Il teatro come spazio di libertà e riscatto sociale. È questa la visione al centro della rassegna “Le ali della libertà – quando il teatro libera e include”, presentata oggi allo Spazio Rossellini di Roma. Ideata da Giovanni Anversa, presidente ATCL ed Isabella di Cola, direttrice artistica, la rassegna si snoda in cinque appuntamenti che partono il 23 marzo e si concludono il 27 dello stesso mese, con spettacoli diversi sia per linguaggio che forma ma tutti uniti dallo stesso obiettivo: dare voce a chi, troppo spesso, resta invisibile.
Indice dei contenuti
| Programma Spettacoli: Rassegna Le Ali della Libertà | ||
|---|---|---|
| Data | Spettacolo | Tematica Principale |
| 23 Marzo | Mistero buffo (di Dario Fo e Franca Rame) | La voce degli oppressi |
| 24 Marzo | La comprensione della diversità | Disabilità e inclusione |
| 25 Marzo | Hikikomori | Isolamento giovanile |
| 26 Marzo | La caja de concreto | Privazione dei diritti umani e repressione |
| 27 Marzo | G+R, di muri abbattuti e cuori aperti | Costruzione identitaria (Ispirato a Romeo e Giulietta) |

Lo Spazio Rossellini di Roma Come Crocevia Culturale
Ad aprire la conferenza stampa è stato l’amministratore delegato di ATCL che ha evidenziato il ruolo del teatro come luogo di progettazione culturale oltreché di programmazione. Recuperato nel 2019, lo spazio è oggi diventato un vero e proprio punto di riferimento per le arti performative contemporanee. Non solo un contenitore di spettacolo, quindi, ma un vero e proprio laboratorio attivo capace di sostenere le progettualità artistiche del personale che vi lavora all’interno con un forte impatto sociale.
Il Teatro Come Strumento di Riscatto e Libertà
Il cuore concettuale della rassegna emerge con forza dalle parole di Giovanni Anversa:
“Il teatro è vitale proprio perché è inutile”.
Un’affermazione che ribalta la logica produttiva contemporanea: è proprio per il fatto di essere svincolato da finalità economiche che il teatro diventa uno spazio autentico di libertà. La rassegna è infatti nata per poter permettere di arrivare ad un obiettivo ben preciso: raccontare le marginalità.
“Siamo voluti partire da chi questa libertà la vede limitata: dall’esclusione sociale, dall’emarginazione, dall’isolamento”, ha spiegato Anversa. Il teatro si configura così sia come uno strumento di riscatto che come uno di affermazione identitaria.

Programma della Rassegna Le Ali della Libertà
Cinque spettacoli con cinque linguaggi e prospettive su realtà diverse, ma allo stesso tempo collegati da un’unica caratteristica: l’invisibilità sociale. Dalla disabilità alla detenzione, dall’isolamento giovanile alla privazione dei diritti umani.
Ad aprire le danze il 23 marzo sarà “Mistero buffo” di Dario Fo e Franca Rame, interpretato da Matthias Martelli. Fo, con questo spettacolo, ha dato voce agli oppressi attraverso la figura del giullare, ribaltando la narrazione dominante.
Il 24 marzo andrà in scena, invece, “La comprensione della diversità”, progetto del Laboratorio Teatrale Integrato Piero Gabrielli diretto da Roberto Gandini. Un lavoro che coinvolge attori con e senza disabilità e che si configura come progetto aperto e condiviso.
“Le storie non esistono se non nel momento in cui le racconti” ha affermato Gandini.
Il 25 marzo sarà la volta di “Hikikomori”, spettacolo coreografico di Vito Alfarano, dedicato al fenomeno dell’isolamento giovanile, sempre più diffuso ai giorni nostri e con sfumature estremamente complesse.
Tra gli spettacoli più intensi della rassegna, “La caja de concreto” del 26 marzo, diretto da Alessandro Ienzi, affronta il tema della repressione e della privazione dei diritti umani. Attraverso la testimonianza dell’attivista venezuelano Lorent Saleh, lo spettacolo indaga il rapporto che c’è tra lo spazio fisico e la libertà interiore.
“L’unica posizione che possiamo prendere è stare dal lato delle persone”, ha dichiarato Ienzi.

A chiudere poi la rassegna sarà la volta dello spettacolo “G+R, di muri abbattuti e cuori aperti” del 27 marzo, un progetto partecipativo di Bartolini/Baronio con i giovani del centro MaTeMù. Ispirato alla celebre tragedia “Romeo e Giulietta” di William Shakespeare, lo spettacolo nasce da un percorso laboratoriale che intreccia la danza, la musica ed il teatro, mettendo al centro le esperienze dei ragazzi partecipanti.
“Noi non diamo voce a nessuno; sono loro a prendersela” è stato sottolineato durante la conferenza. È così che il teatro riesce a divenire spazio di autodeterminazione e costruzione identitaria.
L’obiettivo a lungo termine, una volta conclusasi questa prima rassegna, sarà quello di dare continuità al progetto trasformandolo in un appuntamento stabile, questo proprio a sottolineare il fatto che le storie da raccontare sono molte e il bisogno di spazi di libertà, oggi più che mai, è urgente. Ed è proprio questa la forza stessa del teatro sottolineata da Anversa: essere, allo stesso tempo, inutile e indispensabile.
Biglietti, prari e prossimi eventi in cartellone
La rassegna “Le ali della libertà – quando il teatro libera e include” andrà in scena allo Spazio Rossellini dal 23 al 27 marzo, con spettacoli in programma ogni sera alle ore 20:00. I biglietti hanno un costo di 10 euro online (+ 2 euro di prevendita), 12 euro al botteghino e 5 euro ridotto. La biglietteria apre un’ora prima dell’inizio degli spettacoli ed è possibile acquistare i ticket anche su Ticketone.
La programmazione dello Spazio Rossellini proseguirà nei giorni successivi con nuovi appuntamenti: il 28 marzo è previsto il concerto “Area Open Project Tour 2026“, mentre il 29 marzo andrà in scena “Outsider di Baz – Marco Bazzoni“. Nel mese di aprile seguiranno, tra gli altri, “Città Sola” (12 aprile) ed “Epiphania. Mi rendo manifesta” della Compagnia Abbondanza Bertoni (14 aprile), fino ad arrivare agli eventi di maggio come “Non sentire il male. Dedicato a Eleonora Duse” (5 maggio) e “Sei un mito! Scopri chi sei attraverso i miti greci” (9 maggio). Per maggiori informazioni e per consultare l’intero programma è possibile visitare il sito ufficiale.
Indirizzo e Informazioni
Lo Spazio Rossellini si trova in via della Vasca Navale 58, a Roma, ed è raggiungibile da Roma Termini con la metropolitana linea B, scendendo alla fermata Basilica San Paolo.
Fonti delle immagini: archivio personale.

