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Natale ortodosso

Natale ortodosso: come, quando e perché di un’antica tradizione

Esistono molti modi di festeggiare il Natale nel mondo: scopriamo insieme il Natale ortodosso, quando si festeggia, in quali Paesi e in cosa differisce da quello cattolico

Lo scorso 7 gennaio, come tutti gli anni, è stato celebrato in Medio Oriente e nei Paesi dell’Europa dell’Est di tradizione russa il Natale ortodosso che presenta caratteristiche distinte rispetto al nostro Natale cattolico, a cominciare appunto dalla data. Quest’ultima è dovuta al fatto che le Chiese orientali cattoliche e le Chiese ortodosse seguono il calendario giuliano e non ad una questione “scismatica”, come alcuni erroneamente ritengono.

A tal proposito, l’Archimandrita Christopher Calin, decano della cattedrale ortodossa russa, spiega: “La maggior parte delle chiese ortodosse di tutto il mondo utilizzano il calendario giuliano, creato sotto il regno di Giulio Cesare nel 45 a.C., e non hanno adottato il calendario gregoriano, proposto dal latino papa Gregorio XIII di Roma nel 1582. Anche gli ortodossi festeggiano il Natale il 25 dicembre, ma nel loro calendario questa data corrisponde al “nostro” 7 gennaio, cadendo in ritardo di 13 giorni.

Non tutti i Paesi ortodossi hanno rifiutato di adattarsi al cambiamento però: in Grecia, ad esempio, il giorno del Natale coincide con quello cattolico; in Egitto, i cattolici del Cairo e di Alessandria, con le rispettive province, celebrano la nascita di Gesù come noi il 25 dicembre.

Natale ortodosso: come si festeggia?

Oltre alla differenza del calendario, le due Chiese si distinguono tra loro anche per altre caratteristiche. La Vigilia di Natale cristiana prevede festeggiamenti in compagnia di familiari e amici dalla sera fino alla mezzanotte del 25 dicembre, tutti si riuniscono a tavola tra cene pantagrueliche e giochi da tavola. Gli ortodossi fanno esattamente il contrario, osservando un periodo di quaranta giorni di digiuno e preghiera prima della vigilia. Un digiuno però non totale (è consentito infatti il consumo di pesce il mercoledì ed il venerdì), ma che nel giorno della vigilia diventa rigidissimo e prevede solo il consumo di cibo “socivo” ovvero grano lesso e frutta. Questo periodo di Avvento si conclude in chiesa al tramonto con la solenne Messa di Mezzanotte, dove al termine della preghiera i fedeli intonano l’inno di Natale ed al centro della chiesa viene portata l’icona della festività: una candela accesa che simboleggia la Stella Cometa. Infatti, a differenza dalla Chiesa cattolica, dove la nascita di Cristo è rappresentata dal presepe, il simbolo del Natale ortodosso è la candela.

L’albero di Natale invece sembra essere una tradizione comune, ma ogni Paese ha le proprie tradizioni: ad esempio, in Grecia non arriva Babbo Natale a portare i doni ai bambini, ma San Basilio il 1° gennaio; in Bulgaria i fedeli bruciano un tronco di legno durante la notte della vigilia (le scintille simboleggiano la prosperità dell’ anno nuovo) e alla fine del pranzo non sparecchiano il tavolo, per lasciare gli avanzi per i cari defunti; durante il cenone della vigilia in Russia si consumano il miele e l’aglio, che simboleggiano la dolcezza e l’amarezza della vita.

Fonte immagine: http://www.natale360.com/religioni/Natale_ortodosso.htm

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