Seguici e condividi:

Eroica Fenice

Nuccio Ordine e L’utilità dell’inutile (Recensione)

Nuccio Ordine e il suo nuovo libro “L’utilità dell’inutile“. Avete letto bene: il titolo di questo libro contiene un ossimoro che, tra l’altro, sembra quasi uno scioglilingua beffardo. Come fa qualcosa di inutile ad essere servibile al raggiungimento un determinato fine? Cosa ce ne facciamo del superfluo in una società che guarda solo alle logiche del profitto e che, di conseguenza, nulla può comprendere circa l’importanza dell’incondizionato e del gratuito?

Le risposte a queste domande sono fornite da Nuccio Ordine, professore ordinario di Letteratura Italiana all’Università della Calabria, nel suo Manifesto sull’utilità dell’inutile.

Nuccio Ordine e “L’utilità dell’inutile

Il saggio è suddiviso in tre parti: nella prima, confortato da stralci di opere di filosofi quali Aristotele, Platone, Montaigne; scrittori e poeti quali Ovidio, Dante, Petrarca, Leopardi, Baudelaire e Calvino, Ordine sostiene la necessità di coltivare e promuovere l’inutile sia in ambito pubblico che in quello privato. L’autore intende per inutile lo svolgimento di una qualsiasi attività che doni soddisfazione morale per il fatto stesso di essere compiuta, senza che da essa ne derivi necessariamente un ritorno economico o monetario per chi la pone in essere.

Nella seconda parte del libro, Nuccio Ordine dimostra come l’insegnamento, la ricerca scientifica e l’arte in generale siano sempre state considerate, specie in periodi di crisi economica, nient’altro che delle aride voci di bilancio da tagliare anziché incentivare, poiché inutili, o meglio, non immediatamente redditizie agli occhi dei governanti.

Nella terza parte del saggio, l’autore analizza come l’avere sia stato spesso considerato come la sola unità di misura della dignità umana a scapito dell’essere, sottolineando come questa erronea convinzione abbia prodotto nel tempo ricadute negative a scapito dei valori morali universali verso i quali tutti gli individui dovrebbero naturalmente tendere, al di là dell’inseguimento spasmodico del dio Danaro. Per citare uno dei tanti passi mutuati da Ordine a sostegno della tesi sulla necessità di coltivare l’inutile, riportiamo un breve stralcio di un bellissimo discorso di Eugene Ionesco, che a tal proposito afferma: “Se non si comprende l’utilità dell’inutile, l’inutilità dell’utile, non si comprende l’arte; e un paese dove non si comprende l’arte è un paese di schiavi o di robots, un paese di persone infelici, di persone che non ridono né sorridono, un paese senza spirito; dove non c’è umorismo, non c’è il riso, c’è la collera e l’odio”. 

L’utilità dell’inutile: un libro assolutamente consigliato, scritto con quella semplicità stilistica che solo i grandi sono capaci di instillare nelle proprie opere, ricco di numerose citazioni dei maggiori autori di tutti i tempi, denso di notevoli spunti di riflessione dai quali è facile trarre amare conclusioni sulle regole che purtroppo governano la morale, la politica e l’economia della società contemporanea.

Print Friendly, PDF & Email