Il Genji Monogatari Emaki (源氏物語絵巻), il “Rotolo Illustrato della Storia di Genji”, è un capolavoro della pittura giapponese designato come Tesoro Nazionale del Giappone. Realizzato intorno al 1130 (periodo Heian), è la più antica testimonianza pervenutaci di emakimono (rotolo orizzontale illustrato) basato su un romanzo e rappresenta l’apice dello stile pittorico Yamato-e (大和絵). Questo stile, eminentemente giapponese, si distaccava dalla pittura di influenza cinese (Kara-e) per attingere al patrimonio letterario e culturale autoctono.
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Un dialogo tra pittura e letteratura
L’emaki illustra il celebre romanzo “La storia di Genji”, scritto dalla dama di corte Murasaki Shikibu. I frammenti superstiti, conservati in musei come il Tokugawa Art Museum di Nagoya e il Gotoh Museum di Tokyo, alternano sezioni di testo a scene dipinte. Il testo, scritto in elegante calligrafia onna-de (“mano di donna”), e le immagini condividono lo stesso spazio fisico, creando un legame indissolubile. L’opera non si limita a illustrare la trama, ma cerca di evocare il sentimento pervasivo del romanzo: il mono no aware (物の哀れ), una sorta di “pathos delle cose”, una malinconica consapevolezza della bellezza effimera della vita.
Le tecniche stilistiche del Genji Monogatari Emaki
La lettura di quest’opera richiede la comprensione di alcune convenzioni stilistiche codificate, come sottolineato da fonti autorevoli quali l’Enciclopedia Britannica.
| Tecnica (nome giapponese) | Descrizione e funzione narrativa |
|---|---|
| Tsukuri-e (pittura costruita) | Tecnica a strati con contorni neri e colori saturi, che crea superfici decorative piatte e preziose. |
| Fukinuki yatai (tetto scoperchiato) | Visione dall’alto degli interni, con tetti e pareti rimossi per mostrare l’azione e le dinamiche tra i personaggi. |
| Hikime kagibana (linea per l’occhio, gancio per il naso) | Standardizzazione dei volti per ridurre l’individualità e focalizzare l’emozione sulla composizione e la postura. |
Gli elementi stilistici in dettaglio
La pittura del Genji Monogatari Emaki è “monoscenica”: ogni immagine cattura un singolo momento cruciale. L’emozione non è mai espressa apertamente attraverso i volti dei personaggi, che sono resi con la tecnica hikime kagibana. In una cultura di corte dove manifestare i sentimenti era considerato inelegante, le emozioni vengono suggerite indirettamente. La tensione psicologica è comunicata attraverso elementi compositivi: le diagonali formate dalle travi o dai paraventi, se molto accentuate, indicano un forte turbamento interiore. Allo stesso modo, le ambientazioni sono quasi sempre interni chiusi e lussuosi; la rara presenza di un paesaggio esterno visibile da una veranda suggerisce un momento di tristezza, isolamento o difficoltà per il personaggio.
Fonte immagine in evidenza: Wikipedia
Articolo aggiornato il: 29/09/2025

