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Eroica Fenice

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La Sfida, oltre la vita dal re della sceneggiata

“La Sfida. Storia del re della sceneggiata” è disponibile dal 5 ottobre.  Il libro, scritto da Riccardo Rosa ed edito da Napoli Monitor Edizioni, ha  copertina timbrata a mano da cyop&kaf.

La Sfida accompagna il lettore tra i ricordi del cantautore Pino Mauro legati fin dai tempi di Villaricca, con il rispetto e le paure nei confronti di don Giovanni, sarto del paese e soprattutto suo padre, che fu capace di parlare al maestro con i silenzi, influenzando le sue passioni, i suoi amori, gioie ed infamità, con le responsabilità anche fuori dal letto del ragazzo, che da Giuseppe Mauriello prese il nome con il quale tutti ora lo riconosciamo. Il libro non è una semplice cronistoria, quasi da leggere d’un fiato, diventa un volo pindarico che ci fa ripercorrere le vicende raccontate dal cantante all’autore del libro. Il testo riesce a farci rivivere i vari periodi che hanno scandito la vita dell’artista attraverso le parti che narrano dei successi condivisi spesso con il suo “rivale” Mario Merola, rintracciabili ad esempio nel paragrafo che prende il titolo di “La cucina di Lucullo – 157, viale dei Platani Licola (Napoli), 1980”.

Merola e Mauro. Mauro e Merola. Le code fuori ai teatri. Dentro, la gente in piedi, sopra le poltroncine. Il ritorno della scenggiata. Il cinema. Le storie di contrabbandoe di motoscafi. Accirele, a chillu ‘nfamone. L’onore da vendicare. Le corna, la moglie infedele e il guappo traditore. Le coltellate. ‘O zappatore e ‘o fuorilegge“.

Molte sono state le storie fatte di amori e passioni, che ne La Sfida fanno emergere un lato di Pino Mauro sicuramente poco conosciuto, anche a chi lo ha seguito fin dai primi successi.

«L’ho presa rossa. Mi piace il rosso». «A me piace il rosso! A te piace il blu». «E questa settimana mi piace il rosso pure a me. Ci sta pure l’accendisigari». «Ti amo». Era sicuro che non la stesse comprando. Non trovava niente di male nel pagare le donne, ma non voleva comprarle” (da “Appartamento in affitto – 158, via Stadera Napoli, 1958”).

Forse la parte che più emerge è sicuramente il legame con il suo pubblico, non all’esclusiva fama, bensì la volontà di portare il popolo a vivere il teatro, come nel racconto de La Sfida dell’incontro con l’attore Gian Maria Volontè. “Penso solo che sia una cosa importante portare la gente al teatro. E quando dico gente intendo il popolo (da “Teatro Verdi – piazza Alfredo Oriani Genova, 1981”).

Parlando con Riccardo Rosa, è stato possibile capire nei dettagli la genesi del libro, dalla voglia di far parlare l’artista a cosa ha ricevuto dall’esperienza acquisita durante gli incontri scanditi settimanalmente, per un lavoro durato un anno.

Riccardo, quando e perché hai preso in considerazione la possibilità di scrivere un libro che “fa parlare” Pino Mauro?

In realtà volevo fargli un’intervista, nell’ambito di alcune ricerche che conduco da anni sulla musica e la città, poi ha iniziato a raccontarmi talmente tante di quelle cose che ho capito che c’era abbastanza materiale per scrivere un libro su tutta la sua vita. La Sfida è organizzata come per capitoli per una profonda scelta narrativa. Ho trovato molto interessante raccontare delle continue ascese e cadute di Pino Mauro, organizzando la pubblicazione come con continui flashback nel tempo e nello spazio.

Quanto della storia narrata è frutto dei racconti del cantante?

La Sfida è quasi tutta frutto di un anno di interviste, fatte una volta a settimana, quindi il materiale era tantissimo, ma la definisco una “biografia romanzata”, nel senso che ci sono anche diversi elementi su cui, partendo dai racconti del cantautore, ho lavorato molto di narrativa.

Leggendo La Sfida e con molta curiosità osservando le molte interviste presenti in rete, ci si accorge che quando parla Pino sembra quasi che il tutto non ha cronologia; è stato difficile riuscire ad organizzare il lavoro di stesura?

La resa, data dalla costruzione di tipo “puzzle”, rispecchia proprio l’attitudine che ha il maestro nel raccontarsi passando da un argomento all’altro, da un decennio all’altro, da un aneddoto all’altro. Più che la stesura forse la fase di interviste non sempre è stata facilissima: da un lato mi piaceva che lui si raccontasse a ruota libera, dall’altro a volte è stato necessario arginarlo per avere un quadro preciso su certe questioni e non fu facile!

Cosa ne pensa il re della sceneggiata de La Sfida?

Per quanto riguarda la reazione, devo dire che è stata entusiasta, anche se è un personaggio un po’ restio ad esprimere certe cose. Però mi ricordo che dopo che lesse la versione definitiva de La Sfida, mi telefonò e subito in maniera entusiasta mi disse col suo vocione, come se fosse una battuta di un suo spettacolo: “Ricca’, e chist’ è ‘nu capolavoro!”.

Frequentando Pino Mauro per un anno, è inevitabile costruire un rapporto forte anche dal punto di vista personale. Ci sono tante cose che non sono entrate nel libro, ma che sul piano privato della vicenda rimarranno parte di me.

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