Quando è arrivata la tv a colori in Italia?

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Quando è arrivata la tv a colori in Italia? Scopriamolo insieme

Correva l’anno 1977. Era il 1° febbraio e per la prima volta in Italia debuttava la televisione a colori, con i programmi trasmessi secondo la nuova cromatura data dal sistema tedesco PAL. Dopo il periodo di sperimentazione durante i XXI Giochi Olimpici, la RAI comunicava alla nazione il passaggio ufficiale alla televisione a colori con lo storico annuncio di Maria Grazia Picchetti.

Oggi guardare film, documentari, serie tv e fiction a colori rappresenta la nostra realtà quotidiana, una componente della nostra esistenza che si dà quasi per scontata. Tuttavia, leggendo la data che segna quando è arrivata la tv a colori in Italia si percepisce quanto, per coloro i quali hanno vissuto quel cambiamento rivoluzionario, possa essere stato un evento emozionante e sorprendente. Da quel momento i colori che ognuno vedeva intorno a sé avrebbero tinto anche le immagini proiettate nella “scatola magica” della televisione. Già con la tv in bianco e nero gli esseri umani hanno accolto nelle proprie case una vera e propria finestra sul mondo esterno dalle infinite possibilità. In qualsiasi istante e stando comodamente seduti sul proprio divano, si poteva interagire con un mezzo che aveva la capacità e il potere di raccontare la realtà quotidiana, di far sognare, di far commuovere e divertire. Ma con la televisione a colori il fascino del teleschermo è stato amplificato, rendendo tutto ciò che veniva trasmesso sempre più realistico e portando questo strumento di intrattenimento ad essere ancora attualmente il più amato in Italia e nel mondo, nonostante la dilagante e inarrestabile diffusione della tecnologia e dei dispositivi digitali più avanzati. Bisogna però fare un passo indietro per comprendere quali fasi hanno condotto a questo giorno così importante per noi italiani.

Quando è arrivata la tv a colori in Italia? Un ritardo di vent’anni

In effetti, un altro elemento che stupisce nella data di quando è arrivata la tv a colori in Italia è sicuramente quanto questa data non sia poi così lontana nel tempo: appena quarantacinque anni fa. Negli Stati Uniti l’innovazione della tv a colori era giunta addirittura vent’anni prima, con le prime trasmissioni regolari iniziate a partire dal 1954. Ma non era l’unica nazione in quel momento ad essere molti passi avanti rispetto al nostro paese: in Francia, Germania e Regno Unito la novità del colore in tv era arrivata nel 1967. In Svizzera, anche quella italiana, nel 1968. Un ritardo che sicuramente influì negativamente sulla parità culturale dell’Italia rispetto agli altri paesi del mondo, oltre a causare un rallentamento nello sviluppo dell’industria radiotelevisiva italiana. In realtà, tra gli anni Sessanta e Settanta, la RAI aveva avviato varie sperimentazioni e test per eliminare il bianco e nero dagli schermi televisivi, trasmettendo inizialmente immagini o filmati accompagnati da musica classica: ad esempio, un filmato che rappresentava alcune persone in visita allo zoo e in sottofondo “La gazza ladra” di Rossini. Dunque, da cosa era causata questa lunga attesa?

Dieci anni di dibattiti e rinvii

Vari motivi tecnici e politici avevano indotto un continuo rimandare e discutere riguardo l’inaugurazione della nuova programmazione a colori. All’inizio si dibatteva sul sistema da adottare: si doveva decidere tra il SÉCAM francese o il PAL tedesco. In seguito, in una fase di gravi difficoltà economiche, molti sindacalisti e uomini politici, tra cui il senatore repubblicano Ugo La Malfa, temevano che l’introduzione della tv a colori avrebbe accresciuto il rischio di aumento dell’inflazione e del consumismo. Nel 1975 il governo optò definitivamente per il PAL e, nel 1976, iniziarono i primi esperimenti con la trasmissione a colori delle gare delle Olimpiadi in Canada. Tuttavia, una nuova polemica allontanò nuovamente la data di arrivo della tv a colori in Italia. Questa volta al centro della discussione c’era la presunta pericolosità delle radiazioni emesse dalle tv a colori, pericolosità presto smentita dalle indagini condotte su diversi modelli di televisione. C’è inoltre da aggiungere che quando è arrivata la tv a colori in Italia, nel 1977, il costo di quest’ultima era molto elevato e non tutte le famiglie potevano permettersi l’acquisto di un apparecchio televisivo di ultima generazione. Così, come era avvenuto con l’arrivo della televisione in bianco e nero, sempre più spesso più nuclei familiari, vicini di casa e amici si riunivano in casa di chi possedeva una televisione per godersi i propri programmi preferiti.

Un simbolo di coesione sociale

Quindi quello che potrebbe essere annoverato tra i grandi ritardi dell’Italia nella storia ha in realtà un lato positivo di notevole rilevanza. Anche se quando è arrivata la tv a colori in Italia quest’ultima era un bene di lusso per pochi, questa stessa circostanza che si connoterebbe come segno di arretratezza del nostro paese ha determinato anche la possibilità di tanti momenti di aggregazione e coesione sociale tra le persone, di tante occasioni di ritrovo e di condivisione di tutte le generazioni di una o più famiglie che avevano in comune il desiderio di sognare e immergersi completamente nella magia che avveniva dietro lo schermo televisivo. Inoltre, l’arrivo della tv a colori ha dato un nuovo slancio anche ai palinsesti televisivi e ha fornito nuove idee e creatività per programmi sempre più di grande intrattenimento e spettacolo. Certo, negli anni Settanta il vecchio monoscopio che segnalava l’interruzione momentanea delle messe in onda occupava ancora lo schermo televisivo per gran parte del giorno: i programmi si concentravano tra le 17:00 e le 24:00 circa, salvo il telegiornale delle ore 13:30, mentre oggi la televisione trasmette ad ogni ora del giorno e della notte. C’erano, inoltre, ancora pochi programmi a differenza di quanto accade ai giorni nostri, in un’epoca in cui abbiamo a disposizione una lista infinita di canali e programmi di ogni genere, per tutte le fasce d’età e per ogni ambito di interesse.

Dagli anni Settanta ad oggi

Eppure, allora, la televisione davvero teneva incollata a sé tutta la popolazione italiana e gli individui di tutte le età, bambini, adulti, anziani. Erano tutti entusiasti di ogni novità, le ingenue gag dei comici di allora provocavano un autentico divertimento, il varietà e i primi telefilm entravano nel cuore di tutti ed erano molto seguiti.  Oggi forse la tv sta perdendo il fascino e l’importanza di un tempo, viene sempre più snobbata soprattutto dai più giovani a favore dei social network e se cerca di raggiungere anche i gusti del pubblico dei più piccoli lo fa con programmi molto spesso diseducativi e per niente formativi, i cosiddetti “programmi spazzatura”. A breve assisteremo ad un nuovo balzo in avanti nel campo della televisione digitale, poiché dall’8 marzo 2022 tutti i canali nazionali saranno trasmessi con un segnale in alta definizione. Sarà sicuramente l’inizio di una nuova epoca della televisione italiana proprio com’è accaduto nel 1977 con la tv a colori. Ma, aldilà di qualsiasi innovazione tecnologica, quello che è certo è che la televisione resterà sempre un portale per raggiungere tutto il mondo e la realtà di ogni tempo ed epoca con un semplice tasto del telecomando (anch’esso inventato, caso vuole, nel 1977). Bisogna solo fare più attenzione a come riempiamo questa “scatola magica”, e renderla di nuovo strumento di felicità, intrattenimento e istruzione riportando in essa i colori della verità.

Fonte immagine: Pixabay

 

A proposito di Rosaria Cozzolino

Sono nata il 13 marzo 1998 a Pollena Trocchia (NA). Fin dall’infanzia ho sempre cercato nuovi modi per esprimere la mia creatività e il mondo delle arti mi ha sempre affascinata e attratta. Ho frequentato per quattordici anni la scuola di danza classica e contemporanea “Percorsi di Danza” di Angelo Parisi, per poi abbracciare un’altra mia grande passione, il teatro, entrando nell’ “Accademia Vesuviana del Teatro e del Cinema” di Gianni Sallustro. La letteratura e la cultura umanistica in tutte le sue sfaccettature sono da sempre il faro costante della mia vita e ho deciso di assecondare questa mia vocazione frequentando il liceo classico Vittorio Imbriani di Pomigliano D’Arco (NA). Nel 2017 mi sono iscritta alla facoltà di Lettere Moderne presso l’università Federico II (NA) e ho conseguito la laurea nel luglio 2021 con una tesi in Letterature Moderne Comparate. Al momento sono specializzanda in Filologia Moderna sempre presso la Federico II e continuo a coltivare tanti interessi: la lettura, il cinema, le serie tv, il teatro, l’arte ma anche i viaggi e la scoperta di posti nuovi. Credo fermamente che la cultura sia il nutrimento migliore per l’anima ed è quello che vorrei trasmettere con la scrittura.

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