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Eroica Fenice

Fernando Pessoa: le inquietudini e i segreti

Fernando Pessoa: le inquietudini e i segreti

Se si volesse provare a raccontare il genio di Fernando Pessoa, si dovrebbe cominciare proprio dal suo cognome. “Pessoa” in portoghese significa persona. In effetti attraverso la penna di Pessoa vissero e si conquistarono l’immortalità letteraria più persone: Fernando António Nogueira Pessoa (questo il nome completo) amava scindersi in tanti eteronimi, ovvero le varie persone a cui affidava il suo io tormentato e scomposto.

Dichiarava di vivere da solo con se stesso e di aver individuato nell’isteria l’origine delle tante persone cui dava voce, forse per sopperire alla mancanza di un centro nella propria essenza. Misterioso, complesso, introverso e perennemente insoddisfatto: il portoghese Fernando Pessoa era questo e tanto altro. Il lascito della sua letteratura è denso di misteri e di significati difficili da decifrare ma nei quali ogni lettore ritrova un po’ delle proprie inquietudini più recondite.

Fernando Pessoa: la vita, i sogni, la morte dello scrittore portoghese

Riconosciuto come il più significativo poeta moderno del Portogallo, per i più Fernando Pessoa è la rappresentazione letteraria perfetta del Ventesimo secolo. Originario di Lisbona, dove trascorse la maggior parte della sua vita, durante il suo trasferimento a Durban in Sudafrica, a seguito della morte del padre, apprese impeccabilmente la lingua inglese, sebbene egli stesso dichiarasse che “la mia patria è la lingua portoghese”.

A Lisbona abbandonò presto l’Università e cominciò a lavorare come corrispondente commerciale, giornalista per diverse riviste, animatore dei circoli letterari di Lisbona e traduttore. Ma la letteratura, la poesia e la divulgazione culturale furono la grande vocazione di una vita intera: addirittura Pessoa cercava di concentrare i propri impegni lavorativi in soli due giorni della settimana per poter dedicare i restanti alla propria passione. Morì in una clinica di Lisbona nel 1935 a causa di una crisi epatica, probabilmente causata da un abuso di alcool.

La sua vita, caratterizzata da eventi poco significativi e sempre vissuti con discrezione, fa da sfondo a una produzione letteraria universale e folgorante. L’unico libro pubblicato in vita da Pessoa, quello che si fa più specchio della persona di Pessoa, è Mensagem (Il Messaggio).

Una letteratura di evanescenza e enigmi

La sua curiosa spersonalizzazione, insieme all’enigmaticità del suo stile, all’insoddisfazione esistenziale e all’affinità con il misticismo e l’occultismo, rendono Pessoa una delle figure culturali più influenti del Modernismo e della Letteratura europea in genere.

Conoscere Fernando Pessoa è conoscere i suoi eteronimi, uno dei tratti più singolari della sua produzione poetica: in un universo di caos, frammentarietà, dispersione e disarmonia come quello che Pessoa riportava sulla pagina, egli si sentiva altrettanto privo di un centro, pluridimensionale, spezzato. Tra gli eteronimi più conosciuti si ricordano quelli di Ricardo Reis, Bernando Soares, Alberto Caeiro. 27.543 gli scritti inediti pervenuti in un baule dopo la sua morte, avvenuta silenziosamente come egli aveva vissuto. Il suo verso sciolto testimonia l’influenza di Walter Whitman.

Un sottofondo di dolore, la sfiducia verso l’umanità e il mondo, lo spessore psicologico, un senso perenne di noia, la sua insaziabile ricerca, la concezione della letteratura come maniera di impaginare tutte le maschere con cui l’uomo si camuffa, rendono Fernando Pessoa perfetto per descrivere la crisi tra i due secoli. Della sua vita, Pessoa affermava: “Se dopo la mia morte volessero scrivere la mia biografia, non c’è niente di più semplice. Ci sono solo due date – quella della mia nascita e quella della mia morte. Tutti i giorni fra l’una e l’altra sono miei.”

Neanche elencare le opere più significative dello scrittore portoghese è un’operazione facile: meritano menzione sicuramente Il libro dell’inquietudine di Bernardo Soares, Il banchiere anarchico, Le poesie di Alberto Caeiro e Poesie esoteriche. Figura capitale della Letteratura novecentesca, influì profondamente nel contesto letterario del suo Paese soprattutto con la progettazione e pubblicazione di opere per giornali e riviste. I suoi eteronimi si muovevano come persone autonome nella vita culturale lisbonese.

Scrittore evanescente ed enigmatico, con l’espressione drama em gente (dramma fatto persona) riuscì a condensare efficacemente il dramma che ogni uomo custodisce in se stesso, ovvero tutta la complessità dell’essere umani.

 

Fonte immagine: foto con modifiche e ridimensionata di Nol Aders, licenza CC BY 2.5

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