Le 5 opere dadaiste che non conoscete

opere dadaiste

Le opere dadaiste sono, dalla nascita del movimento del dadaismo o dada, tra quelle più esuberanti, improvvisate, inaspettate e sorprendenti. La stravaganza e l’umorismo che caratterizzano opere d’arte, cinematografia, fotografia e letteratura sono assolutamente riconoscibili per il superamento dei limiti e lo stravolgimento dei canoni artistici, in voga fino ai primi anni del ‘900.

Ecco alcune delle opere dadaiste più famose e importanti, che dovete conoscere.

Opere dadaiste da conoscere

Fontana, Marcel Duchamp (1917)

Forse l’opera più famosa del dadaismo, dell’artista dada più celebre. L’orinatoio che muta funzione, cambia forma, stravolge la propria immagine, fece moltissimo scalpore ai tempi. Ancora oggi se ne parla come una delle grandi provocazioni ai gruppi artistici elitari di quel periodo storico, assieme all’altrettanta famosissima Gioconda coi baffi.

Per fare una poesia dadaista, Tristan Tzara (1918)

Pochi versi che spiegano minuziosamente tutti i passaggi per creare una vera e propria opera letteraria dadaista. Tzara scrisse queste parole scardinando le regole stilistiche poetiche tradizionali, in puro stile dada.

Prendi un giornale

Prendi un paio di forbici.

Scegli nel giornale un articolo della lunghezza che dai al tuo poema.

Ritaglia l’articolo

Subito, ritaglia attentamente ciascuna delle parole che compongono l’articolo e mettile in una borsa.

Agitare delicatamente.

Ora tira fuori ogni taglio uno dopo l’altro.

Copia coscienziosamente

nell’ordine in cui hanno lasciato la borsa.

Il poema ti assomiglierà.

E tu sei uno scrittore infinitamente originale e una sensibilità ammaliante, sebbene frainteso dal volgare.

Merzbau, Kurt Schwitters (1923)

Nonostante Schwitters sia stato un artista indipendente, il quale riprendeva, ma con distacco, elementi dalle avanguardie del tempo, la sua opera più famosa ha molte delle caratteristiche comuni alle opere dadaiste. L’istallazione esagerata e confusionaria è, sostanzialmente, un accumulo di oggetti tra i più disparati e vari, che hanno avuto spazio nella vita dell’artista. Sono oggetti che rappresentano momenti, situazioni, eventi, persone o ricordi che hanno segnato gli anni di Schwitters e che prendono forme spigolose e inusuali, che sfidano i canoni architettonici.

Lacrime di vetro, Man Ray (1932)

In questa fotografia è interessante la contrapposizione tra il volto della donna e le lacrime in vetro, che sembrano cristallizzate una volta solcate le guance del soggetto. La provocazione dell’artista è nell’interpretazione dell’opera, e delle lacrime soprattutto. C’è chi sostiene la scelta del vetro sia simbolo di mancanza di sensibilità, di pura emotività. Come se la donna fingesse di piangere. Altri sostengono sia un modo per cristallizzare, appunto, il simbolo di una forte emozione dolorosa, per sempre.

Entr’acte, René Clair (1924)

Tra le opere dadaiste anche un film d’avanguardia, il cui obiettivo primario era sorprendere con sperimentazioni varie. La pellicola infatti non ha una trama unica e lineare, ma è più l’unione di diverse riprese, appartenenti a contesti e storie completamente differenti tra loro. Ogni storia ha sempre l’intento di provocare, stupire e divertire. Il film si inserisce così tra i principali della storia del cinema.

 

Fonte immagine: Flickr.

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