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Battaglia di cibo

Battaglia di cibo: beffa alla fame nel mondo

In molte zone del mondo si combatte ancora oggi una giornaliera battaglia contro la fame. Risulta, dunque, molto faticoso accettare che, nello stesso mondo, esistano altre zone in cui le festività locali vengono celebrate all’insegna dello spreco di cibo. Uno spreco talmente grande da apparire inopportuno. La battaglia di cibo caratterizza i festeggiamenti di molte ricorrenze in giro per il mondo e consiste in lanci di cibo da parte dei partecipanti. Per appagare semplicemente una fame di divertimento.

Lo storico Carnevale di Ivrea ne è l’esempio italiano. È dall’Ottocento, infatti, che il comune piemontese ospita la celebre battaglia delle arance, che si rifà ad episodi di storia medievale: la tradizione vuole, infatti, che su grandi carri colorati i seguaci del feudatario Raniero di Biandrate sfidino a colpi di arance nove squadre di “arancieri” a piedi, i quali rappresentano il popolo insorto contro le leggi del tiranno. Si dà vita, così, ad una divertente sfilata per la quale accorrono sempre più visitatori e partecipanti da ogni parte del mondo. Ma si stima che avvenga lo spreco di centinaia di tonnellate di arance.

La battaglia di cibo nel mondo

Di origini senza dubbio più recenti è un festival che si tiene ogni anno in provincia di Valencia, nel piccolo comune di Buñol: qui, ogni ultimo mercoledì di agosto, ha luogo la Tomatina”, una battaglia di pomodori. Una tradizione nata per caso durante il regime franchista quando, nel corso di una festa locale nel 1945, scoppiò una rissa e si usarono come armi gli ortaggi in vendita in una bottega. La battaglia divertì molto e l’anno seguente essa si ripropose, lo stesso giorno, seppur non autorizzata. Il governo cittadino, infatti, in un primo momento si oppose fermamente e la vietò, condannando il grande spreco dell’ortaggio. Dal 1957, però, la battaglia di pomodori di Buñol è stata autorizzata e il comune, dal 1980, ogni anno mette a disposizione dei partecipanti dodicimila pomodori -circa 125 tonnellate- pronti ad essere lanciati da grandi carri verso gente divertita proveniente da tutto il mondo. Beffandosi della miseria dei popoli e della crisi che colpisce il paese.

Il successo mediatico della Tomatina di Buñol è stato talmente grande da essere considerata una festa di interesse turistico internazionale ed infatti, sulle sue orme, molti altri paesi hanno accolto nei loro territori la battaglia di pomodori: dal 2011, infatti, si organizzano Tomato fights negli Stati Uniti, a Dallas, Seattle e Reno; dal 2008 in Cina, a Dongguan, dove, in una grande arena costruita per l’occasione, ci si sfida con circa quindici tonnellate di pomodori; dal 2007 a San José de Trojas, in Costa Rica, la battaglia di pomodori conta lo spreco di circa 4000 chili pomodori. Dal 2004 in Colombia, nel comune di Sutamarchán, ogni anno si festeggia con una battaglia di pomodori l’avvicinarsi del raccolto invernale. Ben 20 tonnellate di pomodori, a detta delle autorità troppo maturi per essere consumati a tavola, vengono posizionati al centro della piazza e al fischio d’inizio bambini ed adulti sono pronti a gettarseli addosso. In provincia di Alicante, nel comune di Ibi, ogni 28 dicembre da due secoli, ha luogo la battaglia degli “Enfarinats“, durante la quale i partecipanti inscenano un colpo di stato e combattono contro il potere centrale a colpi di uova e farina. A Binissalem, nelle Baleari, nel mese di settembre ha luogo, invece, la “Sa Vermada”, una battaglia che ha come protagoniste ben 12 tonnellate di uva, per celebrare la fine del raccolto. Negli ultimi anni sono state tante le polemiche contro la dissipazione di questo frutto durante la battaglia, e per questo dal 2015 si è deciso di usare uva pressata e quindi precedentemente usata per realizzare il vino.