Ramadan: cos’è, regole, significato e la festa di Eid al-Fitr

Ramadan

Il Ramadan è il nono mese del calendario lunare islamico, un periodo di digiuno, preghiera e riflessione osservato dai musulmani in tutto il mondo. Considerato uno dei pilastri della religione islamica, il digiuno (sawm) è un obbligo religioso per i fedeli adulti e sani, e rappresenta un momento di purificazione spirituale, autodisciplina e avvicinamento a Dio (Allah).

Le regole del digiuno: cosa è permesso e cosa è vietato

Cosa è vietato (dall’alba al tramonto) Cosa è incoraggiato (durante tutto il mese)
Mangiare, bere qualsiasi liquido (inclusa l’acqua), fumare e avere rapporti sessuali. Pregare, leggere il Corano, compiere atti di carità (Zakat), praticare l’autocontrollo e la pazienza.
Avere comportamenti negativi come mentire, bestemmiare, litigare o sparlare degli altri. Rafforzare i legami con la comunità e la famiglia, condividendo il pasto serale (iftar).

Significato e origini del Ramadan

Il Ramadan è il mese più sacro perché, secondo la teologia islamica, in questo periodo l’arcangelo Gabriele rivelò i primi versetti del Corano, il libro sacro dell’Islam, al profeta Maometto. Essendo basato sul calendario lunare islamico, la sua data varia ogni anno rispetto al calendario gregoriano. Il digiuno praticato durante questo mese è uno dei cinque pilastri dell’Islam, ovvero i doveri fondamentali di ogni musulmano, come definito dalla dottrina seguita da istituzioni come il Centro Islamico Culturale d’Italia.

La pratica quotidiana del digiuno

La giornata di digiuno inizia prima delle prime luci dell’alba con un pasto chiamato suhoor, che deve fornire l’energia per affrontare la giornata. Al calar del sole, il digiuno viene interrotto con il pasto serale, l’iftar. Seguendo l’esempio del profeta Maometto, è tradizione rompere il digiuno mangiando datteri e bevendo acqua. Questa pratica, come altre regole alimentari, ha radici profonde nella tradizione. L’iftar è un momento di grande convivialità, spesso condiviso con famiglia e amici. Oltre all’astensione fisica, il digiuno è un esercizio di autocontrollo (*taqwa*) e purificazione, che richiede di evitare specifici comportamenti durante il Ramadan.

Chi è esentato dal digiuno del Ramadan?

Il digiuno è un obbligo solo per chi è in grado di sostenerlo senza rischi per la salute. Sono esentati:

  • Bambini che non hanno raggiunto la pubertà.
  • Anziani e persone affette da malattie croniche.
  • Donne in gravidanza, che allattano o durante il ciclo mestruale.
  • Persone in viaggio su lunghe distanze.

Chi rientra in queste categorie può recuperare i giorni di digiuno persi in un altro momento dell’anno o, se impossibilitato, compensare attraverso un atto di carità (*fidyah*), come nutrire una persona bisognosa.

Laylat al-Qadr: la Notte del Destino

All’interno del Ramadan si celebra Laylat al-Qadr (“la Notte del Destino”), considerata la notte più sacra dell’anno. Commemora il momento esatto in cui il Corano fu rivelato a Maometto. Sebbene la data non sia certa, si ritiene che cada in una delle notti dispari degli ultimi dieci giorni del mese. Durante questa notte, i musulmani si dedicano intensamente alla preghiera e alla riflessione, poiché si crede che le preghiere elevate in questa occasione abbiano un valore immenso.

Eid al-Fitr: la festa di fine Ramadan

Il mese di Ramadan si conclude con Eid al-Fitr, la “festa della rottura del digiuno”. Questa celebrazione, che può durare fino a tre giorni, inizia con una preghiera comunitaria speciale al mattino. È un momento di gioia, gratitudine e perdono. Le famiglie si riuniscono per banchetti, si scambiano doni, indossano abiti nuovi e fanno visita a parenti e amici. Prima della preghiera dell’Eid, i musulmani sono tenuti a versare una speciale elemosina, la Zakat al-Fitr, per assicurarsi che anche i più poveri possano festeggiare. L’augurio tradizionale scambiato in questa occasione è “Eid Mubarak“, che significa “Buona festa benedetta”.

Articolo aggiornato il: 12/10/2025

 

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A proposito di Nadia

23 anni passati con la testa fra le nuvole, di cui 3 come studentessa di Mediazione linguistica e culturale, e se ne prospettano altri facendo le cose che più amo: scrivere, fotografare, viaggiare, sognare.

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