La chiesa di Roma, i franchi e la nascita dello stato della chiesa

La caduta di Ravenna nel 751 d.C. per mano dei Longobardi fu un evento di straordinaria importanza, capace di ridisegnare gli equilibri politici dell’intera penisola italica. Papa Stefano II, asceso al soglio pontificio nel 752, dovette prendere atto di una realtà incontrovertibile: l’Impero d’Oriente, storico protettore formale, non era più in grado di garantire la sicurezza di Roma. Per la Chiesa era giunto il momento di cercare un nuovo e più potente alleato. La scelta strategica ricadde sul Regno dei Franchi, una potenza emergente destinata a mutare per sempre la storia d’Europa.

Dalla caduta di Ravenna all’incoronazione

Di seguito i passaggi fondamentali che portarono alla storica alleanza tra il Papato e la dinastia carolingia.

Evento Storico Protagonisti Conseguenza Politica
Caduta di Ravenna (751) Longobardi (Re Astolfo) Fine dell’Esarcato bizantino; Roma è indifesa.
Colpo di Stato Franco (751) Pipino il Breve Fine della dinastia Merovingia; ascesa dei Carolingi.
Patto di Quierzy (754) Papa Stefano II e Pipino Legittimazione divina del Re in cambio di protezione militare.
Donazione di Pipino Pipino il Breve Nascita ufficiale del Patrimonium Sancti Petri.

Perché il Papa cercò l’alleanza con i Franchi?

Il pontefice si dedicò attivamente a rinsaldare i rapporti con la monarchia franca per motivi strategici e religiosi. A differenza dei Longobardi, la cui conversione al cattolicesimo era recente e politicamente instabile, i Franchi erano cattolici da secoli e la Chiesa rappresentava una presenza capillare nel loro tessuto sociale. Questa profonda affinità religiosa, unita alla loro indiscussa potenza militare, li rendeva il partner ideale. Il papato necessitava di un protettore forte, ma anche sufficientemente lontano geograficamente da non costituire una minaccia diretta alla propria autonomia: un ruolo che i Bizantini non potevano più svolgere e che i Longobardi, per la loro prossimità territoriale, non avrebbero mai potuto incarnare.

Chi erano i Carolingi e Pipino il Breve?

All’interno del regno franco, il potere reale era progressivamente scivolato dalle mani dei sovrani della dinastia merovingia a quelle dei loro potenti funzionari, i maggiordomi di palazzo. La famiglia dei Pipinidi aveva unificato il regno, prima con Pipino di Heristal e successivamente con suo figlio, il celebre Carlo Martello. Il prestigio di quest’ultimo era cresciuto esponenzialmente dopo la battaglia di Poitiers (732), fondamentale per aver fermato l’avanzata araba in Europa.

Alla sua morte, il potere passò al figlio, Pipino III, noto come il Breve. Nel 751, Pipino decise di porre fine all’ambiguità politica: depose l’ultimo re merovingio e, attuando un vero e proprio cambio di regime, assunse il titolo di Re dei Franchi, forte del sostegno dell’episcopato locale.

In cosa consisteva il patto tra Stefano II e Pipino?

In questo complesso scenario geopolitico si inserì l’azione di papa Stefano II. Nel 754, compiendo un gesto senza precedenti, il pontefice si recò personalmente in Francia e, durante una solenne cerimonia, consacrò Pipino il Breve come Re dei Franchi, ungendolo con l’olio santo. Tale atto rivestiva un’importanza capitale:

  • Conferiva una legittimità divina a una dinastia che, tecnicamente, era usurpatrice.
  • Stabiliva un vincolo sacro tra la monarchia franca e la Santa Sede.

In cambio di questa legittimazione, Pipino si impegnò a intervenire militarmente in Italia contro i Longobardi. L’alleanza tra papato e Franchi era così sigillata. Pipino onorò la promessa: scese nella penisola, sconfisse l’esercito longobardo e liberò Ravenna e i territori limitrofi.

Come nacque lo Stato della Chiesa?

Il re franco, in una mossa decisiva per la storia d’Italia, non restituì i territori riconquistati all’Impero bizantino, a cui formalmente appartenevano. Decise invece di donarli direttamente al Papa. Queste terre, unite alla precedente “Donazione di Sutri” del re longobardo Liutprando, andarono a costituire il nucleo fondante del Patrimonio di San Pietro, ovvero lo Stato della Chiesa. Questa entità politica, destinata a sopravvivere fino alla presa di Porta Pia nel 1870, sancì il potere temporale dei papi. L’intervento franco aveva non solo arginato l’espansionismo longobardo, ma aveva garantito al papato un nuovo protettore, inaugurando un rapporto privilegiato tra Roma e il nascente mondo carolingio.

Che ruolo ebbe la Donazione di Costantino?

Per fornire un fondamento giuridico a questo crescente potere temporale e giustificare l’autorità papale su territori teoricamente bizantini, fu elaborato all’interno della cancelleria papale uno dei documenti più controversi della storia: la cosiddetta Donazione di Costantino (Constitutum Constantini). Questo documento apocrifo affermava che l’imperatore Costantino I, prima di trasferire la capitale a Costantinopoli, avesse ceduto al vescovo di Roma:

  • L’autorità politica sull’intera parte occidentale dell’Impero.
  • La superiorità su tutti gli altri patriarchi (incluso quello di Costantinopoli).
  • Le insegne imperiali.

Per secoli, questo documento fu utilizzato dai pontefici per rivendicare il primato del potere spirituale su quello temporale di re e imperatori. La sua natura di falso fu dimostrata inconfutabilmente solo nel 1440 dall’umanista Lorenzo Valla attraverso un’accurata analisi filologica.

Quali furono le conseguenze storiche dell’alleanza?

In conclusione, l’alleanza tra papato e Franchi non rappresentò un semplice accordo politico contingente, ma un evento spartiacque che ridisegnò la mappa geopolitica dell’Europa medievale. Le sue conseguenze principali furono:

  • La fine definitiva dell’influenza bizantina nell’Occidente latino.
  • L’accelerazione del declino del regno longobardo in Italia.
  • La fondazione dello Stato della Chiesa, attore protagonista della politica italiana per oltre un millennio.
  • Le premesse per la nascita del Sacro Romano Impero, che si concretizzerà con l’incoronazione di Carlo Magno, figlio di Pipino, nella notte di Natale dell’anno 800.

Il Vescovo di Roma era divenuto a tutti gli effetti un sovrano temporale, e il suo legame con la più grande potenza militare del tempo avrebbe definito il corso della civiltà occidentale per i secoli a venire.

Prof. Giovanni Pellegrino

Bibliografia

  • Tamassia Nino e altri, Longobardi, Franchi e Chiesa romana, Edizione Reprint, 2016.
  • Gasparri Stefano, Italia longobarda: il regno, i Franchi, il papato, Editore Laterza, 2014.
  • Crivellucci Amedeo, Le origini dello stato della chiesa, Editore Utet, 1987.
  • Tabacchi Stefano, Lo stato della chiesa. Gli antichi stati italiani, Editore il Mulino, 2023.

Articolo aggiornato il: 24/12/2025

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