Scusarsi in giapponese: più di 4 modi diversi

Scusarsi in giapponese: più di 4 modi diversi

In questa guida vedremo vari modi per scusarsi in giapponese e alcune loro declinazioni. Come si sa, il giapponese è una lingua con numerosi strati di formalità, capire quale forma usare non è sempre intuitivo. 

Le principali espressioni per chiedere scusa

Espressione Pronuncia Livello di formalità e uso
すみません Sumimasen Standard/Formale (versatile)
ごめんなさい Gomennasai Medio/Personale (amici/famiglia)
失礼します Shitsureishimasu Semi-formale (etichetta sociale)
申し訳ありません Moushiwake arimasen Molto formale (business/lavoro)

Scusarsi in giapponese con Sumimasen

Questa è la forma più comune e generale per le scuse. Sumimasen è una spiaggia sicura, con cui si è sicuri di non sbagliare. Si usa in molte occasioni: quando ci si scontra per errore con uno sconosciuto, quando si chiedono delucidazioni a una spiegazione poco chiara, quando ci si dimentica di levarsi le scarpe prima di entrare in casa. Si può usare anche solo per attirare l’attenzione di qualcuno.
Sumimasen è così versatile da poter essere usato anche come risposta di ringraziamento. In che senso? In Giappone chiedere aiuto o farsi aiutare da altri è implicitamente percepito come un disturbo alla persona e, spesso in ambito sociale, capita di sentire la frase “sumimasen” come “arigatou“, cioè “grazie”; in questo caso non significa solo “scusa”. Questa è una delle molte differenze culturali tra Giappone e Occidente.

Capita di poter combinare le due espressioni e dire: すみません、ありがとう, sumimasen, arigatou – (scusi e) grazie.

La forma abbreviata e più colloquiale di sumimasen è 済まない (sumanai) o, ancora più informale, すまん (suman), spesso usate dai superiori con i propri impiegati o tra amici maschi. Fare attenzione a non usarla con i propri superiori! Risulterebbe diretta e maleducata.

Quando usare Gomennasai per le scuse personali

Il registro di gomennasai è medio-formale. Rispetto a sumimasen, gomennasai ha un’implicazione più personale e intima. Riguarda situazioni o circostanze spiacevoli che riteniamo strettamente legate a noi. Uno scenario in cui si ha organizzato una festa e i piani sono stati cambiati all’improvviso richiederebbe delle scuse personali: in questo caso sarebbe adeguato dire gomennasai verso i propri amici.

ごめん – gomen (spesso accompagnata dalla particella ね – ne) è la forma abbreviata e più colloquiale di sumimasen, come “suman” lo è stato per “sumimasen”.

Un esempio di conversazione tra amici potrebbe essere:

  • A: 森田くん、辞書は? (trad. Morita, e il dizionario?)
  • B: ごめん、忘れちゃったんだ! (trad: Cavolo! L’ho dimenticato!)

Shitsureishimasu: chiedere permesso e scusa

Modo semi-formale di chiedere scusa, relativo al rispetto delle norme sociali. Shitsurei significa infatti “scortese”. Quando si entra in una stanza lo si dice per palesare la propria presenza agli altri, in un modo simile a quando gli italiani dicono “permesso” prima di entrare in una stanza. Lo si usa anche quando si vuole chiedere scusa per aver urtato un proprio collega, ad esempio. La versione più formale di questa espressione è 失礼いたします (forma umile).

Moushiwake arimasen: le scuse formali

Moushiwake arimasen è un modo comune per scusarsi usando un linguaggio formale. Ha un significato applicabile a diverse situazioni, si può utilizzare sia nel linguaggio scritto che nel linguaggio orale, in contesti spesso lavorativi o accademici.

Lo scenario più comune di rimostranza è il ritardo. Alcune frasi in giapponese formale con questa data situazione sono:

  • 遅れて申し訳ありません okurete moushiwakearimasen: “chiedo scusa per il ritardo.”
  • お待たせしてしまい、申し訳ありません omataseshiteshimai moushiwakearimasen: “chiedo scuse per aver fatto aspettare.”

Sarebbe anche opportuno, in questi contesti, fare un inchino, per dare più credibilità alle scuse e rispetto.

Per rendere questa stessa espressione informale, basta dire: 申し訳ないmoushiwake nai. Sebbene sia un registro informale (c’è la desinenza piana NAI), la struttura mantiene un tono molto rispettoso: si utilizza per chiedere scuse sincere e profonde ad amici.

Espressioni colloquiali e altre varianti

私の悪い – watashi no warui / わりぃ – warii

  1. Watashi no warui significa letteralmente “è stata colpa mia”.
  2. Warii è un’altra espressione equivalente, quasi mai menzionata nei libri di testo. È un modo estremamente colloquiale e amicale di dire “colpa mia! Mi scuso”.

Il termine chiave delle frasi deriva infatti dalla parola giapponese “悪い” (warui), con il significato di “colpa, errore”; in questo caso chi dice la parola “warii” indica che ciò che ha fatto è stato un errore o una svista.

おっと – otto

Chi non ama usare l’espressione “oops!”? Veloce ed efficace. In giapponese otto è un corrispettivo piuttosto simile. È un’espressione simpatica e informale per scusarsi di un piccolo e banale errore, che spesso non ha importanza.

ご面倒をお掛けして、すみません , Go mendō wo o-kake shite sumimasen – “Mi scuso per l’inconveniente”

Questo è un modo estremamente formale di chiedere scusa per un favore ricevuto. Come detto prima, questa può fungere come una forma di ringraziamento a colleghi e in ufficio.

Per ricapitolare:

  • sumimasen è il modo più comune per scusarsi in giapponese.
  • Gomennasai è già meno formale ed ha connotazioni di colpa personale.
  • Moushiwake arimasen è un’espressione formale comune nell’ambito di lavoro, quando ci rivolgiamo al nostro capo, professore, o a una ditta esterna a noi.

 

Fonte Immagine: Wikicommons

Articolo aggiornato il: 29/12/2025

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