Come fare l’analisi del periodo: guida passo passo (con esempi)

Analisi del Periodo: guida a coordinazione e subordinazione

L’analisi del periodo può sembrare un ostacolo, ma è una competenza fondamentale non solo per capire a fondo la lingua italiana, ma anche per tradurre correttamente da altre lingue. Imparare a “smontare” un periodo e a riconoscerne i componenti (proposizioni) e le relazioni logiche (coordinazione e subordinazione) è il primo passo per padroneggiare la scrittura complessa.

Differenze tra paratassi e ipotassi

Caratteristica PARATASSI (Coordinazione) IPOTASSI (Subordinazione)
Relazione Proposizioni indipendenti e sullo stesso piano (orizzontale) Proposizioni dipendenti in gerarchia (verticale)
Ritmo Veloce e incalzante Lento e ragionato
Stile Diretto, tipico del parlato Articolato, tipico della scrittura formale

Che cos’è un periodo?

Il periodo è una frase complessa, formata da più proposizioni (frasi semplici) collegate tra loro in modo logico. Una proposizione è una frase formata da un unico predicato (verbale o nominale). Di conseguenza, un periodo contiene tanti predicati quante sono le proposizioni che lo compongono.

Esempio: “Marco mi ha raccontato [1] che ieri ha letto sul giornale una notizia interessante [2]: un uomo si è gettato nel Tevere [3].”

Questo periodo è composto da tre predicati e, quindi, da tre proposizioni.

Tipi di periodo: semplice, complesso e composto

A seconda di come le proposizioni sono organizzate, distinguiamo tre tipi di periodo:

  • Periodo semplice: è formato da una sola proposizione con un solo predicato, che funge da principale. Esempio: “Oggi mi sento bene.”
  • Periodo composto: è formato da più proposizioni principali, collegate tra loro per coordinazione. Esempio: “Paolo ha chiamato e Chiara ha risposto.”
  • Periodo complesso: è formato da una proposizione principale a cui si legano una o più subordinate. Esempio: “L’interrogazione non è andata bene perché non avevo studiato abbastanza.”

Coordinazione e subordinazione a confronto

I due modi per legare le frasi in un periodo creano stili e ritmi molto diversi. Ecco le differenze fondamentali.

Il cuore del periodo: la proposizione principale

Ogni periodo si regge su una colonna portante: la proposizione principale. È l’unica frase che ha un senso compiuto da sola e che non dipende da nessun’altra. Nel periodo “Patrizia ha deciso che cosa vuole fare nella vita”, la principale è “Patrizia ha deciso”, perché ha un senso anche da sola.

La coordinazione (paratassi): frasi sullo stesso piano

Nella coordinazione le proposizioni (dette coordinate) vengono accostate e mantengono la stessa importanza. La coordinazione può avvenire per congiunzione o per asindeto (punteggiatura).

Le congiunzioni coordinanti

  • Copulative (aggiungono): Leggo un libro e ascolto la musica.
  • Avversative (esprimono un contrasto): Ti ho cercato, ma non c’eri.
  • Disgiuntive (offrono un’alternativa): Vuoi il tè o preferisci il caffè?
  • Dichiarative (spiegano): È un poliglotta, cioè parla molte lingue.
  • Conclusive (indicano una conseguenza): Hai la febbre, perciò devi restare a letto.
  • Correlative (mettono in relazione): Sia la storia sia la geografia mi appassionano.

La subordinazione (ipotassi): una gerarchia di frasi

Nella subordinazione le proposizioni (dette subordinate) sono collegate in un rapporto di dipendenza. La proposizione che comanda è detta reggente. Questo stile, tipico di autori come Pindaro, permette di costruire ragionamenti complessi.

I principali tipi di proposizioni subordinate

Subordinate completive (o sostantive)

  • Soggettiva: fa da soggetto alla reggente. Esempio: “È bene che tu faccia i compiti.”
  • Oggettiva: fa da complemento oggetto alla reggente. Esempio: “Ti ho detto che non si può andare avanti così.”
  • Dichiarativa: spiega un nome della reggente. Esempio: “Ho la sensazione che tutto andrà bene.”
  • Interrogativa indiretta: riporta una domanda. Esempio: “Vorrei sapere chi ha rotto lo specchio.”

Subordinate circostanziali (o avverbiali)

  • Causale: indica la causa. Esempio: “Non ti parlo più perché ti sei comportato male.”
  • Finale: indica lo scopo. Esempio: “Ti ho chiamato perché avevo voglia di sentirti.”
  • Temporale: indica il tempo. Esempio: “Devi muoverti prima che parta l’ultima corsa.”
  • Consecutiva: indica la conseguenza. Esempio: “Ho lavorato così tanto che adesso vorrei solo dormire.”
  • Condizionale: indica una condizione. Esempio: “Mi sentirei meglio se mi facessi un bel complimento.”
  • Concessiva: indica una circostanza ininfluente. Esempio: “Malgrado sia molto stanco, verrò alla tua festa.”
  • Modale: indica il modo. Esempio: “Ho recitato come se non avessi alcuna paura.”
  • Avversativa: indica una contrapposizione. Esempio: “Tu mi hai tradito, mentre io ti sono rimasta sempre fedele.”

Subordinate relative (o attributive)

  • Relativa: si lega a un nome tramite un pronome relativo. Esempio: “Ho puntato su di te, che sei bravo coi numeri.”

Come fare l’analisi del periodo in 4 passaggi

Analizzare un periodo significa “smontare” la frase per capirne la struttura. Ecco una guida pratica:

  1. Trova tutti i predicati: ogni predicato (verbale o nominale) corrisponde a una proposizione. Se trovi tre predicati, il periodo è formato da tre proposizioni.
  2. Individua la proposizione principale: è l’unica che ha senso compiuto da sola e non è introdotta da connettivi subordinanti.
  3. Studia le altre proposizioni: per ciascuna, chiediti se è posta sullo stesso piano della sua reggente (coordinata) o se ne dipende (subordinata).
  4. Definisci i legami: specifica il tipo di coordinazione (es. copulativa, avversativa) o di subordinazione (es. causale, temporale) e il suo grado (1°, 2°, etc.).

Altre informazioni e domande frequenti

Articolo aggiornato il: 11/01/2026

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