Mary Anning: la cacciatrice di fossili

Mary Anning: la cacciatrice di fossili

Chi era Mary Anning? Nata il 21 maggio 1799 a Lyme Regis, lungo la Jurassic Coast inglese, cresce in un ambiente dove l’osservazione della natura e delle scogliere costituiva parte della quotidianità. Sin da bambina accompagnò il padre, Richard Anning, nella raccolta di “curiosità” fossili vendute ai turisti, senza immaginare che quella pratica familiare si sarebbe trasformata in una carriera straordinaria. Mary Anning è ricordata oggi come una delle figure più importanti nella storia della paleontologia, nonostante durante la sua vita non abbia ricevuto il riconoscimento che meritava. Dopo la morte prematura del padre, Mary Anning e la famiglia continuarono la vendita di fossili come unica fonte di sostentamento. Le coste di Lyme Regis, ricche di depositi giurassici, offrivano un terreno fertile per la ricerca e resti di antiche creature marine. Grazie a un’attenta osservazione e a una determinazione fuori dal comune, Mary sviluppò presto una competenza eccezionale nel riconoscere, estrarre e preservare fossili, spesso in condizioni difficili e pericolose.

Scoperta di Mary Anning esposta a Natural History Museum di Londra, Wikimedia Commons.

Le scoperte di Mary Anning

La svolta avvenne nel 1811, quando Mary Anning, ancora adolescente, contribuì alla scoperta del primo esemplare completo di ittiosauro (Ichthyosaurus). Il reperto destò grande interesse nella comunità scientifica, poiché offriva prove concrete dell’esistenza di creature estinte, un concetto ancora dibattuto all’epoca. Sebbene il fossile fosse attribuito al fratello Joseph, fu Mary a portare avanti il lavoro di estrazione e pulizia, mostrando competenze tecniche superiori a molti naturalisti del tempo. Nel 1823 Mary Anning realizzò un’altra scoperta sensazionale: uno dei primi scheletri completi di plesiosauro (Plesiosaurus dolichodeirus). Questo ritrovamento, inizialmente accolto con scetticismo da alcuni studiosi, divenne presto una delle prove più importanti per comprendere la grande diversità degli animali preistorici. Personaggi influenti come il geologo William Buckland e il naturalista Henry De la Beche riconobbero implicitamente il valore del suo lavoro, utilizzando i suoi reperti per avanzare studi fondamentali sulla storia della Terra.

Un contributo esemplare in un mondo maschile

Nonostante l’enorme impatto delle sue scoperte, Mary Anning visse gran parte della sua vita senza il riconoscimento ufficiale della comunità scientifica. Essere una donna di umili origini nell’Inghilterra dell’Ottocento costituiva un limite significativo: non poteva partecipare a riunioni accademiche né firmare articoli scientifici. Tuttavia, molti paleontologi dell’epoca beneficiarono del suo lavoro, acquistando fossili o consultandola per l’identificazione di esemplari difficili.

Mary Anning e l’uso di tecniche innovative

Riproduzione del giornale personale di Mary Anning, in cui annotava i suoi studi, Dorchester Museum, 2018, Wikimedia Commons, Stronach.

Oltre alle scoperte, Mary Anning fu pioniera nell’uso di tecniche di estrazione più raffinate, capaci di preservare i reperti in condizioni eccellenti. Era anche in grado di distinguere dettagli anatomici che sfuggivano a molti studiosi. Questa padronanza non derivava da studi formali, ma da anni di osservazione diretta e pratica quotidiana.

Quando avviene il riconoscimento dei suoi lavori?

Solo dopo la sua morte, avvenuta nel 1847, la figura di Mary Anning iniziò a ricevere l’attenzione meritata. Nel 1904, la Geological Society of London, che durante la sua vita le aveva negato l’ingresso, la celebrò con un tributo ufficiale. Oggi è considerata una pioniera della paleontologia moderna e il suo nome è spesso associato alla nascita della divulgazione scientifica legata ai fossili. La storia di Mary Anning ha ispirato libri, studi accademici, documentari e persino opere cinematografiche. La sua determinazione nel proseguire la ricerca nonostante le difficoltà economiche, sociali e culturali è divenuta simbolo di tenacia e passione scientifica. Il suo contributo continua a influenzare la paleontologia e la comprensione della storia naturale.

Fonte immagine in evidenza: Wikimedia Commons.

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