Alessandro Magno e la prima invasione dell’Afghanistan

Alessandro Magno

Alessandro Magno e l’Afghanistan, l’arrivo del conquistatore macedone e la prima invasione del paese dell’Asia centrale

Nel corso della storia, l’Afghanistan ha sempre subito invasioni di popolazioni straniere nonostante sia  un paese con poche risorse naturali.

Prima dell’arrivo dell’esercito statunitense, di quello sovietico e prima ancora degli Inglesi, dei Moghul, di Tamerlano, dei Mongoli di Gengis Khan, degli Unni bianchi e dei Yuezhi, abbiamo l’impresa bellica di Alessandro Magno. I Macedoni furono i “primi occidentali” ad arrivare in queste terre situate nell’Asia Centrale con il giovane monarca, il quale aveva intrapreso una campagna di conquista del vasto Impero Achemenide, fondato da Ciro il Grande secoli prima.

L’arrivo di Alessandro Magno nell’attuale Afghanistan, la conquista dell’Impero persiano

In seguito alla conquista della Penisola anatolica, dell’Egitto e della Celesiria, Alessandro Magno, assieme a milizie greco-macedoni, affrontò l’esercito di Dario III (lo shah di Persia) nella battaglia di Gaugamela nel 331 a.C. Dopo la sconfitta, lo scià scappò nelle provincie orientali in cerca di protezione mentre Alessandro decise di inseguirlo. 

Qui, come affermato dallo storico e docente dell’Università di Siena Marco Bettalli nel suo volume Storia Greca, Dario III fu ucciso dal satrapo battriano Besso, il quale si autoproclamò “sovrano d’Asia”, suscitando le ire di Alessandro. Quest’ultimo  decise di vendicare il defunto Dario in modo da ereditare il trono di Persia.

Così il re macedone decise di spingersi fino alla Battria dove impiegò tre anni per sottomettere le varie tribù indigene. Successivamente, la principessa Rossane, figlia dello satrapo Ossiarte, fu prima prigioniera del macedone, per poi divenire sua sposa per creare un “legame tra i Macedoni e le popolazioni locali”.

La morte di Alessandro e l’incontro tra Greci e indigeni

Nel 323 a.C., Alessandro Magno morì lasciando in eredità ai suoi compagni, i “diadochi”, un vasto impero che partiva dal fiume Nilo fino ad arrivare alla Valle dell’Indo, abitato da popoli di culture diverse che non riuscirono a integrarsi. Questo decretò la fine del sogno di creare un impero universale, portando alla nascita dei vari regni ellenistici, dove la cultura greca incontrava le amministrazioni locali. In seguito si formarono nuove entità politiche come lEgitto dei Tolomei, la Persia dei Seleucidi, il Regno di Pergamo degli Attalidi e il Regno del Ponto di Mitridate. 

Seleuco divenne il sovrano dell’area persiana, un “impero maledetto”, sconvolto da rivolte interne, minacciato dagli attacchi dei Tolomei (che si impadronirono della Celesiria) e minacciato dai Parti, una popolazione di origine iranica. 

Nel III secolo a.C., come riportato dall’enciclopedia Treccani, il satrapo locale Diodoto si ribellò al potere dei Seleucidi, dando vita allo “Stato Greco-Battriano”, il “baluardo più estremo della civiltà ellenistica”. Questa antica entità politica comprendeva anche i territori nordorientali della Persia, la Sogdiana (attuale Uzbekistan meridionale e Tagikistan occidentale), tutto l’Afghanistan e una parte del Pakistan. Si trattò di un regno multietnico dove la religione greca incontrò quella buddista (in passato molto diffusa nell’Asia centrale). 

L’ultimo regno ellenistico e il declino della Battria

In seguito abbiamo la nascita del Regno Indo-Greco dovuto allo spostamento del proprio epicentro verso il Pakistan e l’India settentrionale. Purtroppo la situazione cambiò nel 127 d.C. con l’arrivo di un popolo indoeuropeo originario delle steppe asiatiche, gli Yuezhi, fondatori dell’Impero Kursana. Si trattò di uno degli imperi più vasti del subcontinente indiano, dall’entroterra dell’Uzbekistan fino alla Valle del Gange dove la cultura greca incontrò quella locale di matrice buddista. 

Nella necropoli di Tillia Tepe, gli archeologi ritrovarono una statuetta raffigurante la dea greca Afrodite (Venere per i Romani) raffigurata con gli occhi a mandorla e con un cerchio rosso al centro della fronte, simbolo dell’incontro tra il mondo greco e quello asiatico.

Tale entità politica non riuscì a sopravvivere; nel III secolo a.C. l’area nordoccidentale dell’Impero fu conquistata dai Sasanidi, la nuova stirpe reale persiana che si ricollegava agli Achemenidi di Ciro il Grande, Dario I, Serse e Dario III. Inoltre si aggiunse anche l’invasione degli Unni bianchi, noti col nome di Eftaliti, che giunsero in Afghanistan nel VI secolo d.C.

 

Fonte immagine: Wikipedia

About Salvatore Iaconis

Nato nel 1999 a Napoli e iscritto al corso di laurea di Lettere Moderne all’Università Federico II di Napoli. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Campania dal 26 gennaio 2021. Grande amante della lettura dai classici della tradizione fino ai best-sellers più recenti, appassionato di cinema in tutte le sue forme nonché di teatro, storia, arte e filosofia.

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