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L’alienazione nell’arte e nella musica: da Van Gogh ai Pink Floyd

alienazione: un tema fra arte e musica

L’alienazione è un sentimento fortemente radicato nella natura umana, soprattutto se si prende come oggetto d’esame l’uomo moderno, quello più “industriale”.

L’etimologia della parola alienazione deriva dal latino “alienus”, e fu un termine coniato per indicare il disagio che l’uomo prova in una società industriale, lontano da quella natura che lo aveva visto nascere. In termini più generici, una persona si sente alienata in un contesto a cui non sente di appartenere, che la allontana dalle sue origini. L’uomo attraverso l’alienazione si estranea da sé e dall’esterno, arrivando talvolta ad apparire come distaccato dalla realtà che lo circonda, come avvolto in una bolla.

In tempi recenti gli esseri umani si sono sentiti alienati durante il lockdown che nel 2020 ha colpito il mondo a causa della pandemia. Sono ancora oggi molte le persone che soffrono le conseguenze di quell’isolamento. In questo testo, vedremo come questo sentimento viene rappresentato da vari artisti.

L’alienazione a confronto: musica e pittura

Artista Come viene rappresentata l’alienazione
Pink Floyd Attraverso la metafora di un muro (the wall) che simboleggia l’isolamento psicologico e il distacco dalla realtà dell’artista
Vincent Van Gogh Tramite autoritratti con sguardi persi e figure rannicchiate che esprimono sofferenza interiore e la fatica di vivere

L’alienazione nella musica: i Pink Floyd

L’emblema della rappresentazione dell’alienazione in ambito musicale sono i Pink Floyd. Essi riescono a descrivere questa sensazione in due album in particolare: The Wall e Wish You Were Here. In The Wall è il protagonista, Pink, ad essere alienato: costruisce il muro attorno a sé tagliando fuori i suoi affetti, chiudendosi nella sua stanza d’hotel. È completamente solo con le droghe e la sua mente e non accetta alcun aiuto, fin quando non riuscirà a rompere quel muro.

In Wish You Were Here il concetto si esprime in maniera più complessa. L’album canta l’assenza e l’alienazione di un individuo. Alla sua stesura è presente la figura di Syd Barrett, fondatore della band che a causa della dipendenza da sostanze dovette lasciare il gruppo. Mentre la band ascoltava “Shine on you crazy diamond” entrò proprio Syd in studio, trasandato e completamente alienato. Ascoltò la canzone, non disse una parola e andò via per sempre. Fu l’ultima volta che i suoi compagni lo videro. Wish You Were Here è a lui interamente dedicato e canta di isolamento e paura di aprirsi all’altro.

 

L’alienazione nell’arte: Vincent Van Gogh

Laddove l’alienazione in musica viene espressa con melodie e parole, in pittura sono le immagini a parlare. Sguardi tristi, assenti, corpi raccolti quasi a voler sparire. In Vincent Van Gogh, ad esempio, sono gli occhi nei suoi autoritratti a parlare: sguardi spaventati, soli e persi nel vuoto, questo è quello che traspare, che racchiude tutta la sofferenza di un genio riconosciuto troppo tardi.

Autoritratto di Vincent Van Gogh.

Oppure ancora abbiamo “Sulla soglia dell’eternità”, dove il protagonista del dipinto è un anziano che si copre il volto e si rannicchia su se stesso. È un perfetto ritratto dell’uomo contemporaneo, spesso stanco e stremato dai ritmi frenetici della realtà in cui si trova a vivere, sofferente ed alienato. Per approfondire il concetto filosofico è possibile consultare fonti come l’enciclopedia Treccani.

Dipinto Sulla soglia dell’eternità di Van Gogh.

Fonte immagini di copertina e nell’articolo: Wikipedia

Articolo aggiornato il: 11/09/2025

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A proposito di Giada Bonizio

Sono una studentessa dell'Università degli studi di Napoli "l'Orientale", amo leggere, la musica e l'arte.

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