La vera storia di Cenerentola: c’era una volta, a Napoli…

La vera Cenerentola è la napoletana Zezolla

C’era una volta…la vera storia di Cenerentola!

A tutti, adulti e bambini, è nota la fiaba di Cenerentola. Ma pochi forse sanno che la Cenerentola di Charles Perrault e dei fratelli Grimm, oppure la versione per piccini prodotta da Walt Disney, è in realtà il riadattamento della fiaba napoletana La Gatta Cenerentola. Tale è contenuta nella straordinaria raccolta di favole Lo cunto de li cunti, overo lo trattenemiento de peccerille (1634-1636), scritta dal letterato e scrittore napoletano Giambattista Basile.

La vera storia di Cenerentola, le origini 

La Gatta Cenerentola risulta essere una delle più maestose e complesse opere in Lingua Napoletana, e, insieme alle altre, successivamente tradotta dal filosofo Benedetto Croce. Tale versione originale in napoletano è stata resa nota al pubblico grazie alla rappresentazione teatrale di Roberto De Simone, ripresa anche da Peppe Barra.

L’opera di Basile in cui si inserisce la fiaba è nota anche con il titolo di Pentamerone, seguendo il modello del Decameron di Boccaccio. La raccolta è costituita infatti da 50 fiabe, scritte in lingua napoletana, raccontate da 50 novellatrici in cinque giorni. A differenza dell’opera boccacciana, quella di Basile attinge a temi diversi e soprattutto utilizza toni fiabeschi. Non novelle, ma fiabe. Tuttavia le fiabe di Basile, sebbene lascino intendere di esser rivolte ad un pubblico infantile, risultano in alcuni tratti abbastanza crude. Pertanto la raccolta è destinata ad un pubblico di adulti, in quanto la fiaba è la forma di espressione popolare scelta da Basile per rendere immediati e fruibili una materia abbastanza complessa e l’insegnamento che se ne deduce.

A differenza della Cenerentola di Walt Disney e dei fratelli Grimm, la protagonista della la vera storia di Cenerentola, la fiaba di Basile, Zezolla, si macchia dell’omicidio della matrigna, persuasa dall’amabile maestra, che diventerà per lei una matrigna peggiore della prima. I toni risultano dunque abbastanza forti. La stessa protagonista eroina, per un attimo, viene dipinta con un’anima dark, spinta al misfatto dalla disperazione e ancor più dalle mire di quella maestra che si finge inizialmente amorevole solo per concretizzare i suoi piani di ricchezza, sfoderando poi pura cattiveria e il più cupo egoismo. La vera storia di Cenerentola non è quindi la versione conosciuta dalle bambine. Ma è quella originale, in cui Basile riesce magistralmente a porre l’accento sul reale, e non solo sulla fantasia, trasmettendo al pubblico messaggi di verità attraverso la semplicità e i toni fanciulleschi.

Zezolla, la Gatta Cenerentola. Orgoglio partenopeo

Ma a rendere così interessante quest’opera non è certamente solo il contenuto: la ciliegina è offerta dalla veste linguistica! È straordinario pensare infatti che la prima versione in assoluto della fiaba Cenerentola sia stata scritta in lingua napoletana da un napoletano. Non a caso viene utilizzato il sostantivo “lingua” e non “dialetto”, dal momento che l’Unesco riconosce ormai il napoletano come lingua a tutti gli effetti. Questo riconoscimento, nazionale e mondiale, è dovuto alla sua lunga tradizione artistica e culturale. Il napoletano, a differenza di altri dialetti, ha una sua forma scritta, con una sua grammatica, affermatasi attraverso lo sviluppo di una letteratura tutta partenopea, composta da opere, canzoni e poesie che ne hanno sancito l’importanza e la bellezza. E tra le tante opere è possibile annoverare appunto il Pentamerone di Basile, giudicato da Benedetto Croce “il più antico, il più ricco e il più artistico fra tutti i libri di fiabe popolari”.

Un ulteriore punto di interesse è offerto da alcuni riferimenti culinari presenti nella fiaba, testimonianza della cucina napoletana nel XVII secolo. In alcuni versi viene mostrata la diffusione, già all’epoca, di pastiera, casatiello e polpette: «E, venuto lo juorno destenato, oh bene mio: che mazzecatorio e che bazzara che se facette! Da dove vennero tante pastiere e casatielle? Dove li sottestate e le porpette? Dove li maccarune e graviuole? Tanto che nce poteva magnare n’asserceto formato».

A proposito di Emilia Cirillo

Mi chiamo Emilia Cirillo. Ventisettenne napoletana, ma attualmente domiciliata a Mantova per esigenze lavorative. Dal marzo 2015 sono infatti impegnata (con contratti a tempo determinato) come Assistente Amministrativa, in base alle convocazioni effettuate dalle scuole della provincia. Il mio percorso di studi ha un’impronta decisamente umanistica. Diplomata nell’a.s. 2008/2009 presso il Liceo Socio-Psico-Pedagogico “Pitagora” di Torre Annunziata (NA). Ho conseguito poi la Laurea Triennale in Lettere Moderne presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II” nel luglio 2014. In età adolescenziale, nel corso della formazione liceale, ha cominciato a farsi strada in me un crescente interesse per la scrittura, che in quel periodo ha trovato espressione in una brevissima collaborazione al quotidiano “Il Sottosopra” e nella partecipazione alla stesura di articoli per il Giornalino d’Istituto. Ma la prima concreta possibilità di dar voce alle mie idee, opinioni ed emozioni mi è stata offerta due anni fa (novembre 2015) da un periodico dell’Oltrepo mantovano “Album”. Questa collaborazione continua tutt’oggi con articoli pubblicati mensilmente nella sezione “Rubriche”. Gli argomenti da me trattati sono vari e dettati da una calda propensione per la cultura e l’arte soprattutto – espressa nelle sue più soavi e magiche forme della Musica, Danza e Cinema -, e da un’intima introspezione nel trattare determinate tematiche. La seconda (non per importanza) passione è la Danza, studiata e praticata assiduamente per quindici anni, negli stili di danza classica, moderna e contemporanea. Da qui deriva l’amore per la Musica, che, ovunque mi trovi ad ascoltarla (per caso o non), non lascia tregua al cuore e al corpo. Adoro, dunque, l’Opera e il Balletto: quando possibile, colgo l’occasione di seguire qualche famoso Repertorio presso il Teatro San Carlo di Napoli. Ho un’indole fortemente romantica e creativa. Mi ritengo testarda, ma determinata, soprattutto se si tratta di lottare per realizzare i miei sogni e, in generale, ciò in cui credo. Tra i miei vivi interessi si inserisce la possibilità di viaggiare, per conoscere culture e tradizioni sempre nuove e godere dell’estasiante spettacolo dei paesaggi osservati. Dopo la Laurea ho anche frequentato a Napoli un corso finanziato da FormaTemp come “Addetto all’organizzazione di Eventi”. In definitiva, tutto ciò che appartiene all’universo dell’arte e della cultura e alla sfera della creatività e del romanticismo, aggiunge un tassello al mio percorso di crescita e dona gioia e soddisfazione pura alla mia anima. Contentissima di essere stata accolta per collaborare alla Redazione “Eroica Fenice”, spero di poter e saper esserne all’altezza. Spero ancora che un giorno questa passione per la scrittura possa trovare concretezza in ambito propriamente professionale. Intanto Grazie per la possibilità offertami.

Vedi tutti gli articoli di Emilia Cirillo

Commenta