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Kiyohime: la leggenda della demone-serpente

Kiyohime: la leggenda della demone-serpente

La leggenda di Kiyohime e del giovane monaco Anchin è una delle storie più celebri e tragiche del folklore giapponese, immortalata nel teatro Nō e in antichi rotoli illustrati. Questa parabola sulla passione distruttiva e sulla menzogna racconta la terrificante trasformazione di una donna in un demone sputafuoco.

Kiyohime: da donna a yōkai

Nel folklore giapponese, una donna consumata dalla gelosia o da un’ossessione può trasformarsi in un temibile yōkai (spirito o demone) il cui volto è rappresentato dalla celebre maschera Hannya del teatro Nō. Kiyohime rappresenta l’evoluzione più potente di questa figura, una honnari-hannya. Questo tipo di demone non combatte la propria follia, ma la abbraccia completamente, acquisendo poteri straordinari come la capacità di tramutarsi in un serpente o drago e di sputare fiamme roventi.

La leggenda di kiyohime e anchin

La vicenda, tramandata attraverso antichi emakimono (rotoli narrativi illustrati) e nel celebre dramma Nō Dōjō-ji, è ambientata nella provincia di Kii (oggi prefettura di Wakayama). Il giovane e affascinante monaco Anchin, durante il suo pellegrinaggio annuale al santuario di Kumano, soggiorna presso la dimora della famiglia Masago no Shōji. Lì, la giovane figlia del capofamiglia, Kiyohime, si innamora perdutamente di lui.

Nonostante la giovane età, Kiyohime desidera sposarlo. Per respingerla senza offenderla, Anchin le mente, promettendole che tornerà per lei una volta terminato il suo percorso spirituale. Kiyohime attende fedelmente il suo ritorno ogni anno. Diventata donna, gli ricorda la sua promessa, ma il monaco, spaventato, le mente di nuovo, assicurandole che la sposerà al termine del pellegrinaggio di quell’anno. Sulla via del ritorno, però, Anchin evita la dimora della ragazza per non incontrarla.

Scoperto l’inganno, Kiyohime lo insegue furiosamente. Quando lo raggiunge, Anchin finge di non riconoscerla. A quel punto, la rabbia di Kiyohime esplode e la sua forma umana inizia a cedere. Il monaco invoca la divinità Kumano Gongen e fugge mentre una luce divina blocca temporaneamente la ragazza. Accecata dall’ira, Kiyohime si trasforma in un enorme serpente sputafuoco e continua a braccare il monaco.

Anchin attraversa il fiume Hidaka su una barca, ma il demone-serpente lo segue a nuoto. Terrorizzato, il monaco si rifugia nel tempio Dōjō-ji, dove i confratelli lo nascondono sotto la pesante campana di bronzo (bonshō). Kiyohime, guidata dall’odore di Anchin, avvolge la campana con le sue spire e la investe con le sue fiamme, fondendo il metallo e bruciando vivo il monaco. Compiuta la sua vendetta, Kiyohime si getta nel fiume e annega.

I simboli della leggenda di kiyohime Significato nella storia
Il serpente o drago Rappresenta la passione sfrenata, la rabbia e la trasformazione irreversibile della natura umana quando viene consumata da un’ossessione
La campana del tempio Simbolo del sacro e del rifugio, diventa una prigione e un forno crematorio. rappresenta il fallimento della fede di fronte alla potenza della vendetta
Il fiume hidaka Segna il confine tra il mondo umano e quello soprannaturale. attraversandolo, kiyohime abbandona la sua umanità e annegandovi, completa il suo ciclo di vendetta

L’eredità della leggenda nel tempio Dōjō-ji

La leggenda è indissolubilmente legata al Tempio Dōjō-ji, un luogo di culto realmente esistente e visitabile nella prefettura di Wakayama. La storia di Kiyohime e Anchin è parte centrale dell’identità del tempio, come testimoniato anche dal suo sito ufficiale. Il dramma Nō Dōjō-ji, che mette in scena gli eventi successivi alla tragedia, è una delle opere più complesse e iconiche del teatro giapponese, e la sua rappresentazione della caduta della campana è un momento di altissima tensione scenica.

Fonte immagine di copertina: Wikipedia

Articolo aggiornato il: 26/09/2025

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A proposito di Roberta Napolitano

Ciao! Il mio nome è Roberta e sono una studentessa frequentante il terzo anno dell'indirizzo di studi "Lingue e Culture Comparate" all'Università degli studi di Napoli L'Orientale, scegliendo come lingue da inserire nel percorso l'inglese e il giapponese. Fin dalla tenera età le mie passioni riguardano manga, anime, videogiochi e libri e ovviamente all'appello non possono mancare la musica (in particolare se del paese del Sol Levante) e il buon cibo!

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