I libri sono considerati degli amici cartacei che permettono di riempire le proprie giornate, immergendosi in realtà diverse da quella in cui si vive abitualmente, con personaggi di varia natura e storie tutte da scoprire, pagina dopo pagina.
I lettori però spesso provano paure incontrollabili o irrazionali, che li portano a preoccuparsi di aspetti di varia natura. Delle vere e proprie sensazioni spiacevoli o fobie che chi legge può provare.
Indice dei contenuti
Le fobie più comuni tra i lettori
| Fobia / Paura | Descrizione |
|---|---|
| Trauma del prestito | Ansia di non ricevere indietro un libro o riceverlo rovinato |
| Sindrome Fahrenheit 451 | Paura catastrofica della distruzione o messa al bando dei libri |
| Abibliofobia | Timore di esaurire le scorte di lettura |
| Danno fisico | Paura di pieghe, macchie o usura della copertina |
Le paure dei lettori: quali sono le più diffuse?
Tra le paure più comuni c’è quella di perdere un libro prestato a qualcuno, il cosiddetto “trauma del prestito”. Il buonsenso dovrebbe garantire la restituzione del libro, ma purtroppo non sempre è così: capita talvolta che un testo non venga restituito al proprietario. In realtà, chi presta un romanzo vive quotidianamente un’altra paura, quella di non poter controllare lo stato del libro. Non averlo con sé, non poterlo toccare, è una sensazione spiacevole che accompagna tantissimi lettori. Dunque, chi dà in prestito un libro sente una paura doppia, che durerà fino all’avvenuta restituzione.
Ogni libro è un pezzetto di vita. Chi legge con fervore e passione lo sa benissimo e quindi, a maggior ragione, le fobie legate ai propri “amici cartacei” sono tante e spesso incontrollabili.
La sindrome da Fahrenheit 451, un’altra fobia molto diffusa, è piuttosto complessa da comprendere, implica la tremenda evenienza nella quale tutti i libri vengano bruciati o comunque distrutti, magari dopo essere stati opportunamente dichiarati proibiti in precedenza. Si tratta di una paura che ha qualcosa di “filosofico”, poiché è collegata ad una visione catastrofica del mondo, in cui tutto si tinge di nero, dove non c’è più alcuna speranza. Tale visione catastrofica è collegata alla cultura intesa come concetto specifico, come ciò che si impara o si conosce già, e tra le tante sfaccettature include anche i libri.
In questo caso si tratta di una paura intensa, che pervade i lettori terrorizzandoli e creando in loro un vero e proprio blocco.

Abiblofobia e la paura di rovinare un libro: una tra le paure più conosciute
I libri esistenti sono tanti e i lettori ne sono consapevoli, eppure provano una paura incondizionata che li porta a temere di non avere più nulla da leggere.
Sembra un paradosso, eppure è una sensazione che molti rivelano di provare. I romanzi a disposizione sono innumerevoli, c’è solo l’imbarazzo della scelta, ma chi legge rapidamente e magari anche più libri contemporaneamente, avverte questa spiacevole sensazione. Come se le librerie improvvisamente si svuotassero, da un giorno all’altro. Tale paura si chiama abibliofobia, termine che descrive l’ansia o il timore di esaurire le proprie scorte di libri, anche se in realtà si tratta più di un’ansia legata al “non avere stimoli” o “non sapere cosa fare“, simile a una forma di noia esistenziale o oziofobia, piuttosto che una fobia clinica dei libri stessi.
Si tratta di un’espressione diffusa tra lettori accaniti per la paura di perdere l’accesso a storie: non è una malattia, ma può rivelare un bisogno di trovare equilibri diversi tra lettura e altre attività.
L’ansia per la conservazione e l’usura
Un’altra paura comune riguarda lo stato di conservazione del libro. Spesso i lettori hanno timore che un volume, non necessariamente da collezione, si possa rovinare. Le pieghe alle pagine, fastidiosissime crepe sulla costina laterale, macchie di caffè o bibite, ingiallimenti dovuti ad umidità o acqua, sono solo alcuni dei problemi in cui potrebbe incorrere un lettore, che comprometterebbero la lettura, rovinandola.
Il timore che i libri si rovinino (macchie, pagine piegate, usura) deriva dall’amore per l’oggetto libro stesso, che è visto come un bene prezioso e un’esperienza da preservare, a volte quasi come un’estensione di sé o dell’autore

È bene ricordare che un libro è qualcosa di vivo e conserva lo spirito dell’autore: tenere i libri bene e ordinati in modo giusto è espressione di rispetto.
Ecco perché le paure legate ai lettori e quindi ai libri sono tante e sempre più diffuse. Ogni lettore è diverso, come è giusto che sia e di conseguenza ciascuno ha i propri timori, razionali e non.
Immagine in evidenza: Pexel
Articolo aggiornato il: 26 Gennaio 2026

