Cos’è il darwinismo sociale: definizione, principi e differenze con Darwin

Cos'è il darwinismo sociale

Il darwinismo sociale è una teoria socio-politica sviluppata nel tardo XIX secolo che applica i concetti di competizione e selezione naturale, proposti da Charles Darwin in ambito biologico, alle società umane e alle relazioni tra individui, gruppi o nazioni. In sostanza, trasferisce la “lotta per l’esistenza” dalla natura alla società, interpretando le disuguaglianze sociali, economiche e razziali come il risultato naturale della “sopravvivenza del più adatto”.

Sintesi del concetto: cos’è il darwinismo sociale?

Elemento chiave Descrizione sintetica
Definizione Applicazione della selezione naturale alle dinamiche sociali ed economiche.
Teorico principale Herbert Spencer (non Charles Darwin).
Motto centrale “Sopravvivenza del più adatto” (Survival of the fittest).
Obiettivo ideologico Giustificare le disuguaglianze di classe e il dominio razziale come “naturali”.

 

I principi chiave del darwinismo sociale

Questa teoria, nata negli anni 1870-80, estese i concetti darwiniani di selezione e lotta per l’esistenza dall’ambito della natura a quello della società. Secondo questa visione, esiste una spiegazione biologica per le disparità osservate tra i popoli: le società considerate meno “evolute” sarebbero composte da individui meno adattati alla lotta per la sopravvivenza, relegati a uno stadio primitivo. Questo pensiero divide i membri di una comunità in adatti e non-adatti, in forti e deboli, affermando la prerogativa naturale dei primi di dominare sui secondi. Tale visione divenne una potente giustificazione ideologica per le discriminazioni razziste e classiste.

Herbert Spencer: il vero padre del darwinismo sociale

È importante chiarire che Charles Darwin studiò l’evoluzione delle specie animali e vegetali, senza mai proporre di applicare le sue teorie alla società umana. Il principale teorico del darwinismo sociale fu infatti il filosofo britannico Herbert Spencer. Fu lui a coniare la celebre espressione “sopravvivenza del più adatto” (survival of the fittest) e a sostenere che la competizione sociale, economica e politica fosse un meccanismo naturale per eliminare i membri più “deboli” della società e far progredire l’umanità. Le sue idee ebbero un’enorme influenza, soprattutto negli Stati Uniti durante l’età del capitalismo sfrenato.

Differenza fondamentale tra Darwin e il darwinismo sociale

Confondere la teoria scientifica di Darwin con l’ideologia del darwinismo sociale è un errore comune ma grave. La tabella seguente riassume le distinzioni essenziali.

Criterio Teoria dell’Evoluzione di Darwin Darwinismo Sociale
Ambito di applicazione Mondo naturale (specie animali e vegetali). Società umane, economia e politica.
Concetto di “adatto” L’individuo con le caratteristiche più adatte a sopravvivere e riprodursi in un dato ambiente. L’individuo, la classe sociale o la “razza” considerata più forte, ricca o potente.
Finalità Descrittiva: spiegare la diversità della vita. Prescrittiva: giustificare le disuguaglianze sociali e le politiche di dominio.

Le conseguenze politiche e sociali: dall’imperialismo al nazismo

Sul piano politico, il darwinismo sociale servì a giustificare il colonialismo, l’eugenetica, il fascismo e soprattutto il nazismo. L’idea che nella lotta alla sopravvivenza vincesse il più forte venne estesa alla competizione tra le Nazioni. Questo concetto fu ampiamente sfruttato dall’Imperialismo come presunta legittimazione biologica per la conquista e il dominio di altri popoli, considerati “inferiori”.

A questa si affiancò spesso la teoria della superiorità ariana, un’altra dottrina razziale che sosteneva la superiorità di un presunto gruppo etnico indo-europeo, gli ariani, sulle altre “razze”. Questa teoria, priva di nessuna base scientifica, ebbe un impatto devastante in contesti come la Germania nazista, dove fu utilizzata per giustificare l’antisemitismo e l’oppressione sistematica di gruppi ritenuti inferiori.

Il legame con l’eugenetica e il razzismo

Il darwinismo sociale rappresentava un’estensione della lotta per l’esistenza a un programma più ampio, noto come eugenetica. Questa teoria giustificava la selezione dei più capaci, considerando necessario il declino dei soggetti socialmente inferiori. I suoi sostenitori promuovevano l’idea di vietare la riproduzione agli individui ritenuti ereditariamente inferiori, al fine di preservare una presunta “purezza” della popolazione e prevenire la degenerazione delle generazioni future.

All’inizio del XX secolo, queste idee non erano limitate alle correnti di destra. In Svizzera, persino il socialista Auguste Forel si schierò a favore di queste posizioni, criticando l’atteggiamento troppo benevolo verso i “deboli” e proponendo la sterilizzazione dei soggetti inferiori. Allo stesso modo, lo psichiatra Eugen Bleuler considerava le cure mediche e l’assistenza ai poveri come un attacco al principio della selezione darwiniana.

Sebbene non fosse sempre citato esplicitamente, il pensiero del darwinismo sociale fu alla base della retorica razzista di estrema destra in Svizzera nel XX secolo, che si opponeva alla presunta invasione di elementi stranieri (xenofobia). Quando questa retorica si rivolgeva agli immigrati ebrei, assumeva chiari connotati antisemiti. Fu costantemente utilizzato come strumento pseudoscientifico nella lotta contro il movimento operaio e fornì una base ideologica per le politiche eugeniche e sociali del nazionalsocialismo.

Altre informazioni e curiosità sul darwinismo sociale

Chi è il vero fondatore del darwinismo sociale?

Il vero fondatore del darwinismo sociale è considerato il filosofo britannico Herbert Spencer. Fu lui, e non Charles Darwin, ad applicare i concetti di evoluzione e competizione alla società umana e a coniare la frase “sopravvivenza del più adatto”.

Qual è la differenza tra Darwin e il darwinismo sociale?

La differenza è fondamentale: la teoria di Darwin è una descrizione scientifica dell’evoluzione delle specie nel mondo naturale. Il darwinismo sociale, invece, è un’ideologia politica che distorce quei principi per applicarli alla società umana, con lo scopo di giustificare disuguaglianze, razzismo e imperialismo.

Cosa si intende con il termine eugenetica?

L’eugenetica è una dottrina che mira a “migliorare” la specie umana attraverso la selezione degli individui considerati “superiori” e impedendo la riproduzione di quelli ritenuti “inferiori”. Fu una diretta conseguenza del darwinismo sociale e delle teorie razziste.

Il darwinismo sociale ha basi scientifiche?

No, il darwinismo sociale non ha alcuna base scientifica. Si tratta di un’interpretazione errata e di una applicazione impropria di una teoria biologica a un contesto, quello sociale, che è governato da dinamiche completamente diverse. La comunità scientifica moderna lo rigetta completamente.

Fonte immagine in evidenza: Wikipedia

Articolo aggiornato il: 1 Gennaio 2025

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