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Eroica Fenice

Ratisbona

Ratisbona, abusi e violenze sui bambini del coro cattolico

In seguito alle numerose denunce, presentate dai bambini del coro di Ratisbona, è finalmente emerso con tutto il suo orrore l’ennesimo scandalo, macchia indelebile per la reputazione della Chiesa Cattolica. Sulla base delle indagini svolte, è stato infatti scoperto che sono più di 500 i minori che nel corso degli anni sono stati sottoposti a violenze ed abusi sessuali.

L’inchiesta, diretta dall’avvocato Ulrich Weber, ha avuto luogo su istanza della diocesi di Ratisbona, la quale ha cercato di fare luce sulle pesanti accuse che nel corso del tempo si sono accumulate contro la scuola privata cattolica di cui facevano parte i ragazzi del famoso coro.

Stando alla ricostruzione operata da Weber, all’interno della scuola, non solo i bambini venivano picchiati e maltrattati ma in molti casi, addirittura, vi sono stati abusi di natura sessuale. Tra gli autori di questi crimini sono stati individuati molti soggetti, identificati fra insegnanti e religiosi. L’incresciosa vicenda ottiene finalmente oggi la giusta attenzione, ed è descritta in un apposito fascicolo in cui sono raccolte tutte le testimonianze degli abusi e delle violenze subite dai giovani membri del coro. La lettura della relativa documentazione non sarà probabilmente facile, poiché è impossibile accettare che dei bambini abbiano dovuto subire torture fisiche e psicologiche talmente atroci.

Lo scandalo di Ratisbona ed il fratello dell’ex Papa, Georg Ratzinger

Ad accrescere la gravità della vicenda, vi è poi la considerazione che per 30 anni, dal 1964 al 1994, quel coro è stato diretto da Georg Ratzinger, fratello dell’ex Papa Benedetto XVI. Georg, in una serie di dichiarazioni pubbliche, ha affermato che, pur essendo consapevole degli episodi di violenza che si sono verificati a causa dell’eccessiva severità dei mezzi di insegnamento adoperati, era comunque all’oscuro degli abusi sessuali.

Ovviamente non è possibile a priori valutare la sincerità di queste parole, ma appare di certo inverosimile, che in tanti anni, egli non abbia mai avuto notizia degli orrori che avevano luogo nella scuola. Di conseguenza viene spontaneo domandarsi se per evitare scandali questi abbia deciso di occultare la vicenda. Riportando le parole di Weber, a G. Ratzinger va “rinfacciato di aver fatto finta di non vedere, e di non essere intervenuto nonostante sapesse”.

Di fronte alle prove degli abusi commessi, l’attuale vescovo di Ratisbona, Rudolf Voderholzer, ha reso nota la sua volontà di disporre un risarcimento pecuniario tra i 5 ed i 20 mila euro a favore di ciascuna vittima. Ma ovviamente questa non sarà che una misera e vana consolazione. Le conseguenze negative di certe esperienze non si cancellano con il denaro, le vite di quei bambini saranno segnate per sempre, e questo peso dovrà pendere sulla coscienza della Chiesa, che in quanto istituzione avrebbe dovuto vigilare in modo adeguato sull’operato di coloro che agiscono in sua vece.

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