Daniel Lumera, il seminario sui 9 passi per vivere la mente illuminata

Daniel Lumera, il seminario sui 9 passi per vivere la mente illuminata | Com'è andata

Domenica 14 maggio a Bologna ha avuto luogo il seminario esperienziale “9 passi per vivere la mente illuminata” condotto da Daniel Lumera. L’evento ha visto il coinvolgimento di varie personalità rappresentanti di diversi campi del benessere, e affini, che potrebbero essere a grandi linee così suddivisi:

Meditazione – Daniel Lumera, riferimento internazionale nell’area delle scienze del benessere, della qualità della vita e nella pratica della meditazione, che ha studiato e approfondito con Anthony Elenjimittam, discepolo diretto di Gandhi;

Medicina – Giorgio Monti, dirigente medico, Pronto Soccorso, IRCCS, Sant’Orsola Malpigni, Bologna, primo medico ad entrare nel team internazionale dei “flying doctors” di Amref;  Fiorina Bartiromo, medico chirurgo, PhD Neuroradiologo – agopuntore IRCCS, Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna e programma Neuroimmagini funzionali e Molecolari, Ospedale Bellaria di Bologna;

Psicologia – Diletta Marabini, psicologa clinica specializzata in Applied Positive Psychology e co-ideatrice di My Life Design Academy insieme a Daniel Lumera; 

Alimentazione – Paola Castellani, cuoca e consulente alimentare specializzata in cucina naturale e plant based;

Arte – Felicia Cigorescu, Corporate social responsibility manager, direttrice artistica e regista di An Enlightened Mind. 

Il seminario, ideato da My Life Design Academy, è stato organizzato in virtù della presentazione del nuovo libro di Daniel Lumera “28 respiri per cambiare vita”.  Emblematico il modo in cui sono state aperte le danze: «Questo è il nostro programma, ma non abbiamo nessuna intenzione di rispettarlo», Luca Gonzatto, Project Manager di My Life Design Academy, nell’introduzione dei lavori.

Approccio immediatamente ripreso e spiegato dallo stesso Daniel Lumera affermando che la scaletta preparata sarebbe stata come una delle tante situazioni della vita in cui non è possibile rispettare rigorosamente un programma quando il ritmo della stessa suona in maniera differente rispetto “ad un’idea solo mentale delle cose”. Questo il primo punto di riflessione della giornata: il rispetto dei propri ritmi e del proprio flusso, per non snaturarsi e non rischiare di perdere quel “volere che passa” e insieme alla non manifestazione dello stesso una parte del proprio sé.

Intervista a Daniel Lumera, riferimento internazionale nell’area della scienze del benessere

Ecco così che i 9 passi per una mente illuminata si sono mescolati nel flusso di condivisione dei momenti della giornata!

Daniel Lumera, il seminario sui 9 passi per vivere la mente illuminata | Com'è andata

Il respiro è stato chiaramente un tema centrale e ricorrente all’interno di questo seminario esperienziale nel quale c’è stata anche la possibilità di praticare concretamente dei cicli di 28 respiri guidati da Lumera.

Si è parlato del respiro come “miracolo della vita“, strumento di creazione di informazioni biologiche e “mezzo di apertura, presenza ed autoguarigione”.

«Possiamo incidere attraverso il respiro e uno stato profondo di intelligenza emotiva trasformando la nostra condizione innalzando il livello di coscienza.»

Nella pratica meditativa il respiro viene utilizzato appunto per integrare un certo tipo di energie e per portare fuori di sé tutto ciò che in qualche modo è limitante per la propria evoluzione personale, in un esercizio di pulizia e di autoricarica. Ma non sempre è di immediata interpretazione la sua funzione. 

A tal riguardo lo stesso Lumera durante il seminario ha raccontato di un episodio avvenuto nell’ambito di uno dei suoi lavori portati avanti nelle carceri. Nell’impatto con l’ambiente, la sua reazione immediata a tutto quel dolore, gli odori degli spazi e della pelle delle persone, era stata resistere a quelle energie, trattenere quasi il respiro per non assorbire quelle vibrazioni, fino però alla consapevolezza che tutto ciò che stava sentendo proveniva non da ciò che lo circondava ma dalla sua resistenza verso quelle stesse cose!

«Rifiutando qualcosa non le permetti di attraversarti, il dolore è nel rifiuto!»  

La filosofia di Daniel Lumera, ed è ciò che è arrivato decisamente durante i suoi interventi, invita di volta in volta a leggere con una chiave rivoluzionaria ciò che ci circonda. Quello che egli stesso prova a trasferire è un senso di spiritualità laica che racchiude in sé al tempo stesso l’aspirazione verso un altissimo livello di coscienza ed un modo di intendere la vita molto pratico e concreto. Non sono mancati infatti anche riferimenti autoironici dell’autore rispetto al proprio percorso e nel modo di interagire con i presenti, mettendo su un piano di grande semplicità i temi importanti di cui si stava discutendo.

Daniel Lumera, il seminario sui 9 passi per vivere la mente illuminata | Com'è andata

Le abilità comunicative di Lumera fanno sicuramente la differenza, è innegabile però il valore intrinseco di certi temi e di un approccio che punti allo sviluppo della persona nel modo in cui è stato proposto. 

Nell’ambito della giornata si è parlato di benessere a 360 gradi. Al centro dell’attenzione la meditazione e i suoi benefici da un punto di vista fisico, mentale ed emotivo. Si è parlato di quanto sia fondamentale essere nel presente per entrare in una reale connessione con sé e con gli altri, di approcci alimentari che garantiscano un livello funzionale di lucidità e di coscienza, di relazioni con gli altri e la tecnologia e su come gestire al meglio gli input che questi elementi hanno sul nostro sistema emozionale, cognitivo, ma anche fisico. 

Un argomento trattato che probabilmente riesce a canalizzare bene i vari aspetti discussi è quello della società dopaminergica, il cui focus imprescindibile è sull’utilizzo dei social, troppo insediati nella quotidianità per non essere presi in considerazione. Si parla di società dopaminergica poiché incentrata sul circuito della dopamina di piacere e dolore, associato a quanto riesce a gratificare o a creare senso di insoddisfazione nelle dinamiche social, ma in generale anche in tutto ciò che è promosso da un sistema materiale delle cose in cui inevitabilmente si è immersi. L’obiettivo è proprio quello di fornire strumenti per disinnescare determinati meccanismi mentali e creare una condizione di indipendenza da tutto ciò che è esterno e può innescare dei comportamenti in qualche modo “involontari” che vanno comunque a determinare il flusso delle proprie giornate e delle proprie scelte in generale.

Come si fa a vivere consapevolmente senza concepire che anche cosa mangiare sia una scelta?

Un altro argomento semplice quanto interessante è stato quello sulla scelta della propria alimentazione. Si è parlato della capacità del cibo di incidere sulle funzionalità di corpo e mente, e quindi anche sulle capacità meditative. 

Paola Castellani in particolare ha parlato di

  • cibi Tamas, che sono quelli difficili da digerire, che creano sonnolenza, ricchi di conservanti, pesticidi e pre-confezionati, alimenti riscaldati troppe volte, eccessivamente caldi o eccessivamente freddi, cibi senza energia vitale e in generale il mangiare troppo – sono appunto cibi che appesantiscono il funzionamento fisico e mentale. Si è parlato poi di
  • cibi Rajas, che sono tutti quegli alimenti estremamente piccanti, energizzanti, eccitanti, troppo salati, acidi o troppo secchi e gli alimenti con zuccheri raffinati – sono quei cibi che tendono a super-attivare i processi di corpo e mente e che se ingeriti oltre una certa soglia possono portare problemi al sistema nervoso e al proprio equilibrio in generale. Ci sono poi i
  • cibi Sattva come cibi di stagione e di origine vegetale, alimenti freschi e cresciuti alla luce del sole, senza pesticidi, quegli alimenti integri che trattengono l’energia vitale, cibi leggeri e ben digeribili, cibi cucinati e consumati subito e cibi cucinati con amore (…) – sono quei cibi che garantiscono un equilibrio ottimale di corpo e mente, idonei ad una mente c.d. illuminata. 

Si è discusso poi di concetti come quello dell’intelligenza esistenziale come connubio tra intelligenza intellettuale, intelligenza spirituale ed intelligenza emotiva. In particolare di quanto la meditazione possa mettere in coerenza tra di loro cuore e cervello portando la persona, appunto, ad uno stato elevato di coscienza. 

Dalla teoria alla pratica 

Il seminario è stato proposto come esperienziale in quanto durante la giornata in tre momenti c’è stata la possibilità di sperimentare la pratica meditativa, con l’utilizzo della tecnica dei 28 respiri, guidata da Daniel Lumera. Attraverso la pratica è stato possibile testare sul proprio corpo, almeno in prima battuta, il significato della meditazione, ma soprattutto si è trattato di un momento di stretta condivisione tra i partecipanti. 

Prima di terminare la giornata è stato proiettato il cortometraggio An Enlightened Mind, scritto e diretto da Felicia Cigorescu, che racconta di un esperimento tenutosi al MAXXI a settembre 2022. Si tratta in particolare del monitoraggio dei processi naturali del cervello durante la meditazione, con protagonista Daniel Lumera e con altre personalità provenienti dal mondo della scienza, della musica, dell’economia, della biologia, letteratura, arte e spiritualità. L’esperimento ha visto l’impegno dell’Istituto di Neuroscienze del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e di Henesis srl. 

Daniel Lumera, il seminario sui 9 passi per vivere la mente illuminata | Com'è andata

Quello di cui parla Lumera sembra essere una capacità innata dell’individuo che tende però a perdersi via via attraverso dei meccanismi di adattamento della mente in un ambiente che spesso rispecchia poco l’umano. Il percorso di consapevolezza proposto è un percorso che in effetti sembra invitare l’uomo a tornare alle sue capacità incontaminate, quelle che non appartengono a costrutti né a bisogni, ma alla necessità e spontaneità di essere. 

Si è parlato tanto di amore, di dolore, perdono, dipendenza e realizzazione del sé più autentico – temi sempre meno discussi o compresi all’interno di un panorama delicatissimo di confusione e fretta verso il nuovo, di omologazione e apparenza.

Ecco perché la via della meditazione, dell’ascolto, e di un’evoluzione che punti all’originalità e all’unione si rivela una strada rivoluzionaria ed efficace per un’esperienza di vita più autentica, sana e con grande potere di coscienza e azione!

Fonte immagini: My Life Design Academy

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