Capo Kamui: la leggenda

Capo Kamui: la leggenda

Capo Kamui è un capo giapponese situato a Shakotan, sulla costa settentrionale dell’isola di Hokkaido, a nord della penisola Shakotan, con scogliere di 80 metri che si estendono verso il mar del Giappone. È uno dei luoghi più a nord del Giappone e presenta una serie di paesaggi meravigliosi da scoprire.

Dopo che uno tsunami si abbatté su Capo Kamui nel 1940, la popolazione si ridusse, ma ad oggi è un luogo turistico importante sia per gli stranieri che per i giapponesi. Kamui è la parola ainu che significa Dio, e probabilmente il nome Capo Kamui è dato proprio dalla conformazione del territorio. Infatti, le  scogliere di questa località sono caratteristiche del luogo e vi è una barriera rocciosa alta 41 metri chiamata Kamui iwa, dove si racconta ancora la leggenda di Chalenka, tramandata da secoli, e peculiare di questo meraviglioso sito naturale.

Leggenda
La leggenda di Chalenka ha come protagonisti Minamotono Yoshitsune, il primo shogun dello shogunato Kamakura, e una bellissima donna ainu di nome Chalenka. Poco più di novecento anni fa, Minamotono Yoshitsune e Chalenka, figlia del capo ainu, si incontrarono, e nonostante le loro forti differenze, si innamorarono fino a giurarsi amore eterno e ad esprimere la volontà di creare un futuro insieme. Tuttavia, Minamotono Yoshitsune non aveva intenzione di rimanere ad Hokkaido, e dunque lasciò la penisola per recarsi in Cina, ma non si curò di avvisare l’amata Chalenka. Quando quest’ultima notò la scomparsa dell’amato, lo cerco per tutta Hokkaido, seguendolo nella penisola di Shakotan, ma ormai era già troppo tardi: la nave di Minamotono era già salpata. La giovane Chalenka, disperata e affranta al pensiero che non avrebbe mai più rivisto lo shogun, scoppiò in lacrime: pianse così tanto che gli occhi, la gola le bruciavano, così come sentiva andare a fuoco anche il suo cuore. Non potendo immaginare una vita senza l’amato, Chalenka, dopo aver finito di piangere, si gettò dal bordo di Capo Kamui in preda alla disperazione.
Si narra che così il corpo di Chalenka si trasformò in pietra e divenne la roccia Kamui (tratto fisico caratteristico del luogo).

Ai giorni nostri
Da questa leggenda se ne diffuse un’altra. Le leggende, come sappiamo, soprattutto in passato, erano quasi alla base del metro di giudizio e decisionale con cui le persone vivevano e si approcciavano le une con le altre, per questo non stupisce il fatto che dalla leggenda di Chalenka ne sia nata un’altra.

Secondo questo ulteriore “mito”, se una nave con a bordo una donna fosse passata accanto alle coste di Capo Kamui, allora la nave sarebbe stata inghiottita dalle onde e portata alla deriva; ciò probabilmente si ricollega alla credenza per cui se la roccia Kamui è il corpo di Chalenka trasformatosi, ella non vorrà che altre donne si avvicinino alla terra sua e del suo amato shogun (ma questa è solo una congettura). Ad ogni modo, il clan Matsumae, che all’epoca controllava Hokkaido, vietò alle donne l’accesso a Capo Kamui a partire dal 1691. Questa restrizione durò fino al 1855, cioè circa duecento anni dopo. Chiaramente, ad oggi chiunque può recarsi sul posto e godersi la splendida vista del sentiero Chalenka, ma è comunque sempre molto interessante e costruttivo conoscere questo tipo di leggende, in quanto sono caratteristiche della cultura del popolo giapponese e ci possono anche aiutare, anche se nel loro piccolo, a cercare di capirli meglio ed anche meglio assorbire le loro meravigliose tradizioni.

Fonte immagine: Wikipedia

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