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Eroica Fenice

uomo sapiens

Uomo sapiens: storia ed evoluzione di una specie

La denominazione latina di “homo sapiens” indica l’ uomo sapiente, e con essa si fa riferimento all’uomo moderno, così come venne classificato da Linneo, un medico svedese, nel 1758.
Nell’evoluzione umana, ossia il processo di evoluzione dell’uomo sapiens, come una specie ben distinta sulla terra, questa categoria umana, è l’unica rappresentante vivente.

L’uomo ha una propria storia evolutiva, che nel corso del tempo ha contribuito a mutare e determinare l’aspetto fisico ma anche precise caratteristiche culturali, sociali, etiche e comportamentali.
Si tratta di un processo durato milioni di anni, grazie al quale l’uomo, così come appare oggigiorno, è diventato. Inoltre, grazie allo studio dei vari resti fossili ritrovati, è possibile ricostruire la successione e quindi l’evoluzione degli ominidi fino alla nostra specie, ossia l’uomo sapiens.

Alcuni studi recenti sottolineano che l’umanità discenda da una popolazione di individui vissuti in Africa, circa 200.000 anni fa, ossia il gruppo più antico di uomo sapiens che abbia popolato la terra.
Naturalmente esiste una successione temporale ben scandita tra le varie specie di ominidi, perfettamente distinguibili tra loro, con peculiarità e tratti distintivi che man mano sono andati evolvendosi. Spesso, quando si parla della specie umana, si fa riferimento ad un albero ben ramificato, una sorta di cespuglio, all’interno del quale, si delineano tanti elementi di attribuzione che portano frequentemente a modificare o mettere in discussione i modelli evolutivi precedentemente ipotizzati.

L’origine dell’uomo moderno e quindi dell’uomo sapiens, è uno degli argomenti attualmente più dibattuti; gli interrogativi in realtà nascono tra coloro che teorizzano una origine africana recente e quelli che invece teorizzano una evoluzione multiregionale dell’uomo sapiens. La prima teoria, sostiene con convinzione la comparsa dei sapiens in Africa come una nuova specie che poi sarebbe andata evolvendosi in tutto il mondo, sostituendosi alle popolazioni esistenti. La seconda teoria invece, sostiene che ciascuna delle popolazioni attuali derivi dalla rispettiva popolazione arcaica di quella stessa regione, partendo dall’homo erectus, evoluto poi il parallelo grazie ad incroci vari.

Storia dell’uomo sapiens

I resti più antichi di uomo sapiens sono stati ritrovati in un villaggio dei Carpazi. Si tratta della mascella di un maschio adulto e delle ossa di due ragazzi, tra cui un adolescente, vissuti in quella che è l’attuale Romania 34-36 mila anni fa. Gli studiosi hanno analizzato la grandezza della mascella dell’uomo adulto ritrovato, che appare notevolmente sviluppata e piuttosto grande. Questa caratteristica, molto importante, fa ipotizzare che possa esistere un incrocio tra uomo sapiens e gruppi umani ancora più arcaici, come ad esempio l’uomo di Neanderthal.

Secondo la “Teoria della migrazione africana”, tutti coloro, appartenenti alla categoria Homo, che rimasero in Africa, si evolsero poi in uomo sapiens. Solo successivamente, si pensa che emigrarono alla volta dell’Africa e l’Oceania, incontrando le specie già formatisi in precedenza.

Aspetti fisici e comportamentali

L’uomo sapiens, si caratterizzava per una corporatura tozza, il cervello piuttosto sviluppato e mani abili, ma anche forti denti, ottimi per addentare la carne delle prede, in genere orsi, bisonti ma anche pesci.
Dagli studi condotti, è chiaro che l’uomo sapiens comprese il valore del fuoco, imparando a generarlo. Dal punto di vista prettamente linguistico, pare che sapesse esprimersi con i propri simili. Viveva in gruppo e probabilmente era nomade: infatti, nei periodi più caldi, si stanziava in tende ricoperte con pelle di animali, rami e tronchi. Nei periodi freddi invece, si rintanava all’interno delle caverne, riscaldate dal fuoco, con altri gruppi. La presenza dell’avvenuta permanenza nelle caverne è stata riscontrata nelle grotte di Altamira, grazie a diversi graffiti che raffigurano mammiferi e animali, e dimostrano sia l’abilità dell’uomo sapiens come cacciatore, sia l’utilizzo di quelli che possono essere definiti degli “utensili” che egli stesso sapeva costruire con ossa di animali.

Uomo sapiens oggi

L‘uomo sapiens o “uomo moderno”, a differenza di altre specie è riuscito a sopravvivere, mentre altre categorie di ominidi sono scomparse. Alcuni studiosi sostengono che, in realtà, sia riuscito a sopravvivere grazie al continuo migrare che ne contraddistingueva l’esistenza. Come affermato precedentemente, questi ominidi erano nomadi, migravano, spostandosi in un flusso continuo.

Dunque, ogni qualvolta un piccolo gruppo di ominidi si estingueva in una parte d’Europa,  “uomini moderni” ne prendevano il posto, popolando quella determinata area. Un processo evolutivo indubbiamente lungo, che si è ripetuto per molto tempo, facendo sì che in un dato territorio rimanesse esclusivamente una specie. Secondo uno studio recente, il fossile più antico di uomo sapiens uscito dall’Africa, (per poi colonizzare il pianeta) è stato ritrovato in Israele; si tratta del fossile appartenente ad una donna, e ha circa 95mila anni.

Infine, si può certamente affermare che, la popolazione di oggi, rappresenti il prodotto di un lunghissimo processo evolutivo, nel corso del quale si sono avvicendate e succedute, mescolandosi, diverse specie.

 

Fonte immagine: https://www.repubblica.it/scienze/2018/04/16/news/le_reti_sociali_hanno_aiutato_l_homo_sapiens_a_sopravvivere_ai_cambiamenti_climatici-194045228/

 

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