Razza pura, cosa si intende e chi sono gli ariani

Razza pura, cosa si intende e chi sono gli ariani

Il termine ariano, quasi sempre, suole essere associato alla figura di Adolf Hitler, cancelliere del Reich dal 1933 e Führer della Germania dal 1934 al 1945. In realtà, l’elaborazione del termine ariano e l’idea dell’esistenza di una razza pura emergono in due momenti storici estremamente lontani e diversi, cosa che ha causato il cambiamento di quello che era il significato originario di questa parola. Vediamo, quindi, come essa si sia evoluta, sino alla sua associazione al concetto -ormai obsoleto- di razza.

Etimologia della parola

L’utilizzo originario del termine ariano deve collocarsi nello studio della lingua, cioè nel campo della linguistica. Precedentemente al XIX Secolo, alcuni studi linguistici sull’origine degli idiomi verificarono una comune discendenza tra le lingue europee e quelle asiatiche, e proprio tale origine venne identificata con una cosiddetta lingua ariana. Perciò, quando si parlava di ariani, prima del XX Secolo, ci si riferiva agli antenati delle popolazioni che abitavano Europa e Asia.

Quando nasce il concetto di razza pura?

Il termine, più precisamente, proviene dal sanscrito Arya che significa di alto rang o nobile ed è proprio da qui che partono le prime elaborazioni filosofiche e scientifiche sull’esistenza di una razza superiore alle altre, la razza ariana. Nel suo “Saggio sulla disuguaglianza delle razze umane” (1850 ca.) il filosofo francese Joseph Arthur de Gobineau affermava che la mescolanza delle razze era la tragedia del genere umano, che si restringeva solo agli europei di pelle chiara, la cui estinzione avrebbe significato la fine della civiltà.

Toccando argomenti di questo tipo, non si può evitare di menzionare la figura distruttiva di Adolf Hitler, che durante la fine degli anni ’30 ha dato inizio al secondo conflitto mondiale, mosso dalle sue teorie sulla razza. Oltre che subire l’influenza del saggio di Gobineau, molti saranno gli spunti presi dalle filosofie di Nietzsche e Schopenhauer. Il primo in modo particolare viene spesso associato alla nascita del nazionalsocialismo, ma in realtà si è poi scoperto che i suoi scritti inediti furono modificati dalla sorella, molto vicina alle idee di Mussolini. La conseguenza devastante di queste pericolose teorie fu un bilancio di circa sei milioni di ebrei morti, di cui almeno un milione erano bambini.

Quindi, cosa si intende per razza pura?

La teoria della razza -che vedeva la supremazia di quella ariana su tutte le altre- riprende molte delle opinioni dei darwinisti sociali tedeschi, entrambe queste correnti di pensiero infatti affermavano che ogni “razza” aveva delle caratteristiche precise che venivano trasmesse geneticamente, così da far passare questa mera ideologia per teoria scientifica. Le caratteristiche non erano solo di natura fisica, ma anche mentale e si ricollegavano ai modi di vivere e di pensare, ovviamente specifici di ogni “razza”.

Di conseguenza, tutti volevano proteggere la propria identità -al tempo sinonimo del concetto di razza- e in modo particolare questo risultava vero per gli ariani ormai considerati la razza pura, e che erano pronti a combattere una guerra, per loro inevitabile data la capacità limitata della terra di ospitare un sempre maggior numero di persone. In tale ottica, gli ariani erano in diritto di esercitare un potere sulle popolazioni inferiori e addirittura di sterminarle per preservare il loro codice genetico puro.

Tutti siamo a conoscenza del fatto che i primi ad entrare nel mirino di Hitler e dei suoi seguaci furono gli ebrei, considerati una razza a sé e accusati dal partito di aver organizzato una cospirazione globale, che aveva causato la difficile situazione economica della Germania durante gli anni della depressione (fine anni ‘20 e inizio anni ‘30), ma più in generale molti sono gli storici che affermano che il disprezzo per gli ebrei non abbia fatto che evolversi durante i secoli, piuttosto che essere una totale “novità”.

L’odio e l’antisemitismo dei nazisti ovviamente non si limitò a segregare e discriminare la popolazione ebraica, ma riguardò più in generale tutti quei gruppi etnici e sociali considerati biologicamente inferiori e quindi relegati ai margini della società, come persone affette da disabilità, persone mentalmente inferme, omosessuali e così via.

Infine, come conseguenza di questa pesante e sofferente pagina della storia del mondo, il concetto di razza in riferimento agli uomini si è ormai estinto e viene visto in maniera negativa, quindi preferendo termini come etnia o ancor meglio popolazioni, andando a cancellare qualsiasi tipo di collegamento tra la genetica umana e le differenze visibili da individuo a individuo, come il colore dei capelli, della pelle o degli occhi.

Infatti, con la scoperta del codice genetico, alcuni studi effettuati negli anni ’70 hanno portato alla conclusione che tutti gli esseri umani sembrino derivare da uno stesso gruppo di antenati comuni, e per questo motivo categorizzare gli uomini in razze diverse è incompatibile con la realtà delle cose e, di conseguenza, affermare l’esistenza di una razza pura non è altro che raccontare bugie.

Fonte immagine di copertina: Pixabay

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