Chagall. Testimone del suo tempo, a Palazzo dei Diamanti a Ferrara è ancora in corso la mostra dedicata al celebre pittore novecentesco
“Forse dipingo perché questo sostituisce le parole che mi mancano”.
Queste parole accompagnano lo spettatore durante la visita della mostra Chagall. Testimone del suo tempo, in esposizione fino a domenica 8 febbraio al Palazzo dei Diamanti di Ferrara. La rassegna, ideata da Paul Schneiter e curata assieme a Francesca Villanti, è dedicata alla vita e alle opere del pittore russo di origine ebraica, il quale, attraverso i suoi acquerelli, i suoi bozzetti e le sue tele, ci offre una pagina importante della storia del Novecento europeo. Marc Chagall, benché sia ricordato come un artista che reputava il mondo come propria casa, essendo vissuto fra Impero russo (poi Unione Sovietica), Francia e Stati Uniti, non rinnegava le sue radici culturali: il grande bagaglio culturale dell’ebraismo chassidico vive nelle sue opere.
Chagall. Testimone del suo tempo è stata realizzata dalla collaborazione tra la Fondazione Ferrara Arte di Vittorio Sgarbi, Arthemisia e il Servizio Cultura, Turismo e rapporti con l’Unesco del Comune di Ferrara, ai quali si aggiunge anche il patrocinio della regione Emilia-Romagna. Tra gli altri partner ci sono anche Ricola e Frecciarossa Treno Ufficiale.
Indice dei contenuti
- Chagall. Testimone del suo tempo: l’arte che racconta il Novecento
- Quando le vicende bibliche incontrano la storia contemporanea: il caso della nave Exodus
- Parigi, gli artisti circensi e il dialogo con la materia: il viaggio continua
- Il blu del Mediterraneo e il calore della città di Nizza
- La luce, il vetro e i fiori: dalla sinagoga dell’Hadassah al “giardino inesistente”
- Una colomba bianca e un messaggio ancora attuale
- Chagall. Testimone del suo tempo, perché visitare la mostra a Palazzo dei Diamanti?
| Sezione della mostra | Temi e opere principali |
|---|---|
| Eterna memoria | Infanzia a Vitebsk, tradizioni, animali. Opera: Villaggio con sole offuscato. |
| Le favole di La Fontaine | Illustrazioni commissionate da Ambroise Vollard. Incisioni di favole classiche. |
| Exodus | Incontro tra storia biblica e cronaca del 1947. Opera: La nave dell’Esodo. |
| Parigi e il circo | Opéra Garnier, pagliacci, acrobati. Opere: La sposa dai due volti, Il circo. |
| Un linguaggio luminoso | Vetrate per la sinagoga dell’Hadassah e temi floreali. |

Chagall. Testimone del suo tempo: l’arte che racconta il Novecento
La mostra del duo Schneiter-Villanti inizia con la sezione Eterna Memoria, la quale è dedicata all’infanzia e alla formazione culturale di Chagall. Infatti, è proprio la città di Vitebsk, nell’attuale Bielorussia, definita dall’artista “il paese che ho nell’anima”, una delle scenografie privilegiate delle sue tele. Vitebsk era un luogo idilliaco, dove regna l’allegria e dove la musica era presente durante ogni evento religioso. E lo stesso vale anche per gli animali delle fattorie locali come galli, mucche e capre. Questa prima sezione del percorso permette ai visitatori di comprendere (e approfondire) il retroterra culturale di Chagall dalle prime opere alla sua maturazione artistica. Tra le opere di questa sezione è possibile osservare il dipinto Villaggio con sole offuscato.

In seguito, la sezione Le favole di la Fontaine: la consacrazione della mostra Chagall. Testimone del suo tempo è dedicata alla “consacrazione dell’artista” attraverso un progetto ambizioso: realizzare una serie di illustrazioni per un’edizione delle Favole di Jean de la Fontaine curata dall’editore e gallerista Ambroise Vollard. Costui riteneva che lo stile pittorico dell’artista di Vitebsk fosse in grado di rappresentare meglio l’essenza di quel mondo fantasioso e moraleggiante di queste favole classiche. Le incisioni presentano ai visitatori le favole più note della raccolta (che si rifaceva a Esopo) come:
- La volpe e la cicogna;
- L’asino e il cane;
- Il lupo e l’agnello;
- La volpe e l’uva;
- La gallina dalle uova d’oro.

Quando le vicende bibliche incontrano la storia contemporanea: il caso della nave Exodus
La terza sezione, intitolata Quando la storia biblica incontra la cronaca contemporanea, è incentrata sulla realizzazione del dipinto Exodus o La nave dell’Esodo. La celebre vicenda biblica dell’esodo degli Ebrei dall’Egitto, guidati da Mosè, incontra l’attualità del secondo dopoguerra. Come riportato dal comunicato stampa, siamo nell’anno 1947.
La nave Exodus, battente bandiera dell’Honduras, salpò dalla Francia con ben 4.515 ebrei sopravvissuti nei campi di concentramento per arrivare in Palestina aggirando il divieto britannico di un ulteriore arrivo di immigrati ebrei dall’Europa per non far adirare la popolazione araba locale.

Parigi, gli artisti circensi e il dialogo con la materia: il viaggio continua
La mostra Chagall. Testimone del suo tempo continua con la sezione Parigi dopo l’esilio. La capitale francese è il luogo dove Chagall può liberare la sua energia creativa e dare vita alle sue opere. Una ricostruzione degli affreschi del soffitto dell’Opéra Garnier sorprende il visitatore permettendo di conoscere quel mondo vivace immaginato dal pittore russo, in cui musica, ballo, architettura e pittura si fondono per parlare un unico linguaggio.

Il mondo di Chagall si arricchisce anche di scene provenienti dagli spettacoli circensi, molto cari al pittore protagonista della mostra, raccontati nella sezione Volti e riflessi. I pagliacci sono figure duplici: ci fanno ridere ma nascondono il peso della sofferenza e della fatica. Lo stesso vale anche per gli acrobati, i quali, volteggiando tra i cerchi e le funi, ci ricordano la precarietà della vita. Qui è possibile osservare le opere La sposa dai due volti e Il circo o Clown con i cerchi.
La sezione In dialogo con la materia testimonia l’importanza della materia secondo Chagall: un artista deve scegliere il materiale adatto alle sue intenzioni e con esso deve liberare la sua immaginazione.

Il blu del Mediterraneo e il calore della città di Nizza
Chagall. Testimone del suo tempo continua con una settima sezione: Mediterraneo. Abbandonando il rosso, il verde e il bianco della precedente sezione, qui è il blu a dominare gli sfondi delle tele. Nizza e il mare Mediterraneo sono delle calde scenografie in cui rivivono tutti i topoi della produzione di Chagall. Questa era la nuova casa in cui il dolore del pittore si trasformava in qualcos’altro che gli dava forza.

La luce, il vetro e i fiori: dalla sinagoga dell’Hadassah al “giardino inesistente”
Queste atmosfere di pace e serenità svaniscono nella sezione intitolata Un linguaggio luminoso. Adesso, Chagall è occupato con un progetto ambizioso dalla portata e dalle tematiche bibliche: realizzare una serie di vetrate per la sinagoga dell’Hadassah Medical Center di Gerusalemme. In questa occasione collaborò con il vetraio Charles Marq, dopo aver ricevuto la commissione da Miriam Freund, presidente dell’American Hadassah Women’s Zionist Organization, e dall’architetto Joseph Neufel. Le vetrate raffigurano le Dodici tribù di Israele. La nona sezione, Il giardino che non esiste, raccoglie le opere con temi floreali dell’artista dopo aver raccontato il suo ambizioso progetto delle vetrate. Qui ci sono le opere L’Atelier de Saint–Paul, Bouquet de fleurs sur fond vert et rouge e Grand bouquet rouge.

Una colomba bianca e un messaggio ancora attuale
La mostra si conclude con il quadro La pace, un’opera ritenuta molto attuale anche davanti all’attuale scenario di crisi geopolitiche che ha investito il mondo in questi ultimi anni. Davanti agli orrori del primo Novecento e al rischio di nuove guerre, Chagall dipinse il quadro La pace non per retorica ma per necessità.
Una colomba bianca ma sporca di sangue porta nel becco due foglie con scritto “La vie” e “La paix”, mentre due innamorati, forse Chagall e sua moglie Bella, la osservano.

Chagall. Testimone del suo tempo, perché visitare la mostra a Palazzo dei Diamanti?
Chagall. Il testimone del suo tempo è una mostra molto interessante e coinvolgente, la quale racconta, attraverso opere originali e ricostruzioni, come il soffitto dell’Opéra o le vetrate dell’Hadassah Medical Center, quel mondo immaginario nato dalla fantasia del pittore russo-ebraico.
Lo spettatore, grazie anche ad effetti sonori e ad un percorso costruito ad hoc fra arte contemporanea, storia novecentesca, cultura askenazita, misticismo, musica classica e arti performative circensi, riesce a conoscere meglio la produzione di uno dei maggiori artisti del secolo scorso e ad apprezzare le sue opere.
Fonte immagini: si ringrazia l’ufficio stampa di Arthemisia
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Articolo aggiornato il: 19 Gennaio 2026
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