Arte carolingia: cosa c’è da sapere

Arte carolingia: cosa c’è da sapere

Verso la metà dell’VIII secolo e la fine del X vi è stata una rinascita artistica, diffusa in Italia e poi in tutta Europa. È il caso dell’arte carolingia la quale è legata alla figura di Carlo Magno e al suo desiderio di rinascita e rinnovamento. Infatti il re fu affascinato dagli antichi monumenti romani durante le sue imprese di guerra. Per approfondire il contesto storico e culturale di questo periodo, è possibile consultare la voce dedicata sull’Enciclopedia Treccani. In questo articolo presenteremo alcune delle opere più iconiche di questa corrente.

Quali sono le opere principali dell’arte carolingia?

Opera Caratteristiche principali
Cappella Palatina Pianta ottagonale, colonne preziose, luogo di incoronazione
Altare di Vuolvino Oro, argento e smalti, firmato dall’autore, equilibrio classico
Statuetta equestre Bronzo, conservata al Louvre, incertezza sull’identità del sovrano

3 delle opere più famose dell’arte carolingia

La Cappella Palatina

Una delle opere simbolo di questo periodo è la Cappella Palatina, dalla pianta ottagonale perfetta e maestosa che comunica un’impressione potente di dominio. L’ottagono richiama il numero otto che è il simbolo della Resurrezione. L’architetto fu Oddone da Metz che si dedicò alla costruzione dal 790 all’805. La Cappella Palatina si trova ad Aquisgrana, città della Germania occidentale. La cappella che fu consacrata nell’804 da papa Leone III, al suo interno è abbellita da colonne e marmi preziosi che provengono da Ravenna. Inoltre vi sono dei mosaici e dei manufatti artistici di varia provenienza.

A cominciare dal 936, quando Ottone I venne proclamato re di Germania, la Cappella divenne il luogo prescelto dagli imperatori del Sacro Romano Impero per le cerimonie di incoronazione fino al 1531. Tre erano le funzioni della Cappella Palatina: riservare al sovrano una posizione elevata durante le funzioni liturgiche, custodire le reliquie appartenenti al monarca e consentire alla cappella di corte l’attività religiosa. L’importante manifestazione della rinascenza carolingia fu la miniatura carolingia. Primo esempio di miniatura carolingia lo si ritrova nell’Evangelistario di Godescalco realizzato per celebrare il battesimo di Pipino, figlio di Carlo Magno, e nel quale si notano le monumentalità dei personaggi.

L’altare di Vuolvino

Altro capolavoro dell’arte carolingia è l’altare della Basilica di Sant’Ambrogio a Milano. L’altare di Vuolvinio è stato realizzato in oro, argento, gemme e smalti. Nella fascia anteriore che è rivestita da una lamina d’oro sono raffigurate le scene della vita di Cristo e al centro vi è una croce con il Salvatore, gli evangelisti e gli apostoli.

L’opera presenta un equilibrio compositivo tipico dell’arte classica e per la prima volta un artista, in questo caso Vuolvino, firma la sua stessa opera ponendosi artisticamente all’interno di quest’ultima. Infatti è rappresentato mentre viene incoronato da Sant’Ambrogio e accanto vi è una scritta in latino che sta a significare “maestro orafo”.

Statuetta equestre di Carlo Magno

Altra opera importante di questo periodo è la statuetta equestre di Carlo Magno. È stata scoperta nel 1807 da Alexandre Lenoir. La statuetta in bronzo è esposta al Museo del Louvre di Parigi. L’opera è costituita da tre parti fuse con leghe di metalli diversi. Queste tre componenti sono il cavallo, la testa del cavaliere, il corpo del cavaliere e la sella. Il corpo del sovrano è raffigurato con una corporatura robusta. Indossa sul capo una corona impreziosita da gemme preziose. Oggi ancora si discute sull’identità del sovrano: infatti non si sa con certezza se si tratti di Carlo Magno o del nipote Carlo il Calvo.

Fonte immagine: Wikipedia

Articolo aggiornato il: 19/12/2025

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