Piante carnivore: caratteristiche e curiosità

Le piante carnivore sono piante che, per sopravvivere, si nutrono di insetti e piccoli animali. Esse hanno sviluppato meccanismi sofisticati per attirare, intrappolare e digerire le loro prede. Le piante carnivore più comuni appartengono alla famiglia delle Droseraceae, Nepenthaceae e Sarraceniaceae.

Le piante carnivore sono piante che, per sopravvivere, si nutrono di insetti e piccoli animali. Durante la loro evoluzione, queste piante hanno sviluppato meccanismi sofisticati per attirare, intrappolare e digerire le loro prede. Ma come funzionano nello specifico questi meccanismi? E quali sono le piante carnivore più comuni? 

Come attirano le piante carnivore le loro prede?

Le piante carnivore attirano le loro prede con una serie di escamotage. Ad esempio, alcune di esse hanno fiori colorati e profumati per attirare insetti impollinatori, altre hanno foglie con forme e colori che assomigliano a insetti o a foglie morte, per ingannare le prede. Inoltre, molte piante carnivore producono enzimi digestivi che attirano gli insetti con il loro odore, un po’ come fanno i feromoni con alcune specie animale, il cui rilascio determina reazioni comportamentali diverse in base al tipo di feromone liberato: alcuni, ad esempio, vengono secreti con lo scopo di marcare il territorio, altri per comunicare la presenza di cibo ed altri ancora come richiamo sessuale.

Quali sono le piante carnivore più comuni?

Tra le piante carnivore più comuni troviamo la Venus Flytrap, la Pitcher Plant e la Sundew.

La Venus Flytrap (Venere acchiappamosche) è forse la pianta carnivora più nota. Ha foglie modificate in forma di trappola a molla, con peli sensibili lungo i bordi. Quando un insetto entra nella trappola, i peli sensibili vengono toccati e la foglia si chiude, intrappolando la preda senza lasciargli scampo.

La Pitcher Plant (Sarracenia) è una pianta carnivora che cresce in ambienti umidi e paludosi. Ha foglie modificate a forma di ciotola, riempite di liquido digestivo. Gli insetti che cadono nella ciotola vengono intrappolati e digeriti dalla pianta.

La Sundew (Drosera) è una pianta carnivora dalle foglie carnose ricoperte di peli ghiacciati. Gli insetti che si posano sui peli vengono intrappolati e digeriti dalla pianta.

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Tipologie di trappole utilizzate

Le tre principali tecniche di cui le piante carnivore fanno uso sono: le trappole a scatto, le trappole adesive e le trappole a pozzo. Vediamone il funzionamento:

Le trappole a scatto, come quella della Venus Flytrap, sono formate da foglie modificate che si chiudono rapidamente quando un insetto o un piccolo animale entra in contatto con i peli sensibili all’interno della trappola. Una volta chiusa, la trappola è in grado di digerire la preda.

Le trappole adesive, come quelle della Sundew, sono formate da foglie ricoperte di una mucillaggine collosa che intrappola gli insetti. Gli insetti si attaccano alla mucillaggine e non riescono più a liberarsi, permettendo alla pianta di digerirli.

Le trappole a pozzo, come quella della Pitcher Plant, sono formate da foglie modificate che creano un pozzo pieno di liquido zuccherino attraente per gli insetti. Gli insetti che entrano nel pozzo non riescono a salire nuovamente e vengono digeriti dalla pianta.

Oltre a questi tre tipi di trappola, che rappresentano la tipologia di trappola più comune, le piante carnivore adottano anche:
Le trappole a nassa, che hanno una struttura a forma di tazza o vaso, chiamata nassa (da qui quindi il nome), rivestita da una secrezione viscosa che attira gli insetti. Una volta che l’insetto entra nella nassa, le pareti si inclinano verso l’interno e l’insetto viene intrappolato e digerito. Alcune piante con trappole a nassa sono la Nepenthes e la Heliamphora.

Le trappole ad aspirazione che sono costituite da una struttura a forma di tazza o vaso, chiamato laminatoio, che ha un’apertura stretta. L’insetto viene attirato dalla secrezione viscosa all’interno del laminatoio. Una volta all’interno, le pareti del laminatoio si gonfiano come un palloncino, creando una forte aspirazione che trascina l’insetto verso l’interno dove viene digerito. Tra le piante con trappole ad aspirazione troviamo la Genlisea e la Utricularia.

Piante carnivore “da appartamento”

Cosa significa piante carnivore da appartamento? Ebbene esistono delle specie di piante carnivore che sono estremamente facili da coltivare tanto da poterlo fare direttamente nella propria casa, tra cui la Dionaea muscipula, che richiede sole diretto per alcune ore al giorno, e molte specie del genere Drosera, la Sarracenia rosea, il Cephalotus follicularis e la Nepenthes truncata. Quest’ultima e le altre specie del genere Nepenthes consumano molta acqua e richiedono che le loro trappole a forma di ampolla siano sempre riempite di acqua. In generale però, chiunque decida di voler coltivare piante carnivore in casa, deve tenere a mente 6 passaggi fondamentali, che sono utili in generale per qualsiasi pianta:

  1. Acqua: le piante carnivore richiedono acqua dolce povera di minerali, come l’acqua piovana non contaminata. È importante raccogliere l’acqua in contenitori di plastica e non metallici e evitare l’utilizzo di acque imbottigliate o distillate.

  2. Umidità: le piante carnivore vivono in ambienti umidi e paludosi in natura. Per ricreare queste condizioni in casa, è consigliato raggruppare varie piante in un sottovaso e irrigare in modo da mantenere due dita d’acqua alla base delle piante. È possibile anche vaporizzare le piante, ma evitare di farlo direttamente sul fogliame.

  3. Luce: le piante carnivore richiedono un ambiente soleggiato per almeno 12 ore al giorno. Molte specie apprezzano la luce diretta, mentre altre preferiscono una luminosità diffusa.

  4. Terra: le piante carnivore preferiscono un terreno povero e ben drenante. Per questo è possibile utilizzare un mix di torba, sfagno e sabbia.

  5. Nutrimento: le piante carnivore catturano gli insetti per nutrirsi. È utile aiutare le piante fornendo loro insetti catturati (non molto semplice come pratica), ma evitare di somministrare piccoli pezzi di carne che non gioverebbero alla pianta in alcun modo (carnivore sì, ma fino ad un certo punto). 

  6. Potatura: alcune specie di piante carnivore, come la Dionaea muscipula, hanno un periodo di quiescenza in cui la pianta ha un aspetto poco vigoroso. Durante questo periodo, è possibile tagliare le foglie secche o malate per stimolare la crescita.

Quanto dura una pianta carnivora?

La durata di una pianta carnivora dipende dalla specie. Ad esempio, la Venus Flytrap ha una vita media di 3-5 anni, mentre la Pitcher Plant può vivere fino a 20 anni. Ma in generale, se tenete alla sopravvivenza delle vostre piccole piante carnivore domestiche, è importante seguire le istruzioni di cura specifiche per ogni specie per garantire la loro sopravvivenza a lungo termine.

Come si riproducono?

Altro importante interrogativo che può nascere riguarda la loro riproduzione, vediamolo più nello specifico:

  • Le piante carnivore possono riprodursi sia sessualmente che asessualmente.
  • La riproduzione asessuata avviene tramite la produzione di gemme o la divisione dei rizomi.
  • La riproduzione sessuata avviene tramite la formazione di fiori, che una volta fecondati daranno origine ai semi. Alcune specie sono ermafrodite, altre dioiche.
  • Alcune specie possono autofecondarsi, ma nella maggior parte delle piante è impedito da meccanismi diversi.
  • Le piante carnivore hanno sviluppato meccanismi per evitare l’uccisione degli impollinatori.
  • Nelle Sarracenie e Dionaea il fiore si sviluppa prima della produzione di nuovi ascidi o si trova all’apice di un lungo stelo che lo allontana dalle trappole.
  • Altre piante producono fiori con colori o profumi attrattivi per insetti di dimensioni tali da non poter essere catturati.

Nota bene: in natura esistono delle piante che vengono classificate come piante semi-carnivore. Sono quelle piante che, pur essendo principalmente erbacee, hanno sviluppato alcune caratteristiche che le rendono in grado di catturare e digerire piccoli animali, come insetti o piccoli invertebrati. Queste caratteristiche possono includere trappole per insetti, come le foglie adescanti o le trappole per braccia presenti in alcune specie di Dionaea o Nepenthes, o la capacità di digerire gli animali catturati con l’aiuto di enzimi. Le piante semi-carnivore sono comuni in ambienti con scarsa disponibilità di nutrienti, come le paludi o le zone desertiche.

 

Cosa dare da mangiare a una pianta carnivora?

Le piante carnivore, come già spiegato in precedenza, si nutrono principalmente di insetti e piccoli animali. È importante non nutrirle con cibo umano o vegetale, in quanto potrebbe causare loro danni irreparabili. Si può dare loro insetti vivi o congelati, come moscerini, mosche o grilli. È anche possibile utilizzare insetti secchi, ma è importante assicurarsi che siano privi di pesticidi.

Quante volte si innaffia una pianta carnivora?

La frequenza di innaffiatura dipende dalla specie e dalla stagione. In generale, le piante carnivore richiedono un’umidità elevata per prosperare. Durante i mesi estivi, è importante innaffiare regolarmente per mantenere il terreno umido, mentre durante i mesi invernali, è importante evitare di innaffiare troppo, in quanto questo può causare marciume radicale.

5 curiosità sulle piante carnivore:

  1. Alcune piante carnivore possono muoversi per catturare le loro prede.
  2. La digestione nelle piante carnivore può durare fino a una settimana.
  3. Le piante carnivore possono crescere anche in ambienti estremi come lande bruciate e paludi.
  4. Le piante carnivore possono essere utilizzate per controllare i parassiti in agricoltura.
  5. Le piante carnivore possono essere ibridate tra diverse specie per creare nuove varietà.

Le 5 specie più letali di piante carnivore:

  1. Nepenthes rajah: è una pianta carnivora appartenente al genere Nepenthes, originaria dell’isola di Borneo (in Asia). La sua trappola, chiamata “pitcher”, può raggiungere dimensioni impressionanti, fino a 30 cm di lunghezza, e può contenere fino a 2 litri di liquido. La sua capacità di cattura è tra le più potenti tra le piante carnivore, in grado di intrappolare e digerire insetti e anche piccoli animali come topi, e per questo è ritenuta una delle più pericolose e letali.

  2. Drosera regia: è una pianta carnivora appartenente al genere Drosera, originaria delle regioni tropicali del Sud America. Ha lunghi tentacoli coperti di peli sensibili che catturano gli insetti che si posano su di essi. Una volta intrappolato, l’insetto viene digerito dalla pianta.

  3. Sarracenia leucophylla: è una pianta carnivora appartenente al genere Sarracenia, originaria delle regioni del sud degli Stati Uniti. La sua trappola è costituita da un’infiorescenza a forma di tromba, che può raggiungere i 60 cm di altezza, e funge da contenitore per l’acqua e gli insetti.

  4. Dionaea muscipula: è una pianta carnivora appartenente al genere Dionaea, originaria delle paludi delle zone costiere del Nord e del Sud Carolina. La sua trappola è costituita da due foglie modificate che si chiudono rapidamente quando entra in contatto con un insetto o un piccolo animale.

  5. Utricularia gibba: è una pianta carnivora appartenente al genere Utricularia, originaria dei tropici e dei subtropici di tutto il mondo. Ha piccole trappole a forma di sacchetto che catturano gli insetti e i piccoli animali acquatici.

Nel cinema e nella letteratura

Le piante carnivore hanno da sempre rappresentato una fonte di ispirazione per scrittori di romanzi d’avventura, horror e simili, in particolare quelli ambientati in luoghi esotici. Spesso vengono descritte come pericolose per l’uomo e dotate di tentacoli in grado di intrappolare le prede. Questi racconti possono essere basati su presunti fatti di cronaca, come quello riportato nel 1920 da “The American Weekly” secondo cui una pianta carnivora avrebbe divorato una ragazza in Madagascar nel 1878. Da questi miti derivano anche altre famose “piante assassine”, come i trifidi del romanzo di fantascienza “Il giorno dei trifidi” di John Wyndham. In questo libro le piante sono descritte come capaci di muoversi da sole e uccidere le vittime con una coda velenosa simile a quella di uno scorpione. Nel romanzo non è chiaro se le piante siano intelligenti o meno. Nel cinema, un esempio recente di pianta carnivora è quella dall’appetito insaziabile della commedia horror “La piccola bottega degli orrori” del 1960. Nel complesso, le piante carnivore hanno rappresentato una fonte di ispirazione per scrittori e registi, creando una vasta gamma di racconti che vanno dalla fantascienza al fantasy, dall’horror alla commedia.

E nei videogiochi?

Le piante carnivore sono state utilizzate come elementi tematici e come nemici in vari videogiochi. Ad esempio, nel famoso gioco “Plants vs. Zombies” il giocatore deve difendere la propria casa da un’invasione di zombi usando varie piante carnivore come armi. In alcuni giochi di ruolo, come “Final Fantasy VI” e “World of Warcraft” esistono creature chiamate mandragore, ispirate alle piante carnivore, che vengono utilizzate come nemici. Anche in altri giochi come “The Legend of Zelda: A Link to the Past” e “Super Mario Bros.” appaiono alcune piante carnivore come nemici. Inoltre, nella serie di giochi di avventura “Uncharted” la pianta carnivora chiamata “El Dorado” è un elemento centrale della trama.
In generale possiamo dire che le piante carnivore vengono utilizzate come elemento tematico per creare un’atmosfera inquietante e minacciosa e come nemici in molti generi diversi di videogiochi, film o serie tv.

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