Cause delle invasioni barbariche: quali furono?

Cause delle invasioni barbariche: quali furono?

Cause delle invasioni barbariche: perché i barbari invasero l’Impero Romano

Con il termine invasioni barbariche l’enciclopedia Treccani evidenzia: «Furono così designate da una concezione “romana” e classicistica della storia del tardo Impero gli spostamenti dei popoli Germanici che a partire dal quarto sec., penetrarono nel territorio dell’impero romano e vi si insediarono.». Con questa definizione, ci si riferisce a quel periodo storico, a cavallo tra il IV e il VI secolo d.C., che vide l’ingresso e lo stanziamento di numerose popolazioni, definite “barbariche” all’interno dei confini dell’Impero Romano. Queste popolazioni, provenienti principalmente dal Nord e dall’Est Europa, comprendevano Germani, Unni, Visigoti, Ostrogoti, Vandali, Franchi, Burgundi e molti altri ancora. Gli storici con tale terminologia hanno definito una “migrazione” avvenuta da popoli del Nord che si sono spesso scontrati con la cultura romana, i loro usi e costumi. Dunque questi spostamenti erano spesso nei territori della Penisola Italiana e sono perpetuati a lungo nel tempo. Le Invasioni Barbariche alle quali si fa riferimento, assieme alle cause, definiscono tutte le popolazioni che confluivano assieme come “straniere”, spesso anche in modo dispregiativo “incivili”, non contenuti in quello che ai tempi era l’Impero Romano.

Invasioni barbariche: definizione e contesto storico

Le cause delle invasioni barbariche furono molteplici e complesse e segnarono l’inizio di un periodo di grandi trasformazioni per l’Europa, che portò alla caduta dell’Impero Romano d’Occidente e alla nascita dei regni romano-barbarici, dando inizio all’Alto Medioevo. Le invasioni barbariche non furono un evento improvviso e unitario, ma un processo graduale e articolato, durato diversi secoli. Inizialmente, i rapporti tra Romani e Barbari erano caratterizzati da scambi commerciali, alleanze militari e anche da una certa permeabilità culturale. Già a partire dal III secolo d.C., l’Impero Romano aveva iniziato a reclutare soldati tra le popolazioni germaniche, i cosiddetti foederati, che si insediavano all’interno dei confini imperiali, lungo il limes, con il compito di difenderli da altre popolazioni barbariche.

Le cause delle invasioni barbariche: un fenomeno complesso

Ma quali furono le cause delle invasioni barbariche? Le Invasioni Barbariche inizialmente avevano la funzione di saccheggiare gli altri popoli, per trarne beneficio economico. Con le operazioni di razzia, si occupava il territorio nemico prelevando risorse e devastando ciò che ne restava delle popolazioni. Successivamente le invasioni mutarono divenendo quelle che oggi chiameremmo come migrazioni demografiche. Come detto precedentemente varie cause portarono alle invasioni barbariche, costringendo la popolazione ad occupare nuovi territori. Di seguito ne elencheremo alcune, tenendo presente che si trattò di un fenomeno complesso, determinato da una serie di fattori economici, sociali, politici e militari che interagirono tra loro.

Le migrazioni dei popoli germanici come causa delle invasioni barbariche

Molto spesso una delle cause principali delle invasioni barbariche erano le migrazioni stesse. L’usanza di saccheggiare e deturpare le materie ed i beni di popolazioni, costringeva le popolazioni ormai divenute povere a comportarsi secondo il medesimo pattern. A partire dal IV secolo d.C., si assistette a un’intensificazione degli spostamenti delle popolazioni germaniche, spinte verso ovest e verso sud da diversi fattori, tra cui la pressione esercitata dagli Unni, un popolo nomade proveniente dalle steppe asiatiche. La battaglia di Adrianopoli del 378 d.C., in cui i Visigoti sconfissero l’esercito romano, e il sacco di Roma del 410 d.C. ad opera degli stessi Visigoti, guidati da Alarico, sono eventi emblematici di questo periodo di migrazioni e scontri.

La crisi dell’Impero Romano: un fattore determinante

Le cause delle invasioni barbariche, però, vanno ricercate anche all’interno dell’Impero Romano stesso. A partire dal III secolo d.C., l’Impero era entrato in una fase di profonda crisi, caratterizzata da instabilità politica, lotte interne per il potere, declino economico e crescente pressione fiscale. La crisi del III secolo, con le sue continue guerre civili e la rapida successione di imperatori, aveva indebolito l’autorità centrale e l’efficienza dell’amministrazione imperiale. L’esercito romano, un tempo invincibile, era sempre più composto da soldati di origine barbarica, meno motivati e disciplinati, mentre le province erano sempre più autonome e difficili da controllare.

Crescita demografica e pressione sui confini

Spesso le migrazioni di questi popoli portavano ad una tipologia di spostamenti ben differenti: i barbari, insieme alle cause che portarono alle invasioni dei popoli circostanti, finivano per rimanere senza alcun territorio. Dunque optavano per migrare verso le porte dell’Impero Romano, assumendo la funzione di militare alleati per l’Impero stesso. Successivamente si ribellarono ed entrarono a far parte dell’Impero già presente. Oltre al punto precedentemente citato, molto spesso il fattore demografico diviene tra i principali delle cause delle invasioni barbariche. Con saccheggiamenti, unione di popoli e nuove nascite, il numero di individui aumenta esponenzialmente. Dalla crescita demografica, all’interno delle stesse popolazioni germaniche, ne derivano spesso altre situazioni: la ricerca di nuovi alloggi, nuove terre e nuove fonti di risorse per poter permettere alla comunità il proprio sostentamento. Il declino economico e militare dell’Impero Romano portò all’estinzione di esso, a causa delle pesanti tasse e difficoltà di sostentamento non influì solo sull’Impero, ma anche su quelle che erano le questioni burocratiche. La pressione demografica sulle frontiere, il cosiddetto limes, divenne sempre più forte, e l’Impero faticava a mantenere il controllo dei suoi vasti confini, che erano diventati sempre più permeabili.

Cause delle invasioni barbariche: il ruolo dell’esercito romano

L’Impero Romano riuscì con la reggenza di Marco Aurelio a contrastare molte invasioni barbariche, e altrettante problematiche annesse ad esse, perpetuate al tempo. Di fatto dopo la sua morte le più drastiche portarono lentamente alla decadenza dell’Impero. L’imperatore Teodosio I, alla fine del IV secolo, tentò di gestire il problema dell’immigrazione barbarica attraverso una politica di integrazione, ma la sua morte, nel 395 d.C., e la successiva divisione dell’Impero tra i suoi figli, Arcadio e Onorio, aggravarono ulteriormente la situazione.

Conseguenze delle invasioni barbariche: la caduta dell’Impero Romano d’Occidente

Le cause delle invasioni barbariche portarono a conseguenze inevitabili. Le continue incursioni e gli insediamenti sempre più massicci di popolazioni barbariche all’interno dei confini imperiali determinarono, nel corso del V secolo, la progressiva disgregazione dell’Impero Romano d’Occidente. Nel 476 d.C., il generale barbaro Odoacre depose l’ultimo imperatore romano d’Occidente, Romolo Augusto, segnando convenzionalmente la caduta dell’Impero Romano d’Occidente e l’inizio del Medioevo. Le invasioni barbariche, dunque, furono un fattore determinante nella fine del mondo antico e nella nascita di una nuova Europa, caratterizzata dalla coesistenza di elementi romani e germanici.

Fonte immagine in evidenza: Wikipedia

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