Biografia di Elias Canetti: una vita Auto da fé

Biografia di Elias Canetti: una vita Auto da fé

La biografia di Elias Canetti è costellata di viaggi, incontri, studio e rapporti interpersonali intricati e complessi, proprio come la sua persona.

Elias Salomon Canetti è stato uno scrittore bulgaro, di lingua tedesca, insignito del premio Nobel per la Letteratura nel 1981. Scaltro saggista, si è sempre circondato delle più alte ed importanti figure letterarie dello scorso secolo: Robert Musil, Hermann Broch, Bertolt Brecht, Anna e Alma Mahler.

La biografia di Elias Canetti: l’infanzia e la giovinezza apolidi

Nato nella città bulgara di Ruse, Elias Salomon Canetti viene alla luce il 25 luglio del 1905, da padre e madre di ascendenza ebrea sefardita, entrambi persone coltissime e d’ampia veduta. Canetti ebbe anche due fratelli, con cui rimase sempre molto legato, oltre ad avere un rapporto stretto e quasi maniacale, di reciproca dipendenza con la madre, rafforzatosi all’avvenuta della morte del padre nel 1912. Sia l’infanzia che la prima giovinezza di Canetti sono segnate da un girovagare, da un vivere apolide: Mathilde Arditti, la madre dello scrittore premio Nobel, alla scomparsa del marito, girò un po’ per l’Europa con i suoi tre figli, trasferendosi prima a Vienna e poi a Zurigo, dove la famiglia Canetti non ebbe alcun problema ad inserirsi nella società germanofona. Difatti, Canetti e anche i suoi fratelli avevano appreso, oltre al bulgaro e all’inglese (quest’ultimo imparato durante un trasferimento della famiglia per ragioni lavorative del padre a Manchester), il tedesco, la lingua usata dai genitori nel loro privato, e in seguito quella che lo scrittore studiò di più, divenendo il suo mezzo comunicativo maggiormente usato, nel parlato e nella sua scrittura. All’annessione dell’Austria al Reich tedesco, nel 1938, Canetti si trasferì prima a Parigi e poi a Londra, ma fece ritorno a Zurigo, negli ultimi anni di vita, dopo la morte della sua seconda moglie Hera Buschor, dove si spense nel 1994.

La biografia di Elias Canetti: le opere e il progetto autobiografico

Le opere di Elias Canetti si caratterizzano per un’ampia diversità di temi, scrittura, e genere letterario. L’unico romanzo Die Blendung, con traduzione del titolo in italiano Auto da fé, voluta dallo stesso Canetti, è stato il primo lavoro dello scrittore bulgaro, pubblicato nel 1935. Tradotto direttamente dal tedesco come “Accecamento”, il titolo scelto per l’edizione italiana indica invece, prendendo il termine dal portoghese, la cerimonia dell’Inquisizione spagnola in cui veniva scelta la condanna o la penitenza dell’inputato: nel romanzo, difatti, Canetti sceglie elementi fortemente autobiografici, ma inserisce già temi che rimandano alle pratiche naziste, come il rogo dei libri; qui il protagonista, infatti, era un sinologo e studioso di fama mondiale. Si sposta poi, Canetti, sulla saggistica, con l’opera di Massa e potere (Masse und Macht), costruendo un insieme corposo e iper-dettagliato della definizione di Massa e di molteplici esempi antropologici concernenti vari popoli del mondo, con le loro tradizioni, con i loro capi e il loro potere. Quest’ultimo viene pubblicato nel 1960, dopo anni e anni di lavoro e revisioni. Ciò che però diventa un vero e proprio progetto di vita è la sua autobiografia: divisa in quattro volumi (La lingua salvata, Il frutto del fuoco, Il gioco degli occhi, Party sotto le bombe), pubblicata tra il 1977 e il 1985, quest’opera rappresenta o cerca di rappresentare ogni pezzo importante di vissuto dell’artista, incorporando sempre l’elemento sensoriale ed esperienziale.

La figura di Hera Canetti-Buschor 

Hera Canetti, nata Buschor, fu per Elias Canetti più che una moglie e una compagna di vita: ella fu un costante aiuto ed ispirazione per lo scrittore. Donna colta, intelligente ed una gran studiosa, fu partecipe, lavorando a quattro mani, alle opere più importanti di Canetti, come ad esempio per il grande sforzo di Masse und Macht, sviluppato in quasi venti anni di gestazione, ma nel risultato di nessun riferimento o ringraziamento esplicito ad Hera, la quale, nell’ombra del marito premio Nobel, contribuiva sempre alla fuoriuscita ottimale dei lavori. In ogni zeitung dell’epoca, e ancora al giorno d’oggi in molti articoli o saggi, Hera non viene menzionata, o nel caso in cui si faccia riferimento alla sua figura, ella viene designata come mera assistente, aiutante di seconda fascia, e non come studiosa e letterata al pari di Canetti, titolo cui le spetterebbe di ogni diritto, avendo dato il necessario affinché svariate opere arrivassero alla sperata pubblicazione. Dunque, quanto poc’anzi citato esplica la triste e denigratoria condizione a cui le donne, in ogni campo di studi, vengono, il più delle volte, messe in secondo piano, tralasciate, costantemente poste in un livello di comparazione con la compagine maschile, non ottenendo i meritati oneri per i loro sforzi ed i loro risultati, restando in un’ingiustizia sociale e di genere che si perpetua e forse perpetuerà ancora a lungo.

Fonte immagine: Wikipedia

(Dutch National Archives, The Hague, Fotocollectie Algemeen Nederlands Persbureau (ANEFO), 1945-1989)

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