Serial killer della storia: dai killer antichi ai più noti moderni

Serial killer più noti della storia: 5 assassini feroci

La storia del crimine è costellata di figure oscure la cui crudeltà ha lasciato un segno indelebile nell’immaginario collettivo. Questo testo delinea i profili di alcuni dei serial killer più sanguinari della storia, partendo da figure quasi mitiche dell’antichità fino ad arrivare ai casi che hanno sconvolto l’opinione pubblica in epoche più recenti. Analizzeremo le loro azioni con un approccio cronachistico, descrivendo la loro efferatezza senza alcuna spettacolarizzazione, nel rispetto delle vittime. Se volete scoprire chi viene statisticamente considerato il peggior serial killer della storia o cercare un approfondimento specifico sui casi italiani, potete consultare i nostri articoli dedicati.

Attenzione: i contenuti che seguono descrivono atti di estrema violenza e possono turbare la sensibilità del lettore.

Riepilogo dei serial killer più sanguinari della storia

Nome Epoca Vittime stimate
Locusta I secolo d.C. Numerose (imprecisato)
Liu Pengli II secolo a.C. Oltre 100
Gilles de Rais XV secolo Oltre 100
Erzsébet Báthory XVI-XVII secolo 100 – 650
Belle Gunness XIX-XX secolo 40 – 60
Jack lo Squartatore 1888 5+
Harold Shipman XX secolo 215 – 345

I serial killer nell’antichità: i primi profili storici

Sebbene il termine “serial killer” sia moderno, la storia documenta individui i cui crimini ripetuti nel tempo rientrano in questa definizione. Questi profili antichi mostrano come la violenza seriale non sia un fenomeno esclusivamente contemporaneo.

Locusta: l’avvelenatrice dell’Impero Romano

Considerata da molti la prima serial killer documentata della storia, Locusta operò a Roma nel I secolo d.C. Originaria della Gallia, era un’esperta di veleni e botanica. Le sue “competenze” la resero uno strumento letale nelle mani del potere. Fu assoldata dall’imperatrice Agrippina per assassinare l’imperatore Claudio con un piatto di funghi avvelenati. Successivamente, lo stesso Nerone si servì di lei per eliminare il fratellastro Britannico, garantendole in cambio impunità e persino degli allievi a cui insegnare la sua arte mortale. Le sue vittime non si limitarono ai potenti, ma inclusero numerose persone comuni, anche se il numero esatto rimane sconosciuto. La sua carriera criminale terminò con la caduta di Nerone: fu condannata a morte dall’imperatore Galba e giustiziata pubblicamente.

Liu Pengli: il principe del terrore

Nella Cina del II secolo a.C., durante la dinastia Han, il principe Liu Pengli, nipote dell’imperatore, si distinse per una crudeltà senza limiti. Invece di governare il suo feudo, passava le notti a condurre raid omicidi insieme a un gruppo di schiavi e giovani sbandati. Assaltavano i suoi sudditi per puro divertimento, derubandoli e uccidendoli senza motivo. Le cronache dello storico Sima Qian riportano che Liu Pengli fu responsabile della morte di almeno 100 persone, anche se le stime reali potrebbero essere più alte. La sua posizione nobile lo protesse a lungo, ma alla fine le lamentele giunsero all’imperatore, che lo spogliò dei suoi titoli e lo esiliò, dove morì.

I profili dei serial killer più noti della storia moderna

Dal tardo Medioevo in poi, le cronache diventano più dettagliate, offrendoci ritratti agghiaccianti di assassini seriali le cui gesta hanno segnato la storia.

Gilles de Rais: dal campo di battaglia ai riti oscuri

Gilles de Rais, prima di macchiarsi dei crudeli crimini che lo resero famigerato, fu un nobile e militare francese. Servì come capitano dell’esercito al fianco di Giovanna d’Arco durante la Guerra dei cent’anni. Il suo declino iniziò dopo aver ereditato un’immensa fortuna, che dissipò rapidamente. Per recuperare le ricchezze perdute, si affidò all’alchimista Francesco Prelati. Prelati sosteneva di comunicare con un demone di nome Barron, che esigeva sacrifici umani per rivelare i suoi segreti. Nel 1440, de Rais fu processato per eresia, ma durante le indagini emersero orrori ben peggiori. Fu accusato di aver rapito, torturato e ucciso un numero spaventoso di fanciulli, con stime che superano il centinaio di vittime, durante riti stregoneschi. Gilles de Rais fu condannato a morte tramite impiccagione, mentre Prelati fu bruciato vivo sul rogo.

Erzsébet Báthory: la contessa sanguinaria

Erzsébet Báthory, soprannominata la “Contessa Dracula”, fu una nobile ungherese vissuta a cavallo tra il XVI e il XVII secolo. È considerata una delle serial killer più prolifiche, avendo mietuto fra le 100 e le 300 vite di giovani ragazze. Un fantomatico diario, la cui esistenza è dibattuta, porterebbe il numero a 650. Sposata a 15 anni con Ferenc Nádasdy, uomo dalle simili tendenze sadiche, Báthory iniziò a torturare e uccidere le sue serve. La leggenda narra che, dopo essersi accorta che il sangue di una serva rendeva la sua pelle più giovane, iniziò a fare il bagno nel sangue delle sue vittime. Con l’inganno di una scuola per ragazze agiate, attirava giovani donne nel suo castello per poi massacrarle. Si dice utilizzasse strumenti di tortura come la vergine di ferro. Fu scoperta e condannata nel 1610, venendo murata viva in una stanza del suo castello, dove morì quattro anni dopo. Anche i suoi complici furono condannati a morte.

Belle Gunness: la vedova nera delle fattorie

Appartenente alla categoria delle “vedove nere”, Belle Gunness visse nella seconda metà dell’800 ed è considerata una delle criminali più spietate d’America. Si stima che le sue vittime siano tra le 40 e le 60. Nata in povertà in Norvegia, emigrò negli Stati Uniti. Il punto di svolta nella sua vita potrebbe essere stato un aborto causato da un’aggressione. I suoi primi omicidi noti furono quelli dei suoi due mariti, entrambi uccisi per incassare le assicurazioni sulla vita: il primo, Mads Sorensen, con avvelenamento da stricnina; il secondo, Peter Gunness, con un tritacarne. Riuscì a risultare innocente in entrambi i casi. Uccise anche la figlia adottiva, Jenny Olsen, dopo che questa aveva confidato a dei compagni di scuola la verità sull’omicidio del patrigno. Successivamente, Belle attirò decine di uomini nella sua fattoria tramite annunci matrimoniali, promettendo ricchezza. Una volta arrivati, li avvelenava o li uccideva con un’ascia nel sonno per derubarli. I resti furono scoperti dopo un incendio nella sua proprietà, nel quale si presume sia morta anche lei, sebbene la sua sorte rimanga un mistero.

Jack lo Squartatore: il mistero di Whitechapel

Nell’immaginario collettivo, il nome “serial killer” evoca immediatamente Jack lo Squartatore. Lo sconosciuto di Whitechapel è l’omicida seriale più noto della storia. Gli sono state attribuite 5 vittime ufficiali nel 1888, tutte prostitute, ma il numero reale potrebbe arrivare a 16. Il suo modus operandi è tristemente noto: adescava le donne in vicoli bui, le uccideva tramite sgozzamento e poi mutilava brutalmente i loro corpi, asportando organi con una precisione che suggeriva conoscenze mediche. La figura di Jack terrorizzò la Londra vittoriana, generando un clamore mediatico senza precedenti e mettendo in luce l’inefficacia della polizia, che non riuscì mai a identificarlo. Le teorie sulla sua identità sono innumerevoli: un medico, un macellaio, o persino una donna, “Jill the Ripper”. La sua identità rimane uno dei più grandi misteri irrisolti della criminologia.

Harold Shipman: l’angelo della morte

Harold Shipman, noto come “angelo della morte”, è uno dei serial killer più prolifici della storia moderna. Gli furono ufficialmente imputati 15 omicidi, ma si sospetta che le sue vittime oscillino fra 215 e 345 persone. Medico di base nel Regno Unito, Shipman uccideva i suoi pazienti, per lo più anziani, con un’overdose di morfina. È probabile che il suo interesse per la morfina sia nato osservando gli effetti del farmaco sulla madre malata terminale. I sospetti emersero quando falsificò il testamento di un’anziana paziente per ereditare i suoi beni. L’esumazione del corpo rivelò la causa della morte non naturale. L’altissimo tasso di mortalità tra i suoi pazienti e le numerose cremazioni da lui ordinate allarmarono le autorità. Nel 1998 fu arrestato e condannato. Shipman si è impiccato nella propria cella nel 2004, senza mai ammettere le sue colpe.

L’orrore mediatico del Novecento: Gein, Gacy e Ramirez

Oltre ai casi storici europei, il XX secolo ha visto l’ascesa di figure criminali negli Stati Uniti che hanno ispirato cinema e letteratura, segnando indelebilmente la cultura pop e la cronaca nera. È impossibile non menzionare Ed Gein, il “macellaio di Plainfield”, le cui azioni macabre hanno ispirato film come Psycho e Non aprite quella porta; per capire come la sua figura sia ancora attuale, vi invitiamo a leggere chi è il serial killer della serie Monster. Altrettanto inquietante è la vicenda di John Wayne Gacy, il “Killer Clown” che nascondeva l’orrore dietro una maschera di rispettabilità; la storia di John Wayne Gacy rimane una delle più agghiaccianti scoperte della polizia americana. Infine, il terrore casuale e satanico seminato da Richard Ramirez ha sconvolto la California degli anni ’80; per approfondire la mente di questo predatore notturno, ecco la storia di Richard Ramirez.

Risorse e approfondimenti sul true crime

L’interesse per la criminologia e il fenomeno dei serial killer richiede un approccio critico e informato. È fondamentale ricordare che dietro ogni caso ci sono vittime reali e dolore. Per chi desidera approfondire l’argomento in modo scientifico e storico, esistono risorse autorevoli:

  • Musei e Archivi: il Museo di Antropologia Criminale “Cesare Lombroso” a Torino offre una prospettiva storica sulle teorie criminologiche.
    Indirizzo: Via Pietro Giuria 15, 10126 Torino (TO)
    Telefono: 011 670 8195
    Prezzo biglietto intero: circa 5,00 €.
  • Letteratura scientifica: testi di criminologia, psicologia forense e biografie storiche basate su atti processuali offrono un’analisi più profonda rispetto alla narrativa sensazionalistica.
  • Documentari basati sui fatti: piattaforme come Netflix e RaiPlay offrono documentari che ricostruiscono i casi basandosi su prove e testimonianze, spesso coinvolgendo esperti del settore.

È innegabile quanto queste figure abbiano influenzato la cultura popolare, ma è doveroso ricordare che, come gli altri individui descritti, furono crudeli assassini. Per tale motivo, la narrazione delle loro azioni dovrebbe essere sempre lucida e distaccata, ponendo al centro il rispetto per le vittime.

Immagine di copertina: Pixabay

Data di aggiornamento: 27 Gennaio 2026

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