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Corrente crepuscolare: origine, temi e principali esponenti

corrente crepuscolare

La corrente crepuscolare si sviluppa nei primi anni del XX secolo, rappresentando un profondo rinnovamento della poesia italiana. In netta contrapposizione al Futurismo e alla figura del poeta-vate, i crepuscolari proposero un linguaggio dimesso e uno sguardo malinconico sulla vita quotidiana. I suoi principali esponenti sono Guido Gozzano, Sergio Corazzini e Marino Moretti.

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Origine del nome e caratteristiche principali

Il termine “crepuscolare” fu usato per la prima volta con un’accezione negativa dal critico Giuseppe Antonio Borgese nel 1910. Egli descrisse la poesia di alcuni giovani autori come la fine malinconica (“crepuscolo”) della grande stagione lirica di Carducci e D’Annunzio. Il termine, però, finì per definire perfettamente la poetica del movimento, caratterizzata dal rifiuto della poesia elevata e del superomismo dannunziano, a favore di un atteggiamento dimesso, malinconico e ironico.

Temi e stile della poesia crepuscolare

I componimenti della corrente crepuscolare abbandonano i grandi temi per concentrarsi su situazioni quotidiane e banali. Le ambientazioni sono spesso provinciali e malinconiche: salotti borghesi, ospedali, giardini abbandonati. I temi principali sono i ricordi d’infanzia, la malattia, la solitudine e la crisi del ruolo del poeta, che non è più un profeta ma un uomo comune, che si vergogna di essere un poeta. Lo stile è volutamente prosastico, con un lessico semplice e un ritmo discorsivo, lontano dalla musicalità aulica della tradizione.

I principali esponenti della corrente

Pur non costituendo una vera e propria scuola, i poeti crepuscolari condivisero una sensibilità comune. I tre esponenti più significativi sono:

Esponente Caratteristiche e opere principali
Guido Gozzano È il più importante del gruppo. Unisce malinconia e autoironia, criticando il mondo borghese con un linguaggio colloquiale ma elegantissimo. Opere: La via del rifugio, I colloqui.
Sergio Corazzini La sua poesia è espressione di un profondo disagio esistenziale, segnato dalla malattia e dalla solitudine. Definisce se stesso un “piccolo fanciullo che piange”. Opere: Piccolo libro inutile.
Marino Moretti Descrive con toni umili e commossi la vita monotona della provincia, con i suoi ambienti squallidi e i suoi personaggi tristi. Opera: Poesie scritte col lapis.

Altre informazioni e domande sulla corrente crepuscolare

Cosa si intende per poesia crepuscolare?

Per poesia crepuscolare si intende una corrente letteraria italiana di inizio Novecento caratterizzata da toni malinconici, dimessi e ironici. I poeti crepuscolari rifiutano la figura del poeta-vate incarnata da D’Annunzio e si concentrano sulla rappresentazione della vita quotidiana, degli ambienti provinciali e di un senso di inadeguatezza e stanchezza esistenziale.

Perché si chiama “corrente crepuscolare”?

Il nome fu coniato dal critico Giuseppe Antonio Borgese nel 1910 con un’accezione negativa. Lo usò per descrivere la poesia di alcuni autori come la fine di un’era gloriosa, un “crepuscolo” della grande poesia italiana rappresentata da Carducci e D’Annunzio. Il termine, tuttavia, fu poi adottato per descrivere perfettamente l’atmosfera malinconica e sommessa di questi poeti.

Quali sono i temi principali dei poeti crepuscolari?

I temi principali sono la vita provinciale e monotona, la malattia, la solitudine, i ricordi d’infanzia, gli interni borghesi con i loro oggetti umili (le “buone cose di pessimo gusto” di Gozzano) e la crisi del ruolo del poeta, che non ha più certezze da comunicare e si vergogna della propria arte.

Fonte immagine di copertina: Wikipedia

Articolo aggiornato il: 04/09/2025

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