Hell Let Loose, lo shooter simulativo basato sulla cooperazione | Recensione

Cover HLL

Hell Let Loose è uno shooter in prima persona ambientato durante la seconda guerra mondiale, sviluppato da Expression Games e Cover6 Studios, pubblicato da Team17, che non segue una storia o un protagonista, ma si basa sul multiplayer e la coordinazione tra tutti i giocatori, dalla comunicazione tra i membri delle squadre, e l’organizzazione del team intero fatta dal comandante in accordo con i suoi ufficiali, dove ogni giocatore ha un ruolo, e ogni movimento è coordinato per portare in scacco la squadra avversaria e catturarne i territori.

Ruolo o elemento chiave Descrizione e funzione nel gioco
Comandante Fornisce la strategia generale, richiede carri armati, bombardamenti e aerei scout.
Ufficiali Comunicano con il comandante, guidano la fanteria e impostano i punti di respawn.
Garrison Punto di respawn disponibile per tutto il team, fondamentale per mantenere il controllo del territorio.
Outpost Punto di respawn dedicato esclusivamente alla propria squadra di appartenenza.
Scout Squadre da due membri con cecchino, utili per infastidire la retroguardia avversaria.

Le fondamenta di Hell Let Loose

La premessa del gioco è quella di essere solo ed unicamente multiplayer, basato sulla comunicazione vocale tra giocatori, la tattica e la strategia della squadra. La prodezza individuale può sì essere un grande vantaggio, ma non porterà a schivare i proiettili di un’intera squadra nemica. Il gioco infatti propone un approccio dove il focus è sulla grande strategia dei respawn e della coordinazione dei push e delle difese. È responsabilità del comandante fornire alla squadra una strategia e dare ai membri il supporto adatto sotto forma di carri armati, approvvigionamenti o altri metodi offerti; è responsabilità degli ufficiali far sì che la propria squadra segua gli ordini dall’altro, e impostare i punti di respawn, fondamentali per il gioco; ed è responsabilità dei soldati di grado più basso seguire gli ordini e svolgere il ruolo adatto alla propria classe.

I garrison e gli outpost: la linfa vitale della squadra

In Hell Let Loose, al contrario di moltissimi altri shooter, il gameplay non gira intorno ai combattimenti di arma da fuoco o al giocatore, ma intorno ai luoghi dove i soldati possono ritornare in gioco: i garrison (respawn per tutto il team) e gli outpost (respawn per la propria squadra). Qualora questi fossero troppo distanti dall’azione o venissero distrutti la squadra sarebbe molte volte più lenta a raggiungere i luoghi d’interesse, e dunque molto meno efficace rispetto all’altra, perdendo così territorio. Questa meccanica fornisce al gioco un accento unico che rende importante la coordinazione e comunicazione, senza forzarla sui giocatori in maniera poco piacevole, anzi costruire questi rapporti è proprio una delle parti più interessanti del gioco, che lo rende molto più divertente e profondo da giocare.

I punti di respawn possono essere distrutti facilmente qualora dei soldati nemici si avvicinassero troppo, rendendo così la difesa tanto importante quanto l’offesa. Uno dei ruoli fondamentali è proprio quello di correre in giro a costruire garrison per far sì che la propria squadra abbia sempre un punto sicuro da cui montare l’attacco o la difesa. E fare questo per una partita intera, stando lontani dall’azione e sparando ben poco, non risulta noioso, perché dovendo coordinarsi per evitare gli scout avversari, rende il tutto una versione di scacchi con la posta in gioco leggermente più alta.

La struttura di comando: il cervello e le mani dell’operazione

Il gioco propone una struttura dove il team generale è diviso come segue:

  • un solo comandante, che ha accesso a varie opzioni uniche come fornire carri armati, bombardare gli avversari o ordinare aerei di scout che daranno via la posizione degli avversari;
  • ogni squadra di fanteria ha un ufficiale, che comunica con il comandante e gli altri ufficiali, e riporta gli ordini alla sua squadra;
  • i membri di una squadra sono al massimo cinque, oltre l’ufficiale, e ognuno sceglie una propria classe, che porta una serie di responsabilità;
  • ci sono poi squadre di armatura, la cui responsabilità è utilizzare i carri armati della squadra;
  • squadre di artiglieria, che devono coordinarsi e calcolare la traiettoria adatta per bombardare i punti giusti della mappa;
  • e squadre di scout, formate da due membri, di cui uno solo ha accesso ad un mirino da cecchino, il cui ruolo è infastidire la retroguardia avversaria costringendoli a mandare più risorse lontano dal fronte.

Questo sistema di classi fornisce una chiara struttura gerarchica alla squadra, rendendo più semplice capire qual è il proprio ruolo e come muoversi all’interno del team.

Mappa HLL
Mappa di una partita di Hell Let Loose. Fonte: Hell Let Loose, Studio17.

Il gunplay e le meccaniche fps

Il gunplay di HLL non è nulla di speciale o fuori dal mondo, un fps classico dove il fucile spara dove lo si punta, e il proiettile segue una fisica e una traiettoria abbastanza realistiche. Non risulta essere troppo legnoso o ostico, e fa della semplicità la sua forza, tanto è vero che non è il punto focale del gioco. Le armi sono semplici da controllare, il rinculo non è esagerato, e il time-to-kill è tra i più bassi tra gli fps moderni, infatti per uccidere un giocatore basta un singolo colpo, massimo tre, in base al rateo di fuoco dell’arma. Non ci sono conferme grafiche dei colpi a segno ma si sentirà un rumore ogni volta che si colpisce un avversario (a qualsiasi distanza), che cambia in un suono metallico in caso di colpi alla testa, rendendo facile confermare l’effetto dei propri colpi. Correre o sparare non ha effetto sulla mira, il soldato che si controlla è sempre freddo e preciso, ma sparare durante la corsa o poco dopo la sua fine non è possibile, rendendo persino la corsa una scelta tattica.

Le armi più particolari, ovvero artiglieria e carri sono meno semplici da usare, perché usano dei sistemi che difficilmente compaiono in altri giochi del genere, e quindi sono più ostiche da approcciare, soprattutto per un giocatore nuovo.

Lo skill floor: quanto è alto?

Per molti HLL può risultare un gioco fin troppo complicato, che richiede davvero tante conoscenze, e finisce per essere un “simulatore di camminata” perché non conoscendo davvero gli obiettivi, molti giocatori nuovi si ritrovano a camminare per la mappa all’infinito senza sapere dove andare, morendo inevitabilmente da un nemico spietato che conosce molto meglio il gioco. Questo è sicuramente un problema, ma non attribuibile del tutto al gioco, che fornisce un tutorial abbastanza chiaro, ma che soprattutto vanta una delle community più disponibili e affezionate, subito pronte a spiegare qualsiasi meccanica ai giocatori nuovi.

Un consiglio fondamentale per approcciare le prime volte ad Hell Let Loose è quello di scordare qualsiasi meccanica fondamentale di tutti gli altri fps o shooter, e di usare solo classi semplici all’inizio, rimanendo in squadre di fanteria ed evitando ruoli di leadership.

Una volta iniziato a giocare, non serviranno troppe partite per comprendere il flow del gioco: scegliere il proprio ruolo, impostare una struttura, seguire gli ordini. Tutto può risultare ancora più semplice se, come il gioco incoraggia fortemente a fare, si utilizza la chat vocale in gioco per comunicare con tutti gli altri, rendendo così non solo il gioco più chiaro, ma anche molto più divertente.

La community: la punta di diamante di HLL

La community è molto attiva e disponibile, chiaramente il gioco è internazionale e la lingua inglese è praticamente un must, però anche qualora si volesse rimanere vicini alla lingua italiana ci sono più community nostrane attive, tutte disponibili e abbastanza numerose, a volte organizzano anche degli eventi che sono perfetti per i giocatori più nuovi per apprendere meccaniche dai veterani. A livello generale, la community è molto amichevole e disponibile, difficilmente qualcuno si arrabbierà con un giocatore nuovo o lo criticherà per il cattivo lavoro, piuttosto i giocatori preferiscono evitare questi comportamenti e consigliare e fare da guida ai giocatori nuovi, anche se questo non porta nessun benefit personale.

Sfruttando la feature della chat vocale, specialmente quella di prossimità, si creano tantissime interazioni sociali divertenti, dagli audio divertenti che partono inevitabilmente mentre si è sul retro del furgone diretti verso il fronte, alle piccole interazioni di roleplay quando si chiama un medico dopo essere stati feriti, tutti questi aspetti sono parte integrante del gioco, e non potrebbero esistere in una community più asettica o meno interessata. È dunque per questo che i giocatori stessi costituiscono il vero punto focale e di forza del gioco, dandogli forza e una costante ventata d’aria fresca, facendo sì che ogni partita sia diversa e divertente, che si vinca o si perda.

Tutto considerato, Hell Let Loose è un solido shooter, con meccaniche solide e diverse dalla maggior parte degli fps sul mercato al momento. Le pecche sono presenti, piccoli bug o le lunghe code con cui il gioco gestisce i server, ma non è nulla di grave che rende l’esperienza ingiocabile. Con l’esperienza di Hell Let Loose alle spalle, l’hype per il sequel ambientato in Vietnam è tutta giustificata.

Fonte immagine: Wikimedia Commons, Team17.

 

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