Ferdinando e Carolina, gli opposti che non si attraggono

Ferdinando e Carolina

La storia di Ferdinando di Borbone e Maria Carolina d’Austria è segnata dall’infedeltà e da un perenne malcontento, frutto delle inconciliabili diversità dei loro caratteri. Sebbene un famoso detto affermi che in amore “gli opposti si attraggono”, la loro unione fu la prova di come due mondi distanti potessero entrare in collisione, influenzando il destino del Regno di Napoli e delle Due Sicilie.

Ferdinando di borbone: la vita del “re lazzarone”

Nato a Napoli nel 1751 da Carlo di Borbone e Maria Amalia di Sassonia, Ferdinando fu il primo sovrano della dinastia a nascere nel regno. Non essendo destinato al trono, la sua educazione fu trascurata, crescendo più tra i vicoli della città che nelle sale di corte. Questo legame con il popolo gli valse l’affettuoso soprannome di “Re Lazzarone“. La sua vita cambiò nel 1759 quando il padre, divenuto re di Spagna, gli cedette il trono di Napoli. A soli otto anni, Ferdinando IV fu affidato alla reggenza di Bernardo Tanucci, ma la sua indole rimase quella di un uomo del popolo, più interessato alla caccia e alla pesca che agli affari di stato.

Nonostante la sua avversione per i doveri regali, il suo lungo regno fu segnato da importanti innovazioni: perfezionò il sistema fognario di Napoli, fondò la scuola militare Nunziatella, trasformò San Leucio in un centro di eccellenza per la produzione della seta e fu tra i primi a introdurre le targhe odonomastiche. Influenzato dalla riscoperta dell’antico, promosse i primi scavi sistematici di Pompei, che portarono alla fondazione del Real Museo Borbonico nel 1816, oggi Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

Maria Carolina d’austria: la regina colta e ambiziosa

Nata a Vienna nel 1752, Maria Carolina era figlia dell’imperatrice Maria Teresa d’Asburgo e sorella di Maria Antonietta di Francia. Ricevette un’educazione raffinata, intrisa dei principi dell’Illuminismo. A sedici anni, nel 1768, sposò per procura Ferdinando IV. Il matrimonio, nato da un’alleanza politica, fu uno scontro di civiltà: Carolina, seria e classista, si trovò di fronte un marito rozzo e dagli atteggiamenti plebei. Un aneddoto famoso racconta di come Ferdinando, costretto ad assistere all’opera al Teatro San Carlo, mangiasse un piatto di spaghetti con le mani, tra il divertimento della platea e l’imbarazzo della moglie.

Determinata e politicamente abile, Carolina assunse di fatto la guida del regno. Estromise il filospagnolo Tanucci e, come documentato dall’Enciclopedia Treccani, lavorò per inserire Napoli nella sfera d’influenza austriaca, allontanando Ferdinando dal controllo del padre. Fece di Napoli un vivace centro culturale, accogliendo intellettuali come Gaetano Filangieri e Mario Pagano.

Scheda dei protagonisti

La loro unione rappresentò l’incontro tra due mondi opposti, le cui differenze sono riassunte di seguito.

Protagonista Caratteristiche e ruolo
Ferdinando IV di borbone “Re lazzarone”, amato dal popolo per i suoi modi semplici e il dialetto napoletano. Indifferente alla politica ma promotore di significative opere pubbliche e culturali.
Maria Carolina d’austria Regina colta, figlia dell’illuminismo asburgico. Ambiziosa e determinata, fu la vera mente politica del regno, orientandolo verso l’alleanza con l’austria e l’inghilterra.

Una storia di infedeltà e lotte di potere

Nonostante i diciassette figli avuti (di cui sette raggiunsero l’età adulta), Ferdinando e Carolina a stento si sopportavano. Le lettere del re al padre descrivono una regina dal carattere instabile, mentre le relazioni extraconiugali erano note a corte. Carolina si legò a John Acton, un ufficiale irlandese che nominò Primo Ministro, consolidando il suo potere. Ferdinando, dal canto suo, ebbe una lunga relazione con Lucia Migliaccio, duchessa di Floridia, che sposerà morganaticamente tre mesi dopo la morte di Carolina.

La rivoluzione, l’esilio e la fine di un’era

La Rivoluzione Francese e la decapitazione di sua sorella Maria Antonietta trasformarono Carolina. La regina, terrorizzata dai complotti, abbandonò le sue simpatie illuministe e instaurò un regime di terrore, reprimendo ogni dissenso. La repressione della Repubblica Napoletana del 1799, sostenuta dai francesi, fu spietata e culminò con l’esecuzione di intellettuali come Eleonora Pimentel Fonseca.

L’ascesa di Napoleone costrinse la famiglia reale a un lungo esilio in Sicilia. Carolina morì a Vienna l’8 settembre 1814, poco prima che il Congresso di Vienna restaurasse l’ordine in Europa. Ferdinando tornò a Napoli e, unificando le corone, assunse il nuovo titolo di Ferdinando I delle Due Sicilie. Fece fucilare Gioacchino Murat, che aveva tentato di riconquistare il regno, ma i suoi ultimi anni furono segnati dai moti liberali del 1820. Morì il 4 gennaio 1825 e fu sepolto nella Basilica di Santa Chiara. Finiva così la storia di un matrimonio travagliato che, nel bene e nel male, ha segnato profondamente la storia di Napoli.

Immagine di copertina: Road tv Italia

Articolo aggiornato il: 16/09/2025

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A proposito di Ciro Gianluigi Barbato

Classe 1991, diploma di liceo classico, laurea triennale in lettere moderne e magistrale in filologia moderna. Ha scritto per "Il Ritaglio" e "La Cooltura" e da cinque anni scrive per "Eroica". Ama la letteratura, il cinema, l'arte, la musica, il teatro, i fumetti e le serie tv in ogni loro forma, accademica e nerd/pop. Si dice che preferisca dire ciò che pensa con la scrittura in luogo della voce, ma non si hanno prove a riguardo.

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