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Eroica Fenice

Infibulazione: un falso da non sottovalutare

ShirinL’infibulazione (dal latino fibula, spilla) è una mutilazione genitale femminile e consiste nell’asportazione della clitoride, di parte delle grandi labbra vaginali con cauterizzazione, cui segue la cucitura della vulva, lasciando aperto solo un foro per permettere la fuoriuscita dell’urina e del sangue mestruale.
È questa l’agghiacciante pratica di cui alcuni giorni fa molte testate hanno discusso, riportando la notizia del “decreto” promulgato dall’autoproclamato califfo dell’Isis, Abu Bakr Al Baghdadi, leader degli jihadisti dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante rivelatasi poi un falso. Ma che si tratti di un fake o meno l’infibulazione è comunque amaramente presente, magari non come decreto legge il che risulterebbe ancor più inammissibile e vergognoso pretendere questa pratica legalmente, ma esiste è reale e vi sono in questa parte del mondo donne, ragazzine che hanno subito e continueranno a subire questa infamia. Difficile comprendere come si riesca solo a prendere in considerazione una brutalità simile, mutilazioni genitali obbligatorio per tutte le donne dello Stato islamico non è umanamente condivisibile ne accettabile per chiunque. Questa non è più da considerare come diversità culturale ma disumanità, degrado allo stato puro.
“Per proteggere lo Stato islamico in Iraq e nel Levante e nel timore che il peccato e il vizio si propaghino tra gli uomini e le donne nella nostra società islamica, il nostro signore e principe dei fedeli Abu Bakr Al Baghdadi ha deciso che in tutte le regioni dello Stato islamico le donne debbano essere cucite”. È quanto affermerebbero – o meglio giustificherebbero – gli jihadisti riconducendo la pratica ad un’imposizione del Profeta Maometto.

Rilevante anche il nome della giornalista e scrittrice italo-marocchina Souad Sbai la quale rivela ancora una volta quanto pericoloso e folle sia questo personaggio a cui l’Occidente continua colpevolmente a lasciare mano libera, dopo le lapidazioni di due donne, infatti la pena di morte attraverso lapidazione è oggi ancora presente nella giurisdizione di alcuni stati totalmente o parzialmente islamici nella quale il condannato è ucciso brutalmente attraverso il lancio di pietre. Ed ora anche l’eventuale orrenda e disumana volontà di infibulare tutte le donne irachene. infibulazione
Secondo quanto riportato da alcune testate pochi giorni fa l’editto avrebbe portato la mobilitazione anche del PD, che per voce di alcuni senatrici – tra le quali Josefa Idem e Laura Puppato – ha chiesto l’immediato intervento della ministra Federica Mogherini: “Le mutilazioni genitali femminili rappresentano una grave violazione dell’integrità psicofisica e del corpo delle bambine, delle ragazze e delle donne e per questo costituiscono una pratica in contrasto con il rispetto dei diritti umani, in violazione delle principali convenzioni internazionali, come la Convenzione universale dei diritti umani e la Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia. L’Onu e la comunità internazionale non possono accettare che l’infibulazione venga imposta per legge, è necessario un intervento determinato contro questa decisione dell’Isil”.

Le immagini presenti nell’articolo sono opere di Shirin Neshat un’artista iraniana di arte visiva contemporanea Neshat attivamente resiste alle rappresentazioni stereotipate dell’Islam, i suoi obiettivi artistici non sono esplicitamente polemici, il suo lavoro riconosce le forze intellettuali e religiose complesse che modellano l’identità delle donne musulmane nel mondo intero, un passo avanti contro restrizioni a favore e a valore della donna.
Attraverso il suo lavoro Shirin Neshat analizza le difficili condizioni sociali all’interno della cultura islamica, con particolare attenzione al ruolo della donna, rivolgendosi al significato sociale, politico e psicologico dell’essere donna nelle società islamiche contemporanee.

Infibulazione: un falso da non sottovalutare – Eroica Fenice

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