Se oggi le donne, in gran parte del mondo, hanno il diritto di voto e godono di libertà un tempo inimmaginabili, un merito fondamentale va alle battaglie combattute da quello che è oggi noto come il movimento delle suffragette e ai saggi sul femminismo che ne hanno delineato la teoria nel corso dei decenni.
Quando le donne hanno ottenuto il diritto di voto nel mondo?
| Anno | Paese |
|---|---|
| 1893 | Nuova Zelanda |
| 1902 | Australia |
| 1906 | Finlandia |
| 1913 | Norvegia |
| 1915 | Danimarca e Islanda |
| 1917 | Russia |
| 1918 | Regno Unito (parziale), Germania, Austria, Canada (parziale) |
| 1920 | Stati Uniti |
| 1945 | Italia, Francia |
| 1971 | Svizzera (a livello federale) |
Indice dei contenuti
Chi erano le suffragette?
Il movimento delle suffragette fu un movimento di emancipazione femminile, nato nell’Ottocento, il cui obiettivo principale era ottenere il riconoscimento del diritto di voto (o suffragio) per le donne. Il termine “suffragetta”, derivato dall’inglese “suffrage”, fu inizialmente usato in modo dispregiativo dalla stampa, ma venne presto adottato con orgoglio dalle attiviste stesse per distinguere il loro approccio, più combattivo e militante, da quello dei movimenti precedenti.
Le origini del movimento in Europa
Le radici del movimento affondano nel clima della Rivoluzione francese. Già negli Stati generali del 1789 furono presentate le prime istanze per i diritti femminili. La figura più emblematica di questo periodo fu Olympe de Gouges, che nel 1791 pubblicò la Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina. In questo testo rivoluzionario, rivendicava non solo il diritto di voto, ma una completa parità giuridica, politica e sociale tra uomini e donne. Una filosofia dell’eguaglianza che avrebbe trovato eco nel pensiero di Simone de Beauvoir secoli dopo. Il suo attivismo, però, le costò la vita: fu ghigliottinata nel 1793 durante il Terrore di Robespierre.
La lotta delle suffragette nel Regno Unito
Fu nel Regno Unito che il movimento trovò il suo epicentro. L’opera di Mary Wollstonecraft, A Vindication of the Rights of Woman (1792), gettò le basi ideologiche per la futura rivoluzione femminista, un’ispirazione costante per scrittrici come Virginia Woolf. Un primo, timido passo fu il Municipal Franchise Act del 1869, che concesse ad alcune donne (non sposate e proprietarie) il diritto di voto nelle elezioni locali.
Dalle suffragiste alle suffragette: Fawcett vs Pankhurst
È importante distinguere due correnti principali. Nel 1897, Millicent Fawcett fondò la National Union of Women’s Suffrage Societies (NUWSS). Le sue seguaci, note come “suffragiste”, portavano avanti la lotta tramite metodi pacifici e costituzionali. La frustrazione per la lentezza dei progressi portò però a un cambio di strategia. Nel 1903, Emmeline Pankhurst, insieme alle figlie Christabel e Sylvia, fondò la Women’s Social and Political Union (WSPU). Le sue attiviste, le “suffragette”, adottarono il motto “fatti, non parole” (deeds, not words), ricorrendo a forme di protesta eclatanti: si incatenavano ai cancelli, interrompevano comizi, rompevano vetrine e, una volta arrestate, attuavano lunghi scioperi della fame, come fece per prima Marion Wallace Dunlop nel 1909. A questi scioperi le autorità risposero spesso con la brutale pratica dell’alimentazione forzata. L’atto di protesta più tragico fu quello di Emily Davison, che nel 1913 morì dopo essersi gettata sotto il cavallo di Re Giorgio V durante il Derby di Epsom.
La conquista del voto: il Representation of the People Act 1918
Il ruolo determinante svolto dalle donne durante la Prima Guerra Mondiale, quando sostituirono gli uomini nelle fabbriche e nei servizi, cambiò l’opinione pubblica. Finalmente, il 6 febbraio 1918, il Parlamento britannico approvò il Representation of the People Act, una legge che concedeva il diritto di voto alle donne di età superiore ai 30 anni che soddisfacevano determinati requisiti di censo. La piena parità elettorale con gli uomini (a 21 anni) fu raggiunta solo nel 1928.
Il movimento delle suffragette in Italia
Anche l’Italia fu teatro di importanti lotte femministe. Agli inizi del ‘900 figure come Ersilia Majno Bronzini e Ada Negri Garlanda fondarono a Milano l’Unione femminile. Le suffragette italiane si batterono non solo per il suffragio, ma anche per il divorzio, la parità salariale, il riconoscimento dei figli nati fuori dal matrimonio e la tutela del lavoro minorile e femminile. Il movimento crebbe rapidamente, ma fu sciolto con la forza dal fascismo nel 1938. Con la caduta del regime, le donne italiane ottennero finalmente il diritto di voto con il decreto legislativo luogotenenziale n. 23 del 1° febbraio 1945.
L’eredità delle suffragette oggi
Votare è un privilegio frutto di lotte, battaglie e rivoluzioni. Significa partecipare attivamente alla vita democratica e onorare chi ha sacrificato la propria libertà. La memoria storica di queste conquiste è racchiusa anche nei simboli della festa della donna, che ricordano il lungo cammino verso l’uguaglianza. La lotta femminista continua ancora oggi per raggiungere una parità sostanziale, evolvendosi in nuove forme come l’ecofemminismo. In questo senso, l’eredità della rivoluzione delle suffragette è più viva che mai.
Articolo aggiornato il: 04/02/2026

