Shakespeare e l’enigma dell’identità italiana

William Shakespeare è universalmente considerato il più grande drammaturgo della letteratura inglese e uno dei più importanti autori di tutti i tempi. Le sue opere, tradotte in tutte le lingue del mondo, continuano a essere rappresentate e studiate a distanza di secoli, rendendo Shakespeare oltre il tempo. Eppure, nonostante la sua fama, la sua vita è avvolta nel mistero, e la sua stessa identità è stata messa in discussione. Esistono diverse teorie alternative sulla paternità delle sue opere, tra cui una che lo vorrebbe di origini italiane. Esploriamo insieme i dubbi, le certezze e le ipotesi sulla vita del Bardo.

Confronto: Biografia Ufficiale vs Teoria Italiana

Dettaglio Biografico Versione Tradizionale (Inglese) Versione Alternativa (Italiana)
Nome William Shakespeare Michel Agnolo Florio (Crollalanza)
Luogo di Nascita Stratford-on-Avon Messina (poi Valtellina)
Istruzione Nessuna educazione universitaria formale documentata Studi all’Università di Padova
Significato del Cognome Cognome inglese Traduzione di “Crollalanza” (Shake-Speare)

La biografia ufficiale di William Shakespeare: certezze e dubbi

La vita di Shakespeare a Stratford-on-Avon e a Londra

Secondo la biografia tradizionale, William Shakespeare nacque a Stratford-on-Avon, in Inghilterra, il 23 aprile 1564 (giorno di San Giorgio, festa nazionale inglese). Si sposò con Anne Hathaway ed ebbe tre figli. Tra il 1585 e il 1592 (periodo non documentato), si trasferì a Londra, dove intraprese la carriera di attore e drammaturgo. Divenne membro e comproprietario della compagnia teatrale dei Lord Chamberlain’s Men, che possedeva il famoso Globe Theatre. Shakespeare divise la sua vita tra Londra e Stratford, dove morì il 23 aprile 1616. Le rappresentazioni delle sue opere continuano ancora oggi a ispirare il pubblico, come dimostra la recensione dello spettacolo Raccontami Shakespeare di Cercamond.

Il First Folio e la pubblicazione delle opere

Nel 1623, sette anni dopo la sua morte, due attori della sua compagnia, John Heminges e Henry Condell, pubblicarono una raccolta di 36 opere teatrali di Shakespeare, nota come First Folio. Questa pubblicazione è considerata fondamentale per la conservazione e la trasmissione del canone shakespeariano, che include anche i celebri sonetti di Shakespeare.

Le contraddizioni e i misteri della biografia shakespeariana

La mancanza di documenti autografi e letterari

Nonostante la sua fama, non esistono documenti autografi di Shakespeare di natura letteraria (manoscritti, lettere, appunti). I pochi documenti esistenti sono di tipo legale o commerciale, e non contengono riferimenti alla sua attività di scrittore o alle sue quote del Globe Theatre. Queste lacune alimentano varie curiosità su William Shakespeare e dubbi sulla sua figura.

La vasta cultura e conoscenza linguistica di Shakespeare

Le opere di Shakespeare dimostrano una conoscenza enciclopedica di letteratura, storia, filosofia, diritto, musica, arte, scienza, politica e molte altre discipline. Il suo vocabolario è straordinariamente ricco (circa 29.000 parole diverse), tanto che la lingua di Shakespeare è considerata la più strana delle meraviglie. Questa vastità di conoscenze ha sollevato dubbi sulla possibilità che un uomo di umili origini e senza un’educazione universitaria formale potesse essere l’autore di opere così complesse e raffinate.

L’ambientazione italiana di molte opere

Molte opere di Shakespeare sono ambientate in Italia (es. Romeo e Giulietta, Il mercante di Venezia, La bisbetica domata, Otello, Tanto rumore per nulla), e dimostrano una conoscenza dettagliata dei luoghi, degli usi, dei costumi e delle leggi italiane. Questo ha portato alcuni studiosi a ipotizzare che Shakespeare avesse viaggiato in Italia, o che addirittura fosse di origini italiane.

La teoria di Michel Agnolo Florio: Shakespeare era italiano?

Una delle teorie alternative più suggestive sull’identità di Shakespeare è quella che lo identifica con Michel Agnolo Florio, un letterato di origini italiane vissuto nel XVI secolo.

Le origini familiari di Michel Agnolo Florio

Secondo questa teoria, Michel Agnolo Florio apparteneva a una famiglia di origine ebraica, esule dalla Spagna e stabilitasi a Messina. A causa delle persecuzioni religiose, la famiglia fu costretta a lasciare Messina e a trasferirsi in Valtellina. I genitori di Michel Agnolo, Giovanni Florio e Guglielma Crollalanza, avevano entrambi parenti in Inghilterra.

La formazione culturale di Florio e il periodo oscuro di Shakespeare

Michel Agnolo Florio avrebbe studiato all’Università di Padova, entrando in contatto con gli ambienti culturali più vivaci dell’epoca e con figure come Giordano Bruno, Galileo Galilei e il giurista Ottonello Descalzi. Questo periodo coinciderebbe con i “sette anni perduti” della biografia di Shakespeare, di cui non si hanno notizie certe. Secondo i sostenitori di questa teoria, Florio si sarebbe poi trasferito a Londra, dove avrebbe iniziato a scrivere opere teatrali sotto lo pseudonimo di William Shakespeare. A Messina, Michel Agnolo avrebbe dato alle stampe il testo che precede l’opera shakespeariana, dal titolo Tantu scrusciu ppi nenti, la futura Tanto rumore per nulla (Much Ado About Nothing).

Il nome “Shakespeare” come traduzione di “Crollalanza”?

I sostenitori della teoria di Florio suggeriscono che il nome “Shakespeare” sia una traduzione in inglese del cognome della madre di Michel Agnolo, Crollalanza: “William” sarebbe la traduzione di “Guglielma”, mentre “Shake” (scrolla) e “Speare” (lancia) tradurrebbero “Crollalanza”.

Il dibattito sull’identità di Shakespeare: un mistero ancora aperto

La teoria dell’identità italiana di Shakespeare, per quanto affascinante, è solo una delle tante ipotesi avanzate nel corso dei secoli. La maggior parte degli studiosi rimane convinta dell’identità tradizionale di Shakespeare, ma il dibattito rimane aperto e continua ad appassionare studiosi e appassionati di tutto il mondo. Indipendentemente dalla sua vera identità, William Shakespeare rimane uno dei più grandi geni della letteratura di tutti i tempi, un autore che ha saputo esplorare l’animo umano in tutte le sue sfaccettature, creando personaggi e storie immortali. Come scriveva Harold Bloom, critico letterario statunitense, «Noi siamo ancora sue creature».

Fonte immagine: Wikipedia

Articolo aggiornato il: 12/01/2026

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A proposito di Adele Migliozzi

Laureata in Filologia, letterature e civiltà del mondo antico, coltivo una grande passione per la scrittura e la comunicazione. Vivo in provincia di Caserta e sono annodata al mio paesello da un profondo legame, dedicandomi con un gruppo di amici alla ricerca, analisi e tutela degli antichi testi dialettali della tradizione locale.

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