale A voce alta è nato uno spazio tutto originale in cui promuovere libri ed eventi. Proprio grazie a questo spazio, venerdì 28 ottobre Guido Catalano ha letto alcune sue poesie scelte ad un pubblico rapito ed emozionato.

L’amore con Guido Catalano

Quando le parole vengono impresse indelebili su carta è difficile talvolta stabilire la loro calibrazione precisa. Ma quando queste creano giochi d’aria grazie alla lingua del poeta che le ha scritte, quando la voce e la saliva le impastano di fronte a noi, non c’è nessun modo per poterle dimenticare. In questo senso, Guido Catalano ci ha donato un paio d’ore fuori dal mondo e dal tempo, intonando suoni e lettere frutto della sua creatività, accompagnato dal cappello magico dell’ironia che sembra non abbandonarlo mai, premuto sempre sulla sua testa.

Egli parte da se stesso e dalla messa a nudo di tutta la sua carne di scrittore, per regalarci un viaggio di sola andata nell’amore: amore per una donna, amore per il mestiere che fa, amore per se stesso. Così, le sue poesie si concretizzano, dopo essere state tracciate dalla sua penna, e diventano personaggi in carne ed ossa, come lo sono le donne per le quali scrive e soffre, si strugge e si incanta.

L’amore sembra essere l’unico sentimento autentico, che riesce a rendere verosimile una vita che altrimenti non sarebbe. Occhi, labbra e seni sono i protagonisti di una poesia che cerca spazio tra le pieghe dell’anima, che sussulta e sussurra appena appena parole di dolcezza e devozione infinita. Quegli stessi occhi chiari che fanno innamorare il poeta tante e tante volte sono solo la ciliegina su una torta fatta di pensieri di inestimabile valore, di preziosità stilistica che si cela dietro un’apparente semplicità.

Guido Catalano non cerca rime baciate, ma bacia le rime con parole quotidiane. Leggere i suoi versi sembra un racconto singhiozzante, ma piacevolissimo, a tal punto che non ci si stanca mai, perché le orecchie ne chiedono degli altri, il cuore si svuota e si riempie man mano che vengono sciorinati sulla punta della lingua, la testa si alleggerisce quando si sfilacciano di fronte ad essa.

Guido Catalano e la lettura ad alta voce

Tra componimenti meno recenti e altri addirittura inediti, presenti nella nuova raccolta che uscirà prossimamente edita da Rizzoli, ci si stupisce per il potenziale che ha tale progetto. La lettura ad alta voce spesso è un’attività che viene poco considerata e molto sottovalutata. In realtà, cela lati piacevolmente sorprendenti, perché permette di guardare con occhi diversi un testo atono e freddo, coperto da una coltre gelida. Grazie al calore della voce e della recitazione, invece, la carta stampata si infiamma, fino a diventare viva e vegeta.

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