Il calo demografico in Giappone manda in crisi il mondo yakuza

Il calo demografico in Giappone manda in crisi il mondo yakuza

Il calo demografico in Giappone rischia di mettere in ginocchio anche gli ambienti della società giapponese apparentemente estranei alla questione, uno su tutti è il mondo della criminalità organizzata: la yakuza.

Cos’è la yakuza?

Quando si pensa alla yakuza giapponese, si pensa ad associazioni di stampo criminale come quelle italiane ma in salsa asiatica, ma questa è una visione quantomeno parziale del fenomeno. La yakuza detta anche “gokudo” è un’organizzazione con radici secolari ripartita in numerose bande denominate boryokudan. Gli affiliati sono legati all’osservanza di rigide regole di condotta basate su un sistema di valori al cui apice vi è l’obbedienza al capo in quanto vertice del sistema famigliare/patriarcale. Dalle direttive del boss vengono poi diramati i compiti e le attività da svolgere nei vari settori di appartenenza. L’organizzazione si occupa di numerose attività che vanno da quelle “regolari” quasi assecondate dal governo come la riscossione di percentuali sugli esercizi legali (gestione di locali, attività industriali, edilizia, ecc.) a quelle legate al mondo sommerso dell’illegalità tra cui i proventi derivanti da speculazioni finanziarie, gioco d’azzardo e sfruttamento della prostituzione.

Ma perché il calo demografico interessa la yakuza?

Il punto della questione è che essendo un sistema impernato sullo stretto rapporto di subordinazione tra membri giovani e anziani e che la quasi totalità delle azioni viene effettuata dai primi, il problema demografico giapponese sta rendendo la vita dura alla yakuza. Difatti, il sistema ha sempre più difficolta nel reclutare nuovi membri al suo interno e quindi le numerose mansioni da svolgere vengono via via affidate a membri già noti in contrasto non solo con le autorità, ma anche con lo scorrere inesorabile del tempo. La credibilità stessa della gokudo perde colpi ritrovandosi quindi a cedere il passo in più settori per mancanza di personale, mentre l’appeal che infonde nelle “poche” nuove generazioni è sempre minore. Lo status di membro, infatti, implica numerose limitazioni dall’impossibilità di possedere una semplice e “regolare” sim telefonica, al divieto di accesso negli onsen (bagni pubblici) a causa dei tatuaggi che ne simboleggiano l’appartenenza fino alle molteplici porte chiuse che la società pone dinnanzi a chi sceglie di interrompere la propria carriera in cambio di una nuova vita volta alla legalità. 

Natalità calante nel Sol Levante

L’inverno demografico che caratterizza il Giappone è ormai senza fine, nel 2023 si è registrato il 12esimo anno consecutivo in cui il Paese continua a perdere abitanti nel proprio bilancio demografico. Molteplici sono le politiche e i tentativi di invertire un trend tutt’altro che invidiabile, come ad esempio gli incentivi economici per le nascite o la facilitazione negli iter per l’ottenimento della cittadinanza nipponica per gli stranieri residenti. Il futuro andamento della demografia giapponese resta però incerto nonostante le misure introdotte, ciò che invece è certo è che il fenomeno continua a mietere vittime e a far scomparire alcune “organizzazioni tradizionali” proprio come la yakuza.

Fonte immagine per l’articolo “Il calo demografico in Giappone”: Wikimedia Commons

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