Le pagine oscure della medicina: 3 casi inquietanti

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La storia della medicina è caratterizzata da capitoli inquietanti e da eventi che, per lo sgomento che provocano, sembrano parte di una narrazione fittizia. Si tratta di esperimenti, test e osservazioni, realizzati sia su uomini che animali, che hanno uno stretto collegamento con il recente avanzamento tecnologico: a partire dalla fine del XIX e l’inizio del XX secolo, le ricerche condotte con metodi orrendi, senza il minimo riguardo per i diritti umani, si sono moltiplicate. In altri casi, le ricerche su farmaci e medicine non sono state supportate in maniera corretta dalla comunità scientifica, poiché venivano realizzati studi di bassa qualità che eclissavano determinate problematiche. Analizziamo tre delle pagine più oscure della medicina.

Caso storico Descrizione della violazione etica
Esperimento di Il’ja Ivanov Tentativo di creare un ibrido uomo-scimmia attraverso l’inseminazione artificiale, sfidando ogni principio etico.
Scandalo della Talidomide Commercializzazione di un farmaco teratogeno per donne incinte a causa di test inadeguati, che causò migliaia di nascite con gravi malformazioni.
Esperimenti di Josef Mengele Esecuzione di torture mediche, operazioni senza anestesia e studi genetici mortali su prigionieri nei campi di concentramento.

Il’ja Ivanovič Ivanov e l’esperimento dell’uomo-scimmia

Il’ja Ivanov fu senza dubbio uno dei più importanti biologi della storia della medicina sovietica. Biologo e zoologo, è ricordato per essere il protagonista di una delle pagine più oscure della medicina: il tentativo di creare un ibrido uomo-scimmia. Dopo aver ibridato con successo il topo e il ratto, la lepre e il coniglio, l’antilope e la mucca, cercò di entrare nella storia attraverso questa avventura molto controversa, mediante inseminazione artificiale. Finanziato dal governo sovietico, negli anni ’20 si recò in Africa occidentale per fecondare scimpanzé femmine con spermatozoi umani: l’esperimento non ebbe successo e nessuno degli esemplari rimase gravido. La parte più cupa di questa storia sta nel fatto che, nonostante l’insuccesso, egli non si arrese e cercò di realizzare l’esperimento inverso: inseminare donne umane con sperma di scimpanzé. Sebbene si fossero presentate almeno 5 volontarie, il progetto, per fortuna, non ebbe mai inizio a causa del suo arresto nel 1930 per motivi politici, essendo caduto in disgrazia durante le purghe staliniane.

La Talidomide: il farmaco e le malformazioni congenite

La Talidomide è un farmaco sviluppato in Germania Ovest negli anni ’50. Nacque come sedativo e anti-nausea, venendo spesso somministrato alle donne in gravidanza per alleviare i sintomi tipici. Purtroppo, non si conosceva il suo devastante rischio teratogeno: le donne trattate con la Talidomide davano alla luce bambini con gravissime alterazioni congenite, in particolare la focomelia, una malformazione severa agli arti. Indicata all’epoca come sicura, la licenza fu acquistata da altri paesi, ma le cose cambiarono presto: nel 1957 si ebbero prove dei primi casi di teratogenicità. I test iniziali su animali non gravidi non avevano mostrato tossicità. Solo nel 1960, test specifici su animali gravidi diedero esito positivo. Fu dimostrato ufficialmente come la Talidomide provocasse lo sviluppo di feti con gravi malformazioni. La nascita di oltre 10.000 bambini malformati a livello mondiale, la negligenza della ricerca e i mancati controlli fanno sì che questo medicinale occupi un posto indelebile nella storia della medicina. Negli Stati Uniti, il disastro fu evitato grazie al rifiuto della Dottoressa Frances Oldham Kelsey della FDA di autorizzare il farmaco, come documentato dalla stessa Food and Drug Administration.

Gli esperimenti di Josef Mengele ad Auschwitz

Parlando di pagine oscure della medicina è impossibile non citare la figura forse più emblematica, il medico tedesco Josef Mengele. Arruolatosi nelle SS, fu ferito durante l’invasione dell’Unione Sovietica. Nel 1943 fu trasferito ad Auschwitz, dove divenne noto come l’Angelo della Morte. All’arrivo dei treni carichi di deportati, con un semplice gesto decideva chi fosse destinato alle camere a gas e chi ai lavori forzati. La sua crudeltà era nota: uccideva prigionieri a calci o a colpi d’arma da fuoco; nel blocco dei bambini, disegnava una linea alta 1,50 m e chi non la raggiungeva era mandato a morire. Come dettagliato dall’Enciclopedia dell’Olocausto dello United States Holocaust Memorial Museum, i suoi esperimenti rappresentano uno dei punti più bassi della storia dell’umanità.

I “bambini di Mengele” e la ricerca sulla razza

Oltre che per sterilizzazioni di massa e mutilazioni non necessarie, gli esperimenti di Mengele sono tristemente noti per essere stati realizzati su bambini con anomalie, definite vite indegne di essere vissute, e soprattutto su gemelli omozigoti. Quelli che furono definiti i “bambini di Mengele” formavano un gruppo di circa 1500 coppie di gemelli che il medico nazista utilizzava come cavie: su di essi veniva apposto un tatuaggio con l’acronimo ZW (Zwillinge, gemello), e venivano realizzati esperimenti di ogni tipo. Questi includevano iniezioni di malattie, trasfusioni incrociate, operazioni senza anestesia e dolorose rimozioni di arti o organi, spesso seguite dall’uccisione per poter eseguire autopsie comparative. Mengele riteneva che i segreti della razza ariana risiedessero nei gemelli e cercava di dimostrare che le malattie come la stomatite gangrenosa (Noma), in realtà causata da malnutrizione, avessero origine genetica. I loro organi venivano inviati all’istituto di Berlino per cercare una differenza biologica tra il sangue ariano e non ariano. La sua totale insensibilità di fronte alla sofferenza e alla morte lo rese il simbolo della perversione della scienza al servizio di un’ideologia disumana.

Fonte immagine per l’articolo “Le pagine oscure della medicina: 3 casi inquietanti”: Wikipedia Commons

Articolo aggiornato il: 16/09/2025

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