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Scuole: nove su dieci non antisismiche

Il MIUR, il ministero dell’istruzione, per la prima volta ha pubblicato i dati riguardanti gli edifici scolastici e il rispetto delle normative antisismiche; sono relativi all’anno scolastico 2015/16, alle scuole statali di ogni ordine e grado, a livello nazionale (escluse le province autonome di Trento e Bolzano: ne risulta che su dieci edifici scolastici ben nove non sono a norma.

Partiamo dai numeri: su 50.804 scuole analizzate 44.486 non sono state progettate secondo le normative antisismiche o adeguate ad esse con successivi ammodernamenti. Si tratta dell’88% degli edifici scolastici, mentre solo 6318 scuole risultano a norma, il 12% circa del totale. Ben 8382 edifici hanno più di 50 anni (il 16%) e di questi solo 710 (l’8% degli edifici vetusti) sono stati adeguati alla normativa antisismica. Non finisce qui: in particolare su 37.786 scuole che sono in zone classificate a rischio sismico (3578 in zone ad elevato rischio) solo 5656 sono a norma, di cui 807 in zone ad alto rischio. Per 616 scuole il rischio sismico invece non è stato calcolato o comunicato a chi ha steso la relazione.

Scuole e normativa antisismica

Cosa significano tutte queste cifre? Innanzitutto che sebbene la normativa cui si fa riferimento sia del 2008, 9 anni fa, quasi tutte le scuole ancora non sono state adeguate: la maggior parte delle scuole non sono sicure da un punto di vista sismico. Il Consiglio Nazionale dei Geologi ha commentato in proposito: “Difficile prevedere quali saranno le conseguenze in caso di un terremoto di una certa intensità, ma certo i precedenti non invitano all’ottimismo.

Il MIUR di certo non ignora il problema: nel piano di edilizia scolastica è presente uno stanziamento di fondi per l’adeguamento antisismico delle strutture scolastiche. Non lo ignora, lo sottovaluta, e di molto, poiché tale fondo ammonta a soli 40 milioni di euro, assolutamente insufficienti a finanziare il numero di interventi necessario ad ammodernare tutte le scuole. Infatti se i fondi fossero egualmente suddivisi tra le 44.486 scuole a rischio ad ognuna di esse spetterebbero circa 900 euro.

Puntualmente ad ogni terremoto il tema dell’adeguamento degli edifici e della prevenzione torna improvvisamente alla ribalta e altrettanto puntualmente scompare con il dissolversi del clamore mediatico, senza che siano stati presi provvedimenti per cambiare la situazione. I dati relativi all’edilizia indicano al contrario che al posto di una gestione “emergenziale”, che arriva dopo il sisma, per contare le vittime e riparare i danni, occorre utilizzare un approccio preventivo e mettere in sicurezza gli edifici finché si è in tempo.

Francesco Di Nucci