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Il 4 Marzo 1943 nasce Lucio Dalla: un pilastro intramontabile del cantautorato e della musica italiana.

Scheda riassuntiva: Lucio Dalla

Data di nascita 4 marzo 1943 (Bologna)
Data di morte 1 marzo 2012 (Montreux)
Strumenti Voce, clarinetto, pianoforte, fisarmonica, sax
Canzoni celebri Caruso, Piazza Grande, 4/3/1943, L’anno che verrà, Cara

L’infanzia, i genitori e gli studi a Bologna

Lucio Dalla nasce il 4 marzo 1943 a Bologna. I genitori del noto musicista vengono in parte presentati attraverso quelli che saranno i suoi lavori da cantautore affermato. Il padre Giuseppe Dalla, direttore del club di tiro a volo e la madre Jole Melotti, casalinga. Il cantante perde il padre, a causa di un tumore, quando era ancora nel pieno dell’età infantile e parlerà di questo dolore, in età matura, come generatore di solitudine che forse solo la musica ha saputo colmare.

Inizia ad esibirsi grazie a delle recite scolastiche durante la sua formazione elementare presso un Collegio a Treviso. Il giovane si diletta imparando a suonare la fisarmonica. Il suo percorso di studi negli anni diviene sempre più altalenante, tanto che egli stesso ricorda: «A scuola andavo male. Preferivo andare in giro a suonare. A diciassette anni ero già a Roma a fare musica.»

Il cantautore, successivamente agli anni di scuola dell’obbligo, frequentò il liceo classico e linguistico senza portare a termine il ciclo di studi, iscrivendosi anche a ragioneria. Un individuo segnato da sempre, destinato a diventare la stella della musica che, ancora oggi, splende.

La passione per il jazz, il clarinetto e gli esordi

Come nasce la passione per la musica? Così come riportato già precedentemente, sin da piccolissimo Lucio Dalla è attratto dalla musica. Ricorda: «Mia madre credeva fossi un genio […] non mi ha mai ostacolato nella carriera musicale.»

Principalmente si innamora della musica jazz e questo interesse divampa imparando a suonare il clarinetto da autodidatta durante il periodo adolescenziale. Senza ombra di dubbio, è il jazz a segnare la sua prima importante formazione. Gli anni sessanta sono determinanti: essi fungono da trampolino di lancio per la carriera artistica di Lucio Dalla. Partecipa ad Antibes al primo festival europeo del jazz e si classifica al primo posto.

Questa occasione gli è utile per farsi notare da personalità musicali importanti. Dalla entra come voce e musicista nei Flippers. Grazie alla sua particolare dote canora, l’artista viene notato dai più grandi artisti e, successivamente, sarà il grande Gino Paoli a dipingerlo come prima voce soul italiana.

I successi: da 4/3/1943 a Piazza Grande

Non mancano le partecipazioni ai Festival come quello di Sanremo o il Festival delle Rose, attraverso il quale esibisce il suo interesse per la musica beat. A Sanremo tornerà più volte e con ogni partecipazione avrà modo di sfoggiare il suo talento, capace di raccontare una storia cantata, proprio come accade con il folk di De André e Guccini. Vi è il successo 4/3/1943 (brano che inizialmente si intitolava Gesubambino e che venne poi sostituito con appunto la sua data di nascita: 4 marzo 1943) che agli esordi subisce una censura ed una volta superata diviene, invece, un vero evergreen del cantautore.

Nel 1972 partecipa al Festival, classificandosi ottavo, con la famosissima Piazza Grande, prestatasi da subito ad una fruizione vasta ed immediata della quale Dalla affermerà: «[…] le canzoni hanno una loro autonomia, sono frutto di un percorso loro, di una ricerca che ha una sua dignità e un suo posto nell’immaginario collettivo […]».

Egli è solito essere acclamato per le emozioni in grado di suscitare con i suoi testi, come fanno i poeti. Ma Dalla ha una volontà: non vuole essere considerato poeta. Eppure il suo cantautorato gode di una scrittura salda, matura e profonda. Ne sono testimonianza testi come: L’anno che verrà, Com’è profondo il mare, Anna e Marco, Stella di Mare, La Signora, La sera dei miracoli, Tu non mi basti mai.

Caruso e Cara: il significato dell’amore universale

L’immediata associazione del successo di Dalla avviene spesso con il capolavoro Caruso. La canzone è il ritratto più famoso dell’artista e viene riconosciuta come una tra “le 10 canzoni italiane più cantate in tutto il mondo”, accostata all’indiscusso Nel blu dipinto di blu di Modugno. Il testo viene tradotto e rivisitato da numerosi artisti in tutto il mondo. Per citarne alcuni, si ricorda la versione di Céline Dion, Andrea Bocelli e Luciano Pavarotti.

Caruso gode di una essenziale caratteristica: è una canzone del cuore che ha come sfondo il mare di Sorrento che, limpido, luccica e racconta la storia d’amore tra il tenore (Enrico Caruso) e una sua giovane allieva. È una canzone manifestante il sentimento amoroso nella maniera più universale e toccante possibile. Chi, almeno una volta non si è riconosciuto nelle parole e tra le melodie di Dalla? Ciò avviene non solo con un brano ma anche con un altro pilastro della sua carriera musicale: Cara.

«Conosco un posto nel mio cuore
Dove tira sempre il vento
[…]
Se hai paura a andar lontano
Puoi volarmi nella mano»

L’immagine serena del vento che spira nel cuore è dichiarazione di un sentimento intenso, spiegato perfettamente, grazie a quest’associazione che, indubbiamente, è un unicum irripetibile. Lo stesso sentimento riesce a placare la paura con la sola protezione della presenza rassicurante che vi è tra amante e amato. L’amore può mettere a repentaglio le vite di ognuno, alterando e modificando i propri punti di equilibrio perché sembra costantemente di cadere nel vino, con la volontà d’ubriacarsi d’amore, alla sola vista della persona amata: in lingua francese, non a caso, innamorarsi si dice proprio tomber amoureux/amoureuse (tomber– cadere).

Lucio Dalla rappresenta, con i suoi occhiali tondi, la musica che non smette mai di emozionare. Generazioni e generazioni di ascoltatori appassionati sanno sempre riconoscersi in un suo testo e attraverso una delle sue melodie, grazie alla sua inimitabile voce.


Fonte immagine articolo “4 marzo 1943: nasce Lucio Dalla”: Spotify, foto profilo artista

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A proposito di Ilaria Panaro

Laureata in lingue e letterature europee, il mio amore per la parola scritta ha guidato ogni passo della mia formazione e carriera. Appassionata di letteratura, mi sono dedicata allo studio delle lingue alla scoperta delle sfumature culturali che permeano le letterature e le culture. Questa passione si riflette anche nel tempo libero poiché sono solita immergermi in opere letterarie di vario genere e periodo. La mia vita è una fusione tra l'amore per le lingue, la dedizione alla letteratura e la gioia della lettura e scrittura.

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