Sandra Milo: scomparsa l’attrice icona di un’era

Sandra Milo, addio alla musa di Fellini

Oggi, 29 gennaio 2024 alle 8:25 del mattino, nostra madre è venuta a mancare. Ci ha lasciato serenamente, addormentandosi nel suo letto, nel modo in cui ci aveva espressamente richiesto, circondata dal nostro amore e da quello dei suoi amati cani Jim e Lady. Vi chiediamo di rispettare il nostro immenso dolore e di pregare per la sua anima, rivolgendole un pensiero di luce.
Così, sui social, i figli di Sandra Milo hanno deciso di dare la notizia sulla scomparsa della loro cara madre, icona assoluta.

I funerali si svolgeranno domani, mercoledì 31 gennaio 2024, alle ore 12:00 nella Chiesa degli Artisti a Piazza del Popolo. Oggi, fino alle ore 19:00, è possibile donarle un ultimo saluto in Campidoglio, dove è ospitata la camera ardente.

Chi è Sandra Milo: attrice icona di un’era

Sandra Milo, pseudonimo di Salvatrice Elena Greco, nasce a Tunisi, in Tunisia, il giorno 11 marzo 1933. Da padre siciliano e madre toscana, la giovane ragazza trascorre la sua infanzia in un borgo medievale poco distante da Pisa, frequentando la scuola elementare sino alla quarta classe. A soli 15 anni, nel 1948, si sposa con il marchese Cesare Rodighiero da cui rimane incinta, ma il bambino muore alla nascita a causa del parto prematuro. I due finiscono per separarsi il ventunesimo giorno del loro matrimonio, ottenendo l’annullamento dal Tribunale della Rota Romana. Ma è proprio nel 1955 che Sandra Milo esordisce al cinema, riconoscibile per le sue forme prorompenti e vistose e per la voce da bambina. Così, lei finisce per diventare una maggiorata del grande schermo e prende parte a numerosi film di genere.

Sandra Milo e il cinema, l’amore di una vita

Famosa particolarmente nel cinema degli anni Sessanta, Sandra Milo ha recitato soprattutto in cinema d’autore. Ha esordito sul grande schermo nel 1955 in Lo scapolo di Antonio Pietrangeli al fianco di Alberto Sordi, ma il primo ruolo importante è arrivato quattro anni più tardi con Il generale Della Rovere di Roberto Rossellini. Nel 1960 la Milo offre una prova della sua capacità di passare dai toni brillanti a quelli patetici, recitando per la prima volta con la sua voce, in Adua e le compagne di Pietrangeli, storia di un gruppo di prostitute che tentano di reinserirsi nella società dopo la chiusura delle case di tolleranza, dove recita accanto a Claudio Gora e Marcello Mastroianni.

Per un periodo ha abbandonato le scene per dedicarsi alla famiglia. Negli anni Ottanta è stata intensa la sua carriera di conduttrice televisiva, che le ha regalato popolarità grazie ai programmi Mixer e Piccoli fans su Rai 2. Negli anni Duemila è tornata a recitare in teatro e per il grande schermo, tra le ultime pellicole interpretate: Il cuore altrove di Pupi Avati (2003); Happy Family di Gabriele Salvatores (2010); A casa tutti bene di Gabriele Muccino (2018); Un nemico che ti vuole bene di Denis Rabaglia (2018). Infine, nel 2020 ha ricevuto il Globo d’Oro alla carriera e nel 2021 il David di Donatello.

L’incontro con Federico Fellini

Sandrocchia, così Fellini decise di soprannominarla, facendo di lei una sua protetta e amante. Arriva così a girare i due film che la rendono più famosa, 8 e ½ del 1963 e Giulietta degli spiriti del 1965, in cui Sandra Milo incarna il ruolo della donna fatale di stampo felliniano: svampita e ridicola, ma anche ingenua e irresistibilmente disinibita. Per entrambi i ruoli ottiene il Nastro d’Argento come migliore attrice non protagonista. Autoironia e leggerezza, unite all’istintiva vena comica, ne fanno l’efficace interprete di Carla, l’amante del regista Guido in 8 e 1/2, mentre in Giulietta degli spiriti sa caratterizzare tre personaggi simbolicamente contrapposti al modello femminile rappresentato da Giulietta Masina.

Infine, sarebbe ingeneroso attribuire solo ai due film con Fellini la gloria cinematografica di Sandra Milo, la quale arrivò al successo quando aveva già alle spalle quasi 20 ruoli per il grande schermo, eppure oggi tutto il mondo continua a riconoscere in lei l’immagine felliniana per eccellenza. Certamente lei stessa in questo si riconosceva, così come attraverso le svolte di una vita privata ricca di tempeste ed amori mutevoli, conservava il ricordo del suo Federico come un segreto prezioso che solo in età avanzata aveva potuto svelare e condividere.

Fonte immagine in evidenza: Wikimedia Commons

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