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Flavour ban, una legge che non limita

Flavour ban, una legge che non limita

Il 23 ottobre del 2023 in Italia è entrata in vigore la legge Flavour Ban promossa dall’Unione Europea per la lotta contro il fumo aromatizzato, ma funziona davvero? Questa normativa ha modificato radicalmente le abitudini di molti consumatori, eliminando dagli scaffali specifici prodotti che dominavano il mercato.

Cosa cambia con il Flavour Ban: divieti e permessi

Tipologia prodotto Stato normativo Dettagli commerciali
Sigarette tradizionali al mentolo Vietate Rimosse dal mercato dal 2020.
Tabacco riscaldato con aromi Vietato Stop alla vendita dal 23 ottobre 2023.
Stick a base di erbe (senza tabacco) Consentiti Legali perché privi di tabacco, contengono nicotina.
Liquidi per sigarette elettroniche Consentiti Non rientrano nell’attuale divieto del tabacco riscaldato.

Cos’è il Flavour Ban: la normativa europea

Così come si evince dal nome della legge, il Flavour Ban è stata una soluzione pensata, decisa ed implementata in seguito allo sviluppo di vendita di tutti i prodotti del tabacco aromatizzati, in particolare con la vendita degli stick applicabili nei dispositivi scalda tabacco (come l’IQOS), che hanno fanno scattare il campanello d’allarme negli appositi organismi europei. La decisione di vietare la vendita di prodotti del tabacco aromatizzati ha creato un’onda di sgomento, giustificata dall’UE come una mossa necessaria per la lotta contro il cancro e per creare una generazione anti-fumo entro il 2040, motivazione abbracciata in pieno e riutilizzata dal governo italiano nel momento dell’annuncio. Per approfondire le politiche sanitarie nazionali, è possibile consultare il portale del Ministero della Salute.

Alternative legali: stick senza tabacco

Essendo parte principale dei guadagni delle aziende del tabagismo, soprattutto l’aroma alla menta, le multinazionali sono corse ai ripari nel tentativo di accontentare la propria clientela e non rinunciare ai guadagni. Hanno creato una nuova gamma di stick utilizzabili che contengono nicotina ma non tabacco, realizzati spesso con substrati di tè o rooibos, disponibili in una vasta gamma di aromi.

Alternative fai da te: rischi e metodi

I fumatori di tabacco aromatizzato hanno subito trovato svariate alternative che permettano di continuare a fumare senza dover rinunciare al tanto desiderato gusto. Le due “scappatoie” più popolari e più semplici, sia da reperire che da realizzare, sono le palline aromatizzate che vengono poste nel filtro e schiacciate per rilasciare l’aroma; l’altra, invece, è applicare il liquido aromatizzato direttamente sulla superficie del filtro almeno una decina di minuti prima di godersi qualche tiro, in modo che il filtro s’impregni e non risulti bagnato al fumare.

C’è da ribadire che queste alternative possono risultare ugualmente nocive e che, per tanto, questo paragrafo ha un puro scopo informativo. Si può supporre, quindi, che questo divieto, consigliato dall’Unione Europea prima ed applicato in seguito dal governo italiano, non sia poi così tanto efficace.

Acquisto nei paesi esteri ed extra-UE

L’alternativa legale, ma molto meno pratica, è quella di acquistare nei paesi limitrofi al nostro che non hanno aderito alla direttiva UE o che, più semplicemente, non fanno parte dell’Unione. In Svizzera, Turchia e nei Balcani extra-UE, ad esempio, le restrizioni sull’aromatizzazioni del tabacco sono assenti o praticamente nulle, permettendo a chi compie un viaggio in questi posti di poter tornare in patria con un bottino aromatizzato secondo i limiti di legge.

Efficacia del divieto e conclusioni

Premettendo che fumare è un atto nocivo per la salute degli esseri umani in qualsiasi forma e modo che crea un alto tasso di dipendenza, si può evincere che il Flavour Ban sia una direttiva giustificata nel contrastare il fumo ma che, di fatto, non limita del tutto l’aromatizzazione, sia per via delle alternative sul mercato che per quelle fai da te.

Fonte immagini: Wikimedia Commons, Aphis Marta

Articolo aggiornato il: 28/12/2025

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