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Eroica Fenice

Storie di ordinaria resistenza: Homo Scrivens evi

Storie di ordinaria resistenza: Homo Scrivens

“Resistenza come forza ostinata che si oppone alle brutture del quotidiano, come esigenza profonda della ragione che cerca di arginare il caos che la circonda, come energia creativa che fronteggia la banalità del senso comune, come rigurgito di dignità che non si arrende alla deriva dei sentimenti e dei valori”.

Queste alcune parole presenti nell’introduzione, di Armida Parisi, curatrice del testo, alla raccolta di brevi racconti dal titolo Storie di ordinaria resistenza, edita dalla casa editrice Homo Scrivens e che vede la partecipazione della Fondazione SDN, centro di ricerca diagnostica, ricerca scientifica e clinica in campo biomedico ed associazione che svolge attività all’interno del clima culturale dell’Italia meridionale.

La raccolta parte da un tema, la resistenza, e ne declina il significato nella sua accezione quotidiana: le piccole, ma non per questo non strenue e non terribili, resistenze di “tutti i giorni”, quelle che gli uomini nella loro istanza di individui, indipendentemente l’uno dall’altro, vivono e portano avanti nei confronti di un altro singolo uomo, o di un gruppo di uomini, o della società intera.

Tra i brevi racconti della raccolta si ritrovano, così, temi vari e molteplici tutti legati tra loro dal tema principale della resistenza: resistenza alle delusioni, alle amarezze, allo sconforto che può nascere da un amore “sbagliato”, come si legge, ad esempio, in Oggi ce ne andiamo per vicoli, di Delia Bitonte e Resisti, di Aureliana Donadio; resistenza ai pregiudizi sociali, come nel caso di Diversità, di Giuseppina Dell’Aria; resistenza al “caos del quotidiano”, come in La resistenza del salmone di Gaetano De Rosa; resistenza all’impoverimento del mondo delle lettere, e di conseguenza dell’uomo, come si legge nel testo Il partigiano della letteratura, di Marcello Sabbatino, nel quale si espone l’importanza delle lettere nella formazione dell’uomo. Questi elencati sono pochi esempi delle varie e molteplici storie narrate dai vari e molteplici autori degli stessi racconti; vari e molteplici, così come, come si è detto, varie e molteplici sono le declinazioni di un unico tema principale, al quale le varie brevi narrazioni sono legate anche per il senso di speranza intrinsecamente presente e definito all’interno del termine stesso di resistenza. È così, dunque, che in Storie di ordinaria resistenza, nascono storie che da un tema comune riflettono le proprie trame, come luce che si irradia mutevole e cangiante da un unico prisma di cristallo o come le gocce d’acqua nei cieli che, dopo una pioggia che pareva non smettere, restituiscono al mondo i colori dell’arcobaleno.

Le storie narrate nel volume collettaneo Storie di ordinaria resistenza, sembrano voler esprimere e sottolineare, infatti, proprio il tema della speranza, della forza del coraggio sopra la rassegnazione.

Tra i vari racconti compaiono, inoltre, il testo La resistenza di Tatò, di Aurelio Raiola, nel quale  dietro un’apparente comicità si cela uno sconforto, quello dell’autista di mezzi pubblici Salvatore, il quale spinto dalla generosità ferma fuori fermata il suo mezzo pubblico per far salire un uomo che in realtà si rivela essere un rapinatore ed il testo di Vincenzo Caputo, Prima, nel quale tramite il confronto tra un nipote ed una nonna si mettono a confronto due modi di pensare e di sentire il mondo, gli uomini e la società che essi rappresentano.

Storie di ordinaria resistenza si presenta così in toto come “uno scatto su un paesaggio interiore che si illumina grazie all’intensità della narrazione. Le parole sono poche ma dense. L’azione procede spedita. Ogni piccola storia, un grande respiro. Non fermarsi alle apparenze. Anche questo è resistere”.

Roberta Attanasio