Poesie sulla notte: 6 tra le più belle

bellissime poesie sulla notte

Tanti spiriti poetici di tutte le epoche sono rimasti incantati dalla magia della notte e le hanno dedicato odi e sonetti. Ma cosa rappresenta la notte in poesia? Non esiste una risposta unica. Per alcuni è una consolatrice materna, per altri un portale verso il sogno e l’ignoto; per altri ancora, lo scenario di una passione travolgente o di un’attesa infinita. In questa raccolta, dopo aver visto le frasi della buonanotte, proponiamo alcune tra le più belle e sempre attuali poesie sulla notte, ognuna con un’interpretazione diversa.

La Notte in Poesia: Diverse Interpretazioni

Autore Poesia La Notte come…
Fernando Pessoa Ode alla notte Regina consolatrice e materna che annulla le differenze.
Hermann Hesse Canzone d’amore Rifugio dorato per il sogno e il ricordo dell’amore perduto.
Anne Brontë Notte Portale magico per ricongiungersi con i propri cari defunti.
Nazim Hikmet Nelle mie braccia tutta nuda Contenitore della passione che fonde i corpi con la città.
Alda Merini Ci sono notti che non accadono mai Spazio dell’attesa infinita e del desiderio inespresso.
Boris Pasternak Notte bianca Atmosfera sognante e romantica che incornicia l’amore.

Ode alla notte di Fernando Pessoa

In questo estratto, Pessoa descrive la notte attraverso una potente personificazione: essa è una regina solenne e premurosa. Il poeta le chiede di venire per eliminare le sofferenze e le disuguaglianze visibili di giorno. La notte diventa così lo spazio del sogno, dove ogni cosa si placa e si uniforma.

“Vieni, Notte antichissima e identica,
Notte Regina nata detronizzata,
[…]
Vieni e cullaci,
vieni e consolaci,
baciaci silenziosamente sulla fronte,
[…]
Tutti i suoni suonano in un altro modo quando tu giungi
Quando tu entri ogni voce si abbassa
Nessuno ti vede entrare.”

Canzone d’amore di Hermann Hesse

Anche Hesse trova conforto nella notte per consolarsi da una malinconia amorosa. Per lui, la notte è un rifugio, un momento più prezioso del sole in cui può sognare un’amante passata. È il tempo della nostalgia e del ricordo dolceamaro.

“Per dire cos’ hai fatto
di me, non ho parole.
cerco solo la notte
fuggo davanti al sole.
[…]
Sogno le dolci cose,
che il tuo sguardo annunciava,
remoto paradiso
di canti risuonava.”

Notte di Anne Brontë

La più giovane delle sorelle Brontë descrive la notte come un tempo liberatorio, un portale che permette un contatto tra vita e morte. Nel silenzio notturno, il sogno può riportare in vita la persona amata e defunta, trasformando la solitudine in un momento di grata speranza.

“Amo l’ora silente della notte,
perché un sogno felice nasce allora,
rivelando alla mia vista incantata
ciò che il mio occhio sveglio non adora.
[…]
Fredda Giace da anni nella tomba
La creatura che amavo contemplare;
soltanto il sogno, a notte, come viva
può farla dolcemente ritornare.”

Nelle mie braccia tutta nuda di Nazim Hikmet

In una delle poesie più passionali, Nazim Hikmet descrive una notte in cui i confini si fondono. Il corpo della donna amata, la città e la notte stessa diventano una cosa sola, un’esperienza totalizzante in cui l’io del poeta si espande fino a perdersi.

“Nelle mie braccia tutta nuda
la città la sera e tu
[…]
Dove finisce la notte
dove comincia la città?
Dove finisce la città dove cominci tu?
Dove comincio e finisco io stesso?”

Ci sono notti che non accadono mai di Alda Merini

La celebre Alda Merini rappresenta la notte come lo spazio di un’attesa infinita. Sono le notti del desiderio, quelle che si immaginano ma non si realizzano mai, un limbo di speranze e delusioni in cui il dolore sembra più vasto.

“Ci sono notti
che non accadono mai
e tu le cerchi
muovendo le labbra.
[…]
o nella brama
d’essere immortale
per vivere infinite
attese di notti
che non accadono mai.”

Notte bianca di Boris Pasternak

Infine, Pasternak ci regala un sogno russo primaverile. La notte qui è un’atmosfera unica e romantica, ispirata alle famose notti bianche di San Pietroburgo. È una cornice sognante per sospiri d’amore, dove la natura e i sentimenti si intrecciano in una visione quasi magica.

“Un’epoca lontana in sogno mi riappare,
la casa nel quartiere Pietroburgo.
[…]
In questa notte bianca noi due insieme,
rincantucciati sul tuo davanzale,
guardiamo giù da questo grattacielo.
[…]
E, come fantasmi, gli alberi
si riversano bianchi in folla sulla strada,
facendo come cenni d’addio
alla notte bianca che cosí tanto ha visto.”

Immagine di copertina: Pixabay

Articolo aggiornato il: 31/08/2025

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