L’analisi del periodo può sembrare un ostacolo, ma è una competenza fondamentale non solo per capire a fondo la lingua italiana, ma anche per tradurre correttamente da altre lingue. Imparare a “smontare” un periodo e a riconoscerne i componenti (proposizioni) e le relazioni logiche (coordinazione e subordinazione) è il primo passo per padroneggiare la scrittura complessa.
Indice dei contenuti
- Che cos’è un periodo?
- Tipi di periodo: semplice, complesso e composto
- Coordinazione e subordinazione a confronto
- Il cuore del periodo: la proposizione principale
- La coordinazione (paratassi): frasi sullo stesso piano
- La subordinazione (ipotassi): una gerarchia di frasi
- Come fare l’analisi del periodo in 4 passaggi
- Altre informazioni e domande frequenti
Differenze tra paratassi e ipotassi
| Caratteristica | PARATASSI (Coordinazione) | IPOTASSI (Subordinazione) |
|---|---|---|
| Relazione | Proposizioni indipendenti e sullo stesso piano (orizzontale) | Proposizioni dipendenti in gerarchia (verticale) |
| Ritmo | Veloce e incalzante | Lento e ragionato |
| Stile | Diretto, tipico del parlato | Articolato, tipico della scrittura formale |
Che cos’è un periodo?
Il periodo è una frase complessa, formata da più proposizioni (frasi semplici) collegate tra loro in modo logico. Una proposizione è una frase formata da un unico predicato (verbale o nominale). Di conseguenza, un periodo contiene tanti predicati quante sono le proposizioni che lo compongono.
Esempio: “Marco mi ha raccontato [1] che ieri ha letto sul giornale una notizia interessante [2]: un uomo si è gettato nel Tevere [3].”
Questo periodo è composto da tre predicati e, quindi, da tre proposizioni.
Tipi di periodo: semplice, complesso e composto
A seconda di come le proposizioni sono organizzate, distinguiamo tre tipi di periodo:
- Periodo semplice: è formato da una sola proposizione con un solo predicato, che funge da principale. Esempio: “Oggi mi sento bene.”
- Periodo composto: è formato da più proposizioni principali, collegate tra loro per coordinazione. Esempio: “Paolo ha chiamato e Chiara ha risposto.”
- Periodo complesso: è formato da una proposizione principale a cui si legano una o più subordinate. Esempio: “L’interrogazione non è andata bene perché non avevo studiato abbastanza.”
Coordinazione e subordinazione a confronto
I due modi per legare le frasi in un periodo creano stili e ritmi molto diversi. Ecco le differenze fondamentali.
Il cuore del periodo: la proposizione principale
Ogni periodo si regge su una colonna portante: la proposizione principale. È l’unica frase che ha un senso compiuto da sola e che non dipende da nessun’altra. Nel periodo “Patrizia ha deciso che cosa vuole fare nella vita”, la principale è “Patrizia ha deciso”, perché ha un senso anche da sola.
La coordinazione (paratassi): frasi sullo stesso piano
Nella coordinazione le proposizioni (dette coordinate) vengono accostate e mantengono la stessa importanza. La coordinazione può avvenire per congiunzione o per asindeto (punteggiatura).
Le congiunzioni coordinanti
- Copulative (aggiungono): Leggo un libro e ascolto la musica.
- Avversative (esprimono un contrasto): Ti ho cercato, ma non c’eri.
- Disgiuntive (offrono un’alternativa): Vuoi il tè o preferisci il caffè?
- Dichiarative (spiegano): È un poliglotta, cioè parla molte lingue.
- Conclusive (indicano una conseguenza): Hai la febbre, perciò devi restare a letto.
- Correlative (mettono in relazione): Sia la storia sia la geografia mi appassionano.
La subordinazione (ipotassi): una gerarchia di frasi
Nella subordinazione le proposizioni (dette subordinate) sono collegate in un rapporto di dipendenza. La proposizione che comanda è detta reggente. Questo stile, tipico di autori come Pindaro, permette di costruire ragionamenti complessi.
I principali tipi di proposizioni subordinate
Subordinate completive (o sostantive)
- Soggettiva: fa da soggetto alla reggente. Esempio: “È bene che tu faccia i compiti.”
- Oggettiva: fa da complemento oggetto alla reggente. Esempio: “Ti ho detto che non si può andare avanti così.”
- Dichiarativa: spiega un nome della reggente. Esempio: “Ho la sensazione che tutto andrà bene.”
- Interrogativa indiretta: riporta una domanda. Esempio: “Vorrei sapere chi ha rotto lo specchio.”
Subordinate circostanziali (o avverbiali)
- Causale: indica la causa. Esempio: “Non ti parlo più perché ti sei comportato male.”
- Finale: indica lo scopo. Esempio: “Ti ho chiamato perché avevo voglia di sentirti.”
- Temporale: indica il tempo. Esempio: “Devi muoverti prima che parta l’ultima corsa.”
- Consecutiva: indica la conseguenza. Esempio: “Ho lavorato così tanto che adesso vorrei solo dormire.”
- Condizionale: indica una condizione. Esempio: “Mi sentirei meglio se mi facessi un bel complimento.”
- Concessiva: indica una circostanza ininfluente. Esempio: “Malgrado sia molto stanco, verrò alla tua festa.”
- Modale: indica il modo. Esempio: “Ho recitato come se non avessi alcuna paura.”
- Avversativa: indica una contrapposizione. Esempio: “Tu mi hai tradito, mentre io ti sono rimasta sempre fedele.”
Subordinate relative (o attributive)
- Relativa: si lega a un nome tramite un pronome relativo. Esempio: “Ho puntato su di te, che sei bravo coi numeri.”
Come fare l’analisi del periodo in 4 passaggi
Analizzare un periodo significa “smontare” la frase per capirne la struttura. Ecco una guida pratica:
- Trova tutti i predicati: ogni predicato (verbale o nominale) corrisponde a una proposizione. Se trovi tre predicati, il periodo è formato da tre proposizioni.
- Individua la proposizione principale: è l’unica che ha senso compiuto da sola e non è introdotta da connettivi subordinanti.
- Studia le altre proposizioni: per ciascuna, chiediti se è posta sullo stesso piano della sua reggente (coordinata) o se ne dipende (subordinata).
- Definisci i legami: specifica il tipo di coordinazione (es. copulativa, avversativa) o di subordinazione (es. causale, temporale) e il suo grado (1°, 2°, etc.).
Altre informazioni e domande frequenti
Articolo aggiornato il: 11/01/2026

