Acquedotto di Segovia: la leggenda del patto con il diavolo

Segovia acquedotto

A Segovia, città spagnola poco distante da Madrid, è custodito uno dei 49 siti spagnoli Patrimonio UNESCO: la sua città vecchia, dove troneggia un imponente acquedotto. Si tratta di uno dei monumenti più importanti e meglio conservati lasciati dagli antichi romani nella penisola iberica. La datazione storica lo colloca tra il I e il II secolo d.C. Tuttavia, la leggenda popolare vuole che a costruirlo non siano stati i Romani, ma il diavolo in persona.

Acquedotto di Segovia: storia vs. leggenda

Elemento Verità storica Racconto della leggenda
Costruttore Ingegneri romani. Il diavolo.
Datazione Tra il I e il II secolo d.C. (epoca di Vespasiano, Nerva o Traiano). Una singola notte.
Scopo Trasportare l’acqua dalla Sierra de Guadarrama alla città. Liberare una ragazza dalla fatica di portare l’acqua.
Motivazione Ingegneria civile per il bene pubblico. Ottenere l’anima della ragazza in cambio.

La leggenda del patto con il diavolo

La storia, tramandata di generazione in generazione, racconta di una giovane ragazza che lavorava come portatrice d’acqua. Stanca della sua fatica quotidiana, un giorno incontrò il diavolo in persona e, in un momento di disperazione, gli propose un patto: la sua anima in cambio di un acquedotto che le portasse l’acqua fino in città, liberandola dal suo pesante fardello.

La pietra mancante nell'acquedotto di Segovia, dove oggi si trovano statue religiose.
La pietra mancante nell’acquedotto di Segovia, riempita con statue religiose.

La pietra mancante e il canto del gallo

Il diavolo accettò la proposta, ma a una condizione: l’opera doveva essere completata in una sola notte, prima del canto del gallo. La ragazza acconsentì, ma sulla via di casa fu colta dal rimorso. Trascorse tutta la notte a pregare, mentre il diavolo lavorava alacremente per completare l’imponente costruzione. Proprio quando mancava solo un’ultima pietra per finire il lavoro, il gallo cantò, annunciando l’alba. Sconfitto, il diavolo fu costretto a svanire, lasciando l’opera incompiuta e l’anima della ragazza salva. Ancora oggi, si dice che nell’acquedotto sia visibile quello spazio vuoto, dove ora si trovano le statue della Vergine e di Santo Stefano.

Il significato religioso della leggenda

La leggenda dell’acquedotto di Segovia può essere interpretata alla luce della forte tradizione cattolica della Spagna. La fanciulla rappresenta il fedele, mentre il diavolo è la tentazione di cercare una via facile per sfuggire alle fatiche della vita, un peccato che allontana da Dio. La storia, però, non è solo un monito, ma anche un racconto di speranza: il pentimento della ragazza (la notte di preghiera) e la sua fede vengono premiati con la salvezza, dimostrando la clemenza divina. L’acquedotto, come testimoniato dal suo status di Patrimonio dell’Umanità sul sito dell’UNESCO, rimane così un simbolo non solo della grandezza romana, ma anche della fede e della cultura popolare di Segovia.

Licenza immagine di copertina: WikiCommons
Crediti immagine articolo: Salvatore Toscano

Articolo aggiornato il: 08/09/2025

 

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A proposito di Salvatore Toscano

Salvatore Toscano nasce ad Aversa nel 2001. Diplomatosi al Liceo Scientifico e delle Scienze Umane “S. Cantone” intraprende gli studi presso la facoltà di scienze politiche, coltivando sempre la sua passione per la scrittura. All’amore per quest’ultima affianca quello per l’arte e la storia.

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