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Eroica Fenice

Cosa vedere ad Edimburgo

Cosa vedere ad Edimburgo, un libro da sfogliare e poi divorare

Chi l’ha detto che l’Estate è soltanto sole e mare? Per Agosto 2015 una valigia alternativa: niente costumi e crema abbronzante, ma pull di lana e giacca antivento. I nostri consigli su cosa vedere ad Edimburgo 

Direzione: Regno Unito, alla volta di un viaggio che ha inizio nella caotica Victoria Station di Londra e, a bordo di un autobus, percorrendo distese infinite di verdi campagne e cieli limpidissimi, termina sulla costa orientale della Scozia, dove sorge Edimburgo

Cosa vedere ad Edimburgo, capitale scozzese e patrimonio mondiale dell’Unesco.

Ad accogliermi un cielo plumbeo e un tetto di nuvole su scure costruzioni di pietra; il colore dominante: il grigio, e un vento freddo, penetrante, che si insinua nei caratteristici closes, i vicoli stretti, dove il sole non batte mai. Case di anime disperate che vagano in cerca di pace. Anime, che, si racconta, vi rimasero intrappolate in seguito a un incendio. Trasportato dal vento, l’inconfondibile suono delle cornamuse di artisti di strada, che, con i loro kilt a quadri, danno voce agli angoli remoti della città. Una città in cui il tempo sembra essersi fermato, avvolta in un’atmosfera misteriosa e, a tratti, inquietante, che, da sempre, nutre le penne e la fantasia degli Scrittori.

Ammetto che la mia prima impressione non sia stata delle migliori. Io, che avevo ancora negli occhi il blu del mare nostrano e sulla pelle il sole del Sud.

Armata di appunti e dei consigli di un amico, che a Edimburgo ha deciso di viverci, mi tuffo per le strade acciottolate, lasciandomi trascinare dalla fiumana di artisti e spettatori che il Fringe Festival, trasformando la città in un teatro a cielo aperto, richiama ogni anno, da ogni parte del mondo. Percorro la Princes Street, cuore pulsante che divide letteralmente in due la città. La parte antica divisa dalla parte moderna. La parte antica unita alla parte moderna.

Arroccata in alto c’è l’Old Town, che, tra un palazzo e l’altro, offre una spettacolare vista del Mar del Nord, grigio quando piove, blu quando c’è il sole; si concentra sul Royal Mile, una strada che, srotolandosi per un miglio, unisce il celebre Castello al palazzo di Holyroodhouse. La strada che Daniel Defoe definì la più larga, più lunga e più bella per gli edifici e abitanti, non solo della Gran Bretagna, ma anche del mondo. Da questa si dipanano a lisca di pesce labirintici sottopassaggi e stradine medioevali, che attraversano antichi palazzi, tutti sviluppatisi in altezza. Dopo il canonico giro tra chiese e monumenti, tappa, a mio avviso, imprescindibile della città antica è l’Arthur Seat, il picco più alto di un gruppo di colline che formano l’Holyrood Park, dove, se siete amanti della natura incontaminata, avete buone speranze di rimettervi in pace col mondo.

Affidandovi, con 1,50£, alle rotaie dei tram o, ancor meglio, all’energia dei vostri piedi, arriverete poi nella parte moderna, di stile marcatamente georgiano, la New Town. Qui, su piacevoli giardini, caffetterie, eleganti negozi e alberghi, si innalza incombente Calton Hill, una collina che, nei secoli, numerosi architetti hanno utilizzato come laboratorio per il loro ambizioso progetto di far diventare Edimburgo una sorta di Atene del nord, infatti, i tanti i monumenti che la popolano sono a tema greco: un piedistallo da cui ammirare l’intera città fino al mare e restare senza fiato.

A conclusione del mio breve viaggio, quella prima impressione non delle migliori lascia invece spazio al pensiero nostalgico del ritorno, alla consapevolezza che Edimburgo è come un libro, un racconto di fantasmi, un giallo poliziesco, un romanzo medievale e, come tale, va prima assaporata lentamente e poi divorata, fino all’ultima pagina.

Per maggiori informazioni: www.edimburgo.it

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