La scrittura cinese: dai jiǎgǔwén ai jīnwén

La scrittura cinese: dai jiǎgǔwén ai jīnwén

La scrittura cinese ha una storia millenaria. Il cinese classico, stabilizzatosi circa 2000 anni fa durante la dinastia Han, può essere considerato l’equivalente del latino per la tradizione occidentale. Si tratta di una lingua prevalentemente scritta, la cui evoluzione affonda le radici in un passato ancora più remoto.

Le origini: la scrittura su ossa oracolari (jiǎgǔwén)

I primi reperti scritti risalgono a circa 3200 anni fa (XIII secolo a.C.), ma presentano già caratteri complessi e pienamente sviluppati. Questo indica un’evoluzione precedente, avvenuta probabilmente su materiali deperibili come il bambù, di cui non abbiamo traccia. Le prime testimonianze durature sono incise su scapole di bovini e carapaci di tartaruga. La scoperta di questi caratteri, noti come 甲骨文 jiǎgǔwén (scritture su ossa oracolari), avvenne casualmente all’inizio del Novecento. Un funzionario cinese, acquistando “ossa di drago” in una farmacia tradizionale, notò dei simboli e ne intuì l’importanza storica.

Queste “ossa oracolari” erano strumenti per la divinazione. La scrittura era un’arte sacra, riservata a pochi esperti vicini al re. Quando il sovrano desiderava conoscere l’esito di una battaglia, ordinava una divinazione: i sacerdoti praticavano fori sulle ossa e le esponevano al calore. Le crepe che si formavano venivano interpretate come risposte degli dei o degli antenati alle domande poste.

L’evoluzione su metallo: la scrittura su bronzo (jīnwén)

Intorno al 1046 a.C., la dinastia Shang fu conquistata dalla popolazione degli Zhou. Con la nuova dinastia, la scrittura si spostò dalle ossa ai vasi di bronzo, un materiale pregiato che i cinesi padroneggiavano da secoli. Questi vasi erano usati per cuocere le libagioni, offerte alimentari per le divinità e gli antenati. Si credeva che il fumo e l’aroma del cibo potessero nutrire gli spiriti, ottenendone in cambio protezione e fortuna.

All’interno di questi vasi venivano incisi testi più lunghi e complessi rispetto a quelli sulle ossa. Anche lo stile della scrittura si evolse: i tratti incisi su osso con strumenti appuntiti erano spigolosi; sul bronzo fuso, più malleabile, i caratteri divennero più morbidi e con linee curve. Questa seconda fase della scrittura cinese è definita 金文 jīnwén, letteralmente “scrittura su metallo”. Molti di questi reperti sono oggi conservati in musei di tutto il mondo, come testimonia la vasta collezione del Metropolitan Museum of Art.

Le principali fasi evolutive della scrittura cinese

L’evoluzione della scrittura cinese può essere riassunta in diverse tappe fondamentali, ognuna legata a un periodo storico e a un supporto materiale specifico.

Stile di scrittura (pinyin) Periodo e caratteristiche principali
Scrittura oracolare (jiǎgǔwén) Dinastia shang (~1250 a.c.): incisa su ossa e gusci di tartaruga per la divinazione; tratti rigidi e pittografici.
Scrittura su bronzo (jīnwén) Dinastie zhou (~1046 a.c.): fusa all’interno di vasi di bronzo; tratti più spessi, arrotondati e ordinati.
Stile del sigillo (zhuànshū) Dinastia qin (~221 a.c.): stile unificato dall’imperatore qin shi huang; caratteri eleganti, verticali e con spessore uniforme.
Stile dei funzionari (lìshū) Dinastia han (~206 a.c.): sviluppato per una scrittura più rapida ed efficiente; tratti più piatti, larghi e semplificati.
Stile regolare (kǎishū) Fine dinastia han (~220 d.c.): è lo standard attuale per la stampa; tratti chiari, ben definiti e bilanciati.

L’unificazione e la nascita degli stili moderni

Un momento di svolta nella storia della scrittura fu l’unificazione della Cina nel 221 a.C. sotto il primo imperatore, Qin Shi Huang. Per consolidare il suo impero, egli impose una serie di riforme, inclusa la standardizzazione della scrittura. Fu imposto lo stile del piccolo sigillo (*xiǎo zhuàn*), una versione semplificata e razionalizzata dei caratteri preesistenti. Questa riforma, come documentato da fonti storiche autorevoli come l’Enciclopedia Britannica, fu fondamentale per creare un’identità culturale e amministrativa comune.

Successivamente, durante la dinastia Han, la necessità di una scrittura più veloce per la crescente burocrazia portò allo sviluppo dello stile dei funzionari (*lìshū*). Questo stile abbandonò molte delle curve dello stile del sigillo in favore di tratti più dritti e angolati. Infine, dallo stile dei funzionari derivò lo stile regolare (*kǎishū*), che si affermò come lo standard per la sua leggibilità e il suo equilibrio. È questo lo stile che ancora oggi impariamo e che vediamo nei testi stampati.

Fonte dell’immagine in evidenza: Pixabay

Articolo aggiornato il: 16/09/2025

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